Christian Scaroni

Siamo allo Scaroni 3.0? Mazzoleni e il percorso di Christian

13.03.2026
6 min
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In questi giorni Christian Scaroni è (volutamente) ai box, come una vera F1 pronta ad entrare in pista quando serve. Come poi vediamo fare sempre più spesso i big. Il corridore, ormai leader della XDS-Astana, ha già chiuso un primo blocco della sua stagione. E questa prima tranche si può archiviare con un segno più che positivo.

Non solo: questa pausa è anche il momento giusto per una riflessione, che vogliamo fare con Maurizio Mazzoleni, sport manager della XDS, ma che segue ancora Scaroni. A che punto davvero è arrivato il bresciano? Un tempo, quando da poco era arrivato in Astana, Mazzoleni parlò dell’obiettivo “Scaroni 2.0”: ora siamo alla versione 3.0?

Maurizio Mazzoleni
Maurizio Mazzoleni è lo sport manager della XDS-Astana
Maurizio Mazzoleni
Maurizio Mazzoleni è lo sport manager della XDS-Astana
Tempo fa, Maurizio, ci parlasti di uno Scaroni che piano, piano sarebbe cresciuto. L’upgrade a “3.0” è dunque fatto?

Sicuramente Christian ha acquisito una capacità sia di gestione personale sia di gestione tattica della gara di un livello veramente alto. Le classifiche lo dimostrano e questo inizio di stagione ha rafforzato quello che aveva già fatto lo scorso anno. Quindi siamo contenti e lui ne è consapevole chiaramente.

Quest’ultimo Scaroni che stiamo vedendo, che comincia a vincere corse importanti, è figlio soprattutto di un miglioramento tattico ancora prima che fisico?

E’ la combinazione di entrambe le cose. Spesso dei corridori hanno una crescita più graduale e si tratta proprio del caso di Christian. Altri ce l’hanno con tempistiche diverse, ma lui è cresciuto anno dopo anno sia fisicamente, sia nella gestione tattica della corsa. Tutto questo lo ha portato anche ai successi recenti: basta pensare a come al Tour of Oman si è gestito bene nella salita finale. E lo ha fatto sia a livello tattico sia a livello di performance.

Sul piano fisico Maurizio come ci stai lavorando? Rispetto all’anno scorso, per dire, quanto e cosa è cambiato?

Torno un po’ a quello che dicevo prima. Non è che lo Scaroni precedente non lavorasse su qualcosa in particolare. Adesso sta affinando la sua crescita professionale in tutte quelle caratteristiche che servono per essere un atleta d’alto livello. Non gli si fa mancare niente sul piano dell’allenamento, ma anche su quello della nutrizione con i nostri nutrizionisti. O dei materiali. E’ un abbinamento, quello dell’allenamento e quello della performance nutrizionale che viaggia di pari passo. Più l’atleta si evolve, più noi allenatori e nutrizionisti riusciamo a lavorare al meglio con lui. Il fatto di avere Christian già da qualche anno in squadra ci aiuta ad avere un ottimo rapporto fra queste tre componenti: allenatore, nutrizionista e atleta.

Christian Scaroni e Ulissi
Scaroni è ormai un leader riconosciuto anche dai compagni, aspetto determinante per la crescita di un atleta
Christian Scaroni e Ulissi
Scaroni è ormai un leader riconosciuto anche dai compagni, aspetto determinante per la crescita di un atleta
Certo, si dà continuità al progetto…

I direttori sportivi si trovano un corridore che arriva alle corse con un livello competitivo veramente alto. Poi la palla passa a loro e stiamo lavorando tutti nel migliore dei modi. Ma chiaramente dipende dal singolo atleta e, ripeto, Scaroni è cresciuto. Sono contento di aver insistito con Vinokourov nell’anno di chiusura della Gazprom-RusVelo, quando quell’estate (2022, ndr) finalizzammo il passaggio nel team. Era una buona opportunità per entrambe le parti: l’UCI aveva dato la possibilità in quell’anno di sforare i 30 atleti per squadra proprio per aiutare gli atleti del caso Gazprom a trovare squadra. Entrambi siamo stati contenti di quella scelta.

