Tour de France Femmes 2025, Pauline Ferrand Prevot, pubblico

Dieci anni di WorldTour donne: come vanno le cose?

02.01.2026
7 min
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A marzo del 2015, l’UCI annunciò che l’anno successivo la Coppa del mondo femminile sarebbe stata sostituita dall’UCI Women’s WorldTour, in un ranking parallelo a quello maschile. Più prove nel calendario, distanze superiori e più giorni di gara nelle corse a tappe. Obbligo di avere la diretta televisiva e i montepremi che avrebbero dovuto avere un livello minimo. Questi e altri, in termini di comunicazione e criteri di partecipazione, sarebbero stati i nuovi requisiti del WorldTour, che quest’anno compie dieci anni.

Dalla prima edizione del 2016, il WorldTour femminile ha vissuto un’accelerazione molto rapida. Dal 2020 le squadre sono state costrette a fissare uno stipendio minimo, oltre ad assicurazione e diritti, incluso il congedo di maternità. Diverse WorldTour maschili hanno creato le compagini femminili. Mentre nel 2020, con la stagione falcidiata dal Covid, fu annunciata anche la categoria UCI ProSeries, che ha debuttato nel 2025. Dopo un primo punto fatto nell’ormai lontano 2021, di tutto questo parliamo nuovamente con Alessandra Cappellotto, iridata nel 1997 e vicepresidente dell’Associazione corridori italiana dal 2013, che nel 2017 ha fondato il CPA Women, il sindacato mondiale delle cicliste.

Presentazione Giro d'Italia Women 2026, Roma, Alessandra Cappellotto
Alessandra Cappellotto ha creato nel 2017 il CPA Women, qui alla presentazione del Giro Women 2026. Con lei parliamo di WorldTour
Presentazione Giro d'Italia Women 2026, Roma, Alessandra Cappellotto
Alessandra Cappellotto ha creato nel 2017 il CPA Women, qui alla presentazione del Giro Women 2026. Con lei parliamo di WorldTour
Dieci anni di WorldTour: quale pensi sia stata la conquista più importante?

Il fatto di dare dignità all’essere ciclista. Il cambiamento è stato enorme in pochissimo tempo ed è ovvio che non tutti gli aspetti siano cresciuti allo stesso modo. Abbiamo ottenuto alcuni diritti, i contratti e i minimi salariali. La bellissima sorpresa del 2025 è che sono arrivati dei compensi superiori, non ancora uguali a quelli degli uomini, che però hanno dato più dignità alle ragazze.

Hai detto che non tutti gli aspetti sono cresciuti allo stesso modo.

Manca ancora un numero di atlete sufficiente per tanta attività, questa è la critica che mi arriva da varie parti, però secondo me è stato giusto partire dal vertice. Adesso che le donne hanno visibilità, è anche più facile che cresca la base. Quando correvo io, si facevano sacrifici per la passione e anche i genitori avevano una cultura diversa. Adesso questa è cambiata, per cui quando una ragazzina dice che vuole correre in bicicletta, i genitori sanno che se la figlia è brava, potrebbe anche arrivare a viverne. La ragazzina che vuole fare ciclismo ha come riferimento Elisa Longo Borghini e le altre campionesse, come nel tennis Sinner e Jasmine Paolini sono un traino eccezionale.

Il problema in Italia è il grosso gap finanziario e di riflesso tecnico rispetto ai team stranieri. Tanto che non abbiamo ancora un ProTeam femminile.

Nonostante sia uno dei Paesi con la più grande tradizione di ciclismo, l’Italia è davvero in difficoltà. Non ci sono team di alto livello ed è qualcosa che lascia l’amaro in bocca, perché al contrario ci sono tanti praticanti e atleti fortissimi. L’UCI aveva previsto i ProTeam dal 2026, è stato il CPA Women a spingere per anticipare di un anno. Abbiamo fatto una cosa giusta, però ci siamo resi conto che il gap fra l’Italia e gli altri Paesi sia davvero enorme. Spero che il 2026 sia una sorta di anno zero. Quello che è stato fatto finora è una base incredibile, adesso però c’è da buttare giù delle fondamenta forti.

Il traino di un’atleta come Longo Borghini, unito alla nuova struttura del WorldTour femminile, potrebbe aiutare ad allargare la base
Il traino di un’atleta come Longo Borghini, unito alla nuova struttura del WorldTour femminile, potrebbe aiutare ad allargare la base
Restiamo in Italia. Quando correvi, c’erano grandi sponsor come Sanson o la Gas, che oggi non si avvicinano nemmeno.

La Gas in cui ho corso nacque perché andai dal proprietario, Claudio Grotto, e lo convinsi. Era una persona appassionata che entrava come in precedenza aveva fatto Giorgio Squinzi con la Mapei. Adesso le aziende funzionano in un altro modo. All’estero, la Lotto, la FDJ, la Uno X hanno sponsor portati dal governo. Secondo me quello che manca in Italia è la connessione tra politica e sport. Perché la Francaise des Jeux può sponsorizzare un team WorldTour, mentre l’Enalotto non lo fa? Con una settimana di entrate del SuperEnalotto, potresti fare un team WorldTour maschile! I vertici federali dovrebbero impegnarsi di più nei rapporti con la politica.

