Jonas Vingegaard, presentazione squadra e programmi 2026 (foto Visma Lease a Bike)

Vingegaard al Giro, assalto alla Tripla Corona

13.01.2026
5 min
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Se vincerà il Giro d’Italia, Vingegaard stabilirà un record che nessuno potrà togliergli: conquistare la Tripla Corona prima di Pogacar. E il primato – in questo duello estenuante e apparentemente scontato – rimarrà suo per sempre. Forse anche per questo, il danese ha confermato le voci che lo davano al via della corsa rosa. Giusto oggi infatti ha annunciato che a 29 anni farà il debutto nel Giro che in Bulgaria brinderà all’edizione numero 109.

Vingegaard non ha mai corso il Giro né in passato ha mai dato la sensazione di volerlo fare a tutti i costi. C’era soltanto il Tour, vinto per due volte. Poi lo strapotere di Pogacar e le emozioni provate vincendo la Vuelta del 2025 lo hanno persuaso ad ampliare l’orizzonte. Al punto da aver dichiarato, cogliendo molti alla sprovvista, che il ciclismo non è fatto soltanto di Tour.

«Aver vinto la Vuelta – ha spiegato ieri – ha avuto un ruolo nella mia decisione. Ho già vinto in Francia e in Spagna, ora voglio fare lo stesso in Italia. Questo sembra il momento perfetto per partecipare al Giro. Mi piacerebbe aggiungere la maglia rosa alla mia collezione».

L'inverno di Vingegaard è passato senza contrattempi nel ritiro spagnolo (foto Visma Lease a Bike)
L’inverno di Vingegaard, 29 anni, è passato senza contrattempi nel ritiro spagnolo (foto Visma Lease a Bike)
L'inverno di Vingegaard, 29 anni, è passato senza contrattempi nel ritiro spagnolo (foto Visma Lease a Bike)
L’inverno di Vingegaard, 29 anni, è passato senza contrattempi nel ritiro spagnolo (foto Visma Lease a Bike)

14 giorni prima del Giro

Il programma è ridotto all’osso. Debutto al UAE Tour (16-22 febbraio), poi Volta a Catalunya (23-29 febbraio) e da lì rotta sul Giro. Quattrodici giorni di gara e il consueto zaino pieno di altura, sopralluoghi e allenamenti precisissimi.

«Oltre alla volontà di Jonas – ha commentato il direttore sportivo Grischa Niermann – siamo convinti che correre il Giro migliorerà il suo livello al Tour. Certo che punteremo alla vittoria in Italia, ma il Tour rimane l’obiettivo più importante». 

Nel 2024 delle meraviglie, Pogacar arrivò al Giro con appena 10 giorni di corsa, riuscendo a vincerne sette: Strade Bianche, 4 tappe più la classifica del Catalunya e la Liegi.

Vuelta Espana 2025, Bola del MUndo, Jonas Vingegaard, Matteo Jorgenson
Il Tour resta centrale, ma la vittoria della Vuelta 2025 ha fatto capire a Vingegaard che la maglia gialla non è tutto
Vuelta Espana 2025, Bola del Mundo, Jonas Vingegaard, Matteo Jorgenson
Il Tour resta centrale, ma la vittoria della Vuelta 2025 ha fatto capire a Vingegaard che la maglia gialla non è tutto

Il sogno del Tour

Con due Tour vinti e l’ultima Vuelta nel cassetto, Vingegaard andrebbe inserito fra i più forti di sempre, eppure l’ombra della maglia gialla non gli permette di godere delle conquiste riportate. Va bene che il Tour non è tutto, ma è una bella fetta del totale.

«Il 2025 è stato un anno positivo – ha commentato – ma non eccezionale. Ho già vinto il Tour due volte, ma per me una stagione di vero successo dipende ancora dalla maglia gialla. Festeggiare un’altra vittoria a Parigi è quello che continuo a sognare».

Nei precedenti della sua squadra, Roglic vinse il Giro del 2023, poi mise da parte il Tour e fu terzo alla Vuelta. Mentre lo scorso anno, Simon Yates conquistò la maglia gialla, poi andò al Tour vincendo una tappa e aiutando il capitano danese nel duello contro Pogacar.

In ritiro, oltre a Vingegaard anche Van Aert in ripresa dall'intervento alla caviglia (foto Visma Lease a Bike)
In ritiro, oltre a Vingegaard anche Van Aert in ripresa dall’intervento alla caviglia (foto Visma Lease a Bike)
In ritiro, oltre a Vingegaard anche Van Aert in ripresa dall'intervento alla caviglia (foto Visma Lease a Bike)
In ritiro, oltre a Vinegaard anche Van Aert in ripresa dall’interventaIn ritiro, oltre a Vingegaard anche Van Aert in ripresa dall’intervento alla caviglia (foto Visma Lease a Bike)o alla caviglia (foto Visma Lease a Bike)

Un Giro non durissimo

Per Vingegaard, seguendo le indicazioni di Niermann, la partecipazione al Giro segna un nuovo approccio con il Tour. Si potrebbe anche pensare che la scelta sia stata dettata dal percorso che è sì impegnativo, ma non ai livelli di altre edizioni.

«Negli ultimi cinque anni – ha detto Vingegaard – la mia preparazione al Tour è stata sostanzialmente la stessa. Questa volta abbiamo scelto qualcosa di nuovo. L’organizzazione ha progettato un percorso fantastico. Forse non così impegnativo come negli ultimi anni e questo rende la combinazione di Giro e Tour un’opzione vantaggiosa per noi».

Le possibilità per lui non mancano, a cominciare dal primo arrivo in quota sul Blockhaus. Dominando la Tirreno-Adriatico del 2024, Vingegaard ha mostrato di apprezzare molto le pendenze del Centro Italia: gli avversari sono avvisati.

Tirreno-Adriatico 2024, 8 marzo: l’attacco di Vingegaard sulla salita di San Giacomo. Il danese si muove bene sulle salite del Centro Italia
Tirreno-Adriatico 2024, 8 marzo: l’attacco di Vingegaard sulla salita di San Giacomo. Il danese si muove bene sulle salite del Centro Italia

Il fantasma di Tadej

Pogacar non c’era poco fa quando Vingegaard ha annunciato i suoi programmi, ma era il classico convitato di pietra: l’innominabile, colui che ha il potere di mettersi di traverso e guastare i piani degli avversari.

«Vincere in Francia per la terza volta – ha spiegato Vingegaard – sarebbe incredibile, ma anche molto difficile. Potrebbe essere un’edizione più emozionante delle ultime due. Il Tour è diverso rispetto agli ultimi anni, i distacchi potrebbero essere inferiori. Tuttavia, si dovrà essere subito pronti per la cronosquadre di Barcellona. E’ una disciplina in cui investiamo molto tempo come squadra e sarà un modo speciale per iniziare la corsa. Ma l’attenzione è rivolta prima al Giro e poi al Tour. Questi sono i miei obiettivi principali. E sono estremamente motivato».

Pensate però che storia se Tadej scegliesse di partecipare al Giro prima del Tour (nei giorni del ritiro spagnolo, la voce in realtà girava). Se riuscisse a impedire che Vingegaard faccia centro, potrebbe poi andare a prendersi la tripla corona vincendo la Vuelta che ancora gli manca. Al campione del mondo non piace arrivare secondo. Ma questa ovviamente è fantascienza. Per ora teniamoci stretti la notizia di Vingegaard al Giro, cominciamo a capire dove potrà lasciare il segno e chi sarà capace di constrastarlo.