Tirreno-Adriatico 2026, Giulio Pellizzari, cronometro di Camaiore

Pellizzari e la crono, si lavora (anche) per i 42 chilometri del Giro

27.03.2026
6 min
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«Ho lavorato sulle cronometro – diceva Pellizzari dopo la buona prova della Tirreno, 12° a 37″ da Ganna – non mi hanno mai preoccupato troppo. E’ una disciplina che mi piace e mi piace anche allenarmi con la bici da crono, quindi sono migliorato. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma sono certo che miglioreremo ancora».

Il giovane marchigiano, che alla Red Bull-Bora-Hansgrohe è allenato da Sylvester Szmyd, sta lavorando sodo per sviluppare ciò che serve per diventare un leader solido e vincente. E dato che il prossimo Giro d’Italia, oltre a quella contro Vingegaard, propone la sfida di una crono lunga 42 chilometri, l’argomento promette di essere di grande attualità.

John Wakefield è il responsabile della preparazione nella Red Bull-Bora e in quanto biomeccanico è referente per le crono
John Wakefield è il responsabile della preparazione nella Red Bull-Bora e, in quanto biomeccanico, è referente per le crono
John Wakefield è il responsabile della preparazione nella Red Bull-Bora e in quanto biomeccanico è referente per le crono
John Wakefield è il responsabile della preparazione nella Red Bull-Bora e, in quanto biomeccanico, è referente per le crono

Wakefield racconta

Il lavoro sulla cronometro è uno dei tasselli importanti su cui la squadra sta lavorando e su questo abbiamo chiesto informazioni a John Wakefield – esperto di biomeccanica, già mentore di Lorenzo Finn – che nel team tedesco riveste l’incarico di Director of Coaching, Sports Science & Technical Development. Per farlo siamo partiti dalle immagini di Giulio e delle sue crono negli anni alla Bardiani, riscontrando che i cambiamenti di posizione siano piuttosto evidenti.

«La prima cosa che abbiamo fatto anche noi – esordisce Wakefield – è stato stabilire il punto in cui si trovava con la sua squadra precedente. Da lì poi siamo passati alla nostra osservazione dal punto di vista biomeccanico. Come possiamo migliorare il suo assetto, inizialmente senza pensare all’aerodinamica o altro, ma solo dal punto di vista della posizione?».

Con l’obiettivo di perfezionare la sua posizione in sella, si sono messi al lavoro considerando il fatto che Pellizzari è uno dei nomi di riferimento per le classifiche generali. Hanno messo grande attenzione ai materiali e al cambiamento di posizione, facendo dei test all’aperto e al coperto, in pista o galleria del vento.

«Siamo andati con lui nella galleria del vento alla fine della scorsa stagione – prosegue Wakefield – per perfezionare quello che avevamo visto durante la stagione e tutto quello che osserveremo anche al prossimo Giro ci permetterà di valutare altri miglioramenti possibili».

A quale aspetto vi siete dedicati finora?

Ci siamo concentrati soprattutto sul mantenimento della posizione e l’abilità sulla bici da crono, dedicandogli tanto tempo nei vari test di cui abbiamo parlato. Ma ultimamente un focus molto forte, soprattutto riguardo alla Tirreno, è stato che Giulio mantenesse la posizione, che la trovasse sostenibile e insieme fosse in grado di produrre un elevato valore di potenza.

Le foto dicono che è molto più raccolto sulla bici rispetto a due anni fa. E’ stato facile assumere questo tipo di posizione?

Accorciare la posizione è stata una questione aerodinamica più che di resa, per cui conta relativamente capire se sia meglio più lungo o più corto. In questa fase si tratta solo di assicurarci che la posizione sia sostenibile e Giulio sia in grado di mantenerla il più a lungo possibile in linea retta. Nello stesso momento, per lui sono stati implementati alcuni esercizi specifici sui rulli e anche su strada.

