Nel guardare il roster dell’Hagens Berman Jayco si rimane abbastanza stupiti nel notare come il team australiano assuma sempre più connotati nostrani. Fino a un paio di stagioni fa i corridori italiani erano quasi sconosciuti, oggi su 13 ce ne sono ben 3 e potremmo considerare un po’ italiano anche Vinnie Manion, l’australiano che si è forgiato dalle nostre parti.


Molto ha contribuito anche l’affetto che ha sempre nutrito verso il nostro Paese il manager Axel Merckx, che è già pronto per una nuova stagione dove è ancora più evidente il ruolo del team come anticamera per i ragazzi verso la Jayco AlUla: «Non ho aspettative diverse da quelle degli anni precedenti. Vediamo un po’ come i nuovi corridori si adattano alla categoria degli under 23. Abbiamo una base abbastanza buona di atleti già rodati, come Smithson, Rafferty e Wiggins e penso che ci sia ancora qualche corridore che possa crescere tra quelli passati l’anno scorso, per dare tempo di maturare e adattarsi ai nuovi arrivati».
La tua squadra guarda sempre di più al mercato italiano. Come mai?
E’ già da un paio d’anni che guardiamo con particolare interesse al mercato italiano, poi con l’aggiunta di Giovanni Visconti come scout della squadra, è sicuro che ci può indirizzare con più attenzione. La qualità media è molto elevata e penso che ci sia la concreta possibilità di fare un buon lavoro con questi corridori. Poi naturalmente sarà la strada a dare i verdetti, ma i segnali sui nuovi arrivati sono molto positivi.


Colombo e Serangeli hanno ottenuto buoni risultati fra gli juniores anche a livello internazionale. Quanto contano secondo te?
Sono importanti, ma non sono tutto. Io li considero fattori sicuramente con un loro peso, ma non posso affidarmi solo a quello quando scelgo un corridore pensando al suo futuro al massimo livello. Un altro fattore importante, ad esempio è il volume del lavoro che il corridore ha già fatto fino ad allora, serve che uno junior che passa abbia ancora ampi margini di crescita. Poi c’è anche la voglia del corridore, anche il suo procuratore deve venire a lavorare con noi, adeguarsi a un nostro sistema professionale. A noi nella prima fase i risultati interessano relativamente, più importante è la crescita del corridore e la crescita dell’uomo dietro il corridore.
Di Colombo che cosa ci puoi dire per adesso?
E’ un corridore molto forte, lo ha dimostrato anche su pista, ha valori molto, molto alti. Penso che abbia grandi margini, ma come detto non è detto che se sei andato forte da junior, farai lo stesso nella categoria maggiore. Ma la base ce l’ha, la capacità di crescere c’è, vediamo come maturerà anche come uomo nel suo corpo, nella sua mente, nell’ambiente.


Serangeli è un corridore diverso?
Sì, è molto più leggero. Ha caratteristiche completamente diverse. Io credo che Colombo possa essere in fieri un corridore adatto alle classiche, Serangeli ai percorsi vallonati, con molte salite. Poi vediamo anche lui come si evolverà dal punto di vista fisico, ricordiamoci sempre che sono corridori in un’età nella quale il fisico non è ancora completamente formato e questo può cambiare molto le cose.
Sambinello è al terzo anno con voi, che cosa ti aspetti da lui?
Io ho visto già a dicembre che ha fatto un bel passo avanti. Ha subìto un brutto incidente, quando si è rotto la schiena e il bacino. Ha fatto fatica a recuperare, poi l’anno scorso piano piano ha imparato tanto e l’ho visto molto bene a dicembre nel ritiro. Spero per lui che ritrovi un po’ la fiducia nel gruppo e nella corsa, perché sono sicuro che ha la capacità di emergere e raccogliere i frutti di questi due anni di apprendistato e anche di esperienze negative.


Come ha reagito la squadra e anche tu personalmente alla tragedia di Privitera?
C’è sempre una grande tristezza per quello che abbiamo perso e non parlo del Samuele corridore, quanto dell’uomo, del ragazzo con i suoi valori. Ci manca tantissimo anche se quando ne parliamo ci viene sempre di farlo al presente, come se ci fosse ancora. Proviamo a farci onore sulla bici e fuori anche per lui, il suo ricordo è sempre parte del gruppo.