Quanto conta la consapevolezza in questa crescita? Come si dice, vincere aiuta a vincere. La vittoria in Oman è stata importante, davanti a un big come Adam Yates…

L’atleta arriva ad avere consapevolezza nei propri mezzi quando ha un riscontro nei risultati. Senza risultati è tutto più difficile. Non è impossibile, ma è più complicato. Da quando sono arrivati i risultati, la consapevolezza di Scaroni è aumentata, ma torno a dire che fa comunque parte di un percorso. Magari dall’esterno ci può essere curiosità o stupore in questa crescita. Per noi che ci lavoriamo da anni invece sono passaggi naturali, che lui con forza, volontà e determinazione ha raggiunto mese dopo mese di lavoro.

Scaroni
Mazzoleni ha parlato di un lavoro sinergico fra preparatore, diesse e nutrizionista. E il fatto che ormai lavorino insieme dall’estate 2022 è un vantaggio
Scaroni
Mazzoleni ha parlato di un lavoro sinergico fra preparatore, diesse e nutrizionista. E il fatto che ormai lavorino insieme dall’estate 2022 è un vantaggio
Maurizio, torniamo un attimo invece al discorso della preparazione proprio tecnica. Hai parlato di un miglioramento costante, di un lavoro fatto negli anni. E’ possibile stabilire una percentuale di miglioramento o nei carichi di lavoro?

Difficile rispondere. Quando si arriva a questi livelli top, i margini di miglioramento sono ridottissimi. Semmai si lavora di più sull’arrivare ai picchi di condizione nei momenti giusti, quando anche la squadra ti richiede prestazioni importanti. Adesso Scaroni quando va a correre lo fa principalmente nel ruolo di leader e va a finalizzare il lavoro suo e del team. Quindi l’abbinata calendario e picchi di condizione deve essere costruita in maniera molto meticolosa.

Che poi è quello che sta accadendo nei principali team…

Noi abbiamo la fortuna in XDS-Astana di lavorare molto bene: il gruppo performance è molto legato al gruppo dei direttori sportivi nella scelta dei calendari gare. Penso che per Scaroni la scelta del calendario dello scorso anno e conseguentemente anche di quest’anno sia indirizzata proprio a raccogliere risultati nel momento di picco di condizione. E’ un binomio che sta funzionando bene. Chiaramente non si può applicare a tutti gli atleti, perché non è semplice, ma ai nostri leader sì.

E infatti proprio lì volevamo arrivare: il suo essere leader. Tra l’altro la questione dei punti non è neanche più una priorità e finalmente qualcuno può puntare deciso senza dover stare sempre al 95 per cento per essere pronto a ogni occasione e cogliere un piazzamento…

Certo, possiamo selezionare. In realtà con lui, anche l’anno scorso, proprio per i punti, essendo uno dei nostri leader abbiamo lavorato in questa selezione. Anche il fatto stesso che con il Trofeo Laigueglia abbia chiuso questo primo blocco la dice lunga. Christian ha raccolto veramente tantissimo: forse è uno degli atleti italiani con il maggior punteggio UCI.

Christian Scaroni
Una suggestiva foto di @aurelien_vialatte: Scaroni, stremato, dopo la vittoria nella tappa principale del Tour of Oman
Christian Scaroni
Una suggestiva foto di @aurelien_vialatte: Scaroni, stremato, dopo la vittoria nella tappa principale del Tour of Oman
Qual è adesso il suo programma?

Sta osservando una breve fase di recupero per poi andare in altura e affrontare tutto l’avvicinamento alle Ardenne e al Giro d’Italia tramite i Paesi Baschi. Sta andando tutto come avevamo programmato. Ma, ripeto, questo secondo me è proprio uno dei segreti per mantenere un livello di performance alto.

Chiudiamola con una caratteristica che ti piace di Scaroni, Maurizio…

Di sicuro la tenacia, che dimostra anche in gara, come ha fatto pure con il quarto posto all’europeo. Penso che tutti gli italiani abbiano visto con che tenacia ha tentato di raggiungere il podio. La stessa tenacia con cui ha vinto la tappa del Giro d’Italia a San Valentino Brentonico e direi anche la sua meticolosità, quella con cui arriva agli appuntamenti. Christian è un corridore che sento spesso anche nei giorni precedenti alle gare. Non lascia nulla al caso, studia il percorso, studia le varie performance sulle salite che dovrà affrontare. Sì, tenacia e meticolosità sono le due caratteristiche principali dello Scaroni 2026. O 3.0, come avete detto voi.