Giulio ha parlato di lunghe distanze sulla bici da crono…

Svolge allenamenti specifici ogni settimana. La cosa che conta è il tempo accumulato sulla bici da crono. Non serve che faccia una sola uscita di 8 ore, vanno bene anche due uscite da 4. Alcune sono sessioni importanti, altre sono uscite di resistenza più lunghe. Inoltre, come ho detto, facciamo con lui degli allenamenti specifici sui rulli.

Lo scorso inverno, Pellizzari è andato in galleria del vento: lo scopo al momento è che stia comodo sulla bici da cronometro
Lo scorso inverno, Pellizzari è andato in galleria del vento: lo scopo di partenza è trovare una posizione redditizia, ma anche sopportabile
Lo scorso inverno, Pellizzari è andato in galleria del vento: lo scopo al momento è che stia comodo sulla bici da cronometro
Lo scorso inverno, Pellizzari è andato in galleria del vento: lo scopo di partenza è trovare una posizione redditizia, ma anche sopportabile
Cosa pensi di Giulio come cronoman: può migliorare ancora?

Può sicuramente migliorare. Direi che è ancora alle prime armi con la crono e questo è stato evidente quando è arrivato da noi. Sì, aveva già usato la bici, ma non con una preparazione mirata nel breve periodo come stiamo facendo ora. Ha fatto dei progressi significativi, credo che si notino nei suoi risultati. Migliorerà ancora? E quanto sarà grande o significativo questo miglioramento? Non possiamo dire se si tratterà di un altro 5 o 10 per cento o se forse sarà solo il 3 per cento. Ma l’obiettivo è migliorare costantemente con lui e possiamo farlo perché il margine c’è.

L’anno scorso ha partecipato ai campionati nazionali di specialità: va bene allenarsi, ma correre le crono è una fase importante?

Sì, fa parte del processo. Essere sulla bici in ambiente di gara è diverso rispetto a quando sei in allenamento. Il corpo reagisce in due modi diversi, specialmente nella crono. Quindi per lui fare i campionati nazionali e correre è importante e ci fornisce anche dati e informazioni che possiamo utilizzare per migliorare in futuro.

Si ha l’impressione che sia più aerodinamico anche sulla bici da strada: sono due aspetti legati fra loro?

No, perché si tratta di due biciclette diverse. Anche su strada, ovviamente, cerchi resistenza e aerodinamica: è questa la direzione che sta prendendo il ciclismo moderno. Quindi, per quanto riguarda l’adattamento alla bici da strada, questo è uno dei due obiettivi che abbiamo in termini di biomeccanica e adattamento. Non significa che abbiamo lavorato per renderlo più aerodinamico, questo semmai sarà la conseguenza dei tanti aggiustamenti apportati negli ultimi due anni.

Guardando Giulio sulla bici da cronometro, vedi anche qualcosa che potrebbe essere migliorato nella sua posizione?

Non c’è un punto chiave in questo momento. Abbiamo apportato parecchi miglioramenti e ora è necessario che lui pedali in questa posizione, che si senta a proprio agio. Una volta che avremo fatto quel passo avanti e quella progressione, allora potremo vedere dove andare.

Il miglioramento sarà graduale?

Il corpo deve abituarsi ai cambiamenti di posizione, specialmente su una bici da cronometro. E abbiamo bisogno che lui sia totalmente a suo agio con questo cambiamento, per poi diventare più aggressivi in termini di aerodinamica, erogazione di potenza o economia in sella. Quindi c’è un risultato finale? Sì. A che punto siamo adesso? Non lo sappiamo. Semplicemente perché Giulio sta progredendo continuamente.

Per quanto riguarda il Giro e la sua crono di 42 chilometri, pensate di seguire un allenamento specifico durante il ritiro in altitudine?

Sì, ci sarà sicuramente un focus. Potrebbe trattarsi semplicemente di giornate di recupero leggero, come facciamo di solito, in cui passiamo la giornata in sella alla bici da cronometro. Oppure, in aggiunta a ciò, durante il ritiro che precede il Giro ci saranno sessioni specifiche in cui si utilizzerà esclusivamente la bici da cronometro.