E’ quello che sta facendo Roberto Pella, ma le donne non sono professioniste e c’è il grosso dubbio se farle entrare nella Lega…

Come dice anche il presidente della FCI Dagnoni, se il ciclismo femminile diventa professionistico, si vanno a perdere anche tanti vantaggi che adesso ancora si hanno

Parli dei corpi militari che tesserano le atlete?

Per esempio questo, sì. Non so, tutto sommato, se sia conveniente che diventino professioniste, se hanno la possibilità di avere questi contratti. Federica Pellegrini non è mai stata professionista, nel nuoto non è previsto: è davvero questo il passaggio necessario? Pella è più che benvenuto, nel 2025 ha fatto veramente cose miracolose. Ma anche qui servono collaborazione e coesione, serve voglia di impegnarsi con intenti comuni.

FDJ, le lotterie nazionali francesi, possiedono la loro squadra WorldTour e hanno investito per prendere Demi Vollering
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A livello internazionale la svolta è venuta quando è tornato il Tour de France.

Ha davvero dato una svolta al WorldTour. Peccato che ASO sia così prudente. Avrebbero le capacità per far tornare il Tour de France a com’era quando lo correvo io, cioè di 15 giorni. Non dico le tre settimane, perché il sistema femminile non deve copiare quello che fanno gli uomini, ma due settimane si possono fare. Invece sono proprio prudenti. E’ anche vero che quando fanno una cosa, la fanno bene. Quindi meglio aspettare due anni in più per avere i 15 giorni, piuttosto che farli subito e poi tornare indietro perché si accorgono che sono troppi.

Un tema molto dibattuto, con il gruppo diviso a metà…

Quando correvamo noi si facevano due settimane e anche tutte le montagne. Al Giro non ricordo che si facessero le grandi salite, mentre al Tour le facevano tutte. Il mio obiettivo del 2026 potrebbe essere fare un sondaggio, come faccio di solito con le atlete, chiedendo se siano favorevoli a un Tour più lungo. E poi si potrà chiederlo all’UCI e al PCC (Consiglio del ciclismo professionistico, ndr), visto che come rappresentante delle atlete è stata eletta Juliette Labous.

Le ragazze in effetti hanno acquisito spessore nelle dichiarazioni, sono più autorevoli nei pareri, per questo è suonata stonata la serie dei commenti sulla magrezza di Pauline Ferrand Prevot.

Com’è anche giusto, le ragazze di spicco che partecipano alle attività del CPA Women, hanno cose da dire. Nello Zoom che facciamo una volta al mese, Wiebes è sempre presente e quando abbiamo parlato di sprint c’era anche la Kopecky. Invece i commenti sulla Prevot hanno lasciato l’amaro in bocca anche a me. Quando ancora correvo, per vincere avrei fatto qualsiasi cosa che fosse consentita. Se mi avessero detto di tagliarmi i capelli a zero perché sarei andata più forte, me li sarei tagliati. Figurarsi dimagrire sotto il controllo del medico… Ci sono amiche della mia età che perdono cinque chili per sembrare più belle e non gliene viene nulla in tasca.

I commenti sulla magrezza di Ferrand Prevot da parte di alcune protagoniste del WorldTour sono parsi sbagliati a Cappellotto
I commenti sulla magrezza di Ferrand Prevot da parte di alcune protagoniste del WorldTour sono parsi sbagliati a Cappellotto
Perché allora quei commenti?

Perché siamo donne e dobbiamo ancora fare lo switch per essere davvero professionali come gli uomini. Quando facciamo le riunioni periodiche assieme agli uomini, si percepisce la differenza e magari è anche inevitabile visto che ci siamo solo da 10 anni. Ma queste posizioni su Pauline sono state la delusione più grande del 2025. Non è una ragazza arrivata dal nulla, bensì un’atleta che aveva già dimostrato di saper centrare gli obiettivi cui punta. Parlare così è stato poco professionale, un esempio di poco stile, come di ragazzine invidiose.

Lappartient ha detto che una sola Monumento non ha ancora la gara femminile.

Ed è il Lombardia. Stiamo spingendo ad ogni singola riunione e ogni meeting, anche del PCC, perché si faccia. RCS dice che a livello organizzativo è impossibile chiudere per due giorni di fila la zona di Como. Ma io credo che si sappia così tanto sui tempi di una corsa, che si potrebbe fare una chiusura precisa che impatti il meno possibile sul traffico. Non serve aver paura che le donne facciano i 30 all’ora, semmai le facciamo partire quattro ore prima dei maschi oppure fai la gara più corta. Tanto abbiamo visto, come dicevamo prima, che c’è tanta differenza fra le ragazze: il gruppo che si gioca le corse è composto da 50 atlete.

Ultima domanda, che ti facemmo anche quattro anni fa: ti sarebbe piaciuto correre in questo ciclismo?

Molto. A parte il discorso salariale, perché quello c’è, mi sarebbe tanto piaciuto fare le gare che fanno adesso. La Roubaix, ad esempio, e tutte le corse che prima non c’erano. Invece non so se mi sarei trovata bene a livello di esposizione mediatica, anche se io ne andavo pazza. All’epoca si potevano anche fare le cose sopra le righe, penso a tante goliardate che oggi sarebbero impensabili perché dopo un secondo ci sarebbe già il video. Adesso le ragazze fanno fatica a dire qualsiasi cosa, per questo non le invidio.