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Intervento al setto nasale: l’esempio di Ciccone

14.07.2021
3 min
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Giulio Ciccone a febbraio ha subito un intervento per correggere una deviazione al setto nasale, problema che lo ha sempre accompagnato, ma che il corridore abruzzese ha deciso di sistemare solamente all’inizio di questa stagione. Parliamo di tutto quello che è stato il percorso di Giulio con Emilio Magni, medico della Trek-Segafredo, il quale ha seguito l’atleta anche durante il periodo di positività al Covid19.

Da stamattina, Ciccone è in Sardegna alla Settimana Italiana, preparandosi per Tokyo
Da stamattina, Ciccone è in Sardegna alla Settimana Italiana, preparandosi per Tokyo
Può spiegarci meglio il problema di Ciccone?

Certamente, l’atleta soffriva di una deviazione del setto nasale, un problema osseo. Tutti abbiamo il setto nasale deviato – specifica il dottor Magni – non esiste la perfezione. Solitamente non è un problema, in alcuni casi però lo può diventare e quindi bisogna ricorrere a degli interventi. 

Perché lo può diventare?

Alla deviazione del setto nasale si collega l’ipertrofia dei turbinati, una patologia diversa che ha origini multiple (batterica, allergica, dovuta all’inquinamento) solitamente le due patologie si accompagnano l’una con l’altra.

E’ una patologia grave che può influenzare la prestazione dell’atleta?

Nello specifico la problematica non è così grave dal punto di vista sportivo, poiché in corsa il corridore respira a bocca aperta e quindi riesce a soddisfare la richiesta di ossigeno del corpo. Le difficoltà sono prevalentemente nella vita di tutti i giorni, diventa difficile dormire o anche un semplice raffreddore può risultare molto più fastidioso.

Il cerotto sul naso in corsa resta uno dei rimedi più utilizzati
Il cerotto sul naso in corsa resta uno dei rimedi più utilizzati
Quindi non c’era così tanta urgenza nel sistemare questo piccolo difetto?

No, è bene poi ricordare che per un ciclista questo tipo di interventi sono complicati: non da un punto di vista medico, ma del tempo clinico di cui necessitano.

Ci sono altri modi di affrontare la situazione?

Intervenire chirurgicamente è l’ultima cosa da fare, prima ci sono delle cure alternative. La più valida è quella termale, dove con dei bagni caldi si cerca di tenere sempre pulite le cavità nasali. Nel caso poi si decida di intervenire chirurgicamente, bisogna considerare almeno 2-3 giorni di ospedalizzazione più la convalescenza. Non si può fare sempre, si ha una finestra di una ventina di giorni all’anno per eseguire questa operazione.

Giulio nell’agosto del 2020 ha avuto il Covid, con la sua patologia è stato più impattante?

Va specificato che il Covid fatto da Ciccone era già abbastanza invasivo di suo, non è stato blando. E’ rimasto positivo per 7-8 giorni, se poi a questo si aggiunge la convalescenza direi che è rimasto fermo quasi 3 settimane. Certamente la malattia è stata accentuata dal problema che aveva il corridore, così in un successivo momento si è deciso di cogliere l’occasione e si è fatta questa operazione.

Dopo l’intervento al naso, Ciccone ha migliorato anche il recupero: il Giro lo ha mostrato
Dopo l’intervento al naso, Ciccone ha migliorato anche il recupero: il Giro lo ha mostrato
I problemi legati al sonno possono influenzare negativamente il riposo ed il recupero in una corsa a tappe?

Assolutamente, un sonno tranquillo e senza interruzioni è fondamentale per il recupero delle energie.  Banalmente il difetto di Giulio non gli permetteva di dormire sereno in tutte le posizioni.

Quindi questa operazione ha influenzato in minima parte le sue prestazioni?

Ora, come si è visto al Giro, riesce a riposare meglio e qualche miglioramento sulle prestazioni lo ha avuto. Non tutto è merito di questa operazione ovviamente, ma si può dire che in parte ha influito.