Undici giorni prima dell’Amstel Gold Race, Francesco Busatto si sta allenando a Terni a casa della sua ragazza. Il programma prevedeva che il vicentino, 23 anni, passasse dal Catalunya al Giro di Paesi Baschi, ma si è messa di mezzo una bronchite che lo ha costretto a rivedere l’avvicinamento alle Ardenne. E proprio questo è il succo di questo articolo: capire e far capire in che modo cambi il programma di un professionista che ha un intoppo alla vigilia di un obiettivo per lui importante.
La Alpecin-Premier Tech lo ha preso dalla Intermarché-Wanty e sta lavorando per fare di lui il riferimento per quel tipo di classiche. Il programma punta a uno sviluppo importante, ma è anche evidente che per arrivare a certi livelli si debbano rispettare passi precisi, prendendo le misure di settimana in settimana. E così quel malanno inatteso è diventato una spia su cui ragionare e non soltanto una battuta d’arresto.
«Tossisco ancora un po’ – ammette Busatto, che nel 2023 ha vinto la Liegi degli U23 – per cui mi hanno detto che non fosse il caso di fare i Paesi Baschi e abbiamo ridisegnato l’avvicinamento. Dal Catalunya sono uscito con un buon carico di lavoro (e anche con un terzo posto di tappa, ndr) e col senno di poi, visto il percorso dei Baschi, avrei fatto tanta fatica, forse troppa. Ho un calendario abbastanza spinto e con una corsa in più, avrei rischiato di arrivare alle Ardenne troppo stanco e sarebbe stato ancora più difficile recuperare in vista del Giro».


In che modo è stato ridisegnato il programma?
E’ stato un po’ alleggerito. Magari arrivo alle Ardenne con meno carico di lavoro – ragiona Busatto – ma anche a casa si può lavorare bene. Non come in corsa, ma almeno stando qui sono guarito quasi del tutto e in bici sto molto bene.
Perché la bronchite ha acceso una spia?
Perché è già la seconda volta in questa stagione. Prima dell’Australia avevo avuto un’infezione ai polmoni e il fatto che sia successo nuovamente ci ha fatto porre qualche domanda. Ad esempio – ragiona Busatto – sul fatto che forse sono un pelo troppo tirato e magari dovrei avere quel mezzo chilo in più che in queste situazioni ti salva. Magari sulla stessa salita finirò col fare 5-6 watt in più, ma anche restare fermo non è proprio il massimo. Comunque non mi sono buttato giù e ho cercato di recuperare. Mi sto allenando e sto bene, non mi preoccupo più di tanto.
Quando succedono certe cose si parla col preparatore e si cerca di fare lavori simili a quelli che avresti fatto ai Baschi oppure si cambia tutto?
Si cambia praticamente tutto. Vedendo la settimana di lavori che mi ha dato – dice Busatto – non c’è lo stesso carico di lavoro che avrei fatto correndo ai Baschi e si punta direttamente all’Amstel Gold Race. Si corre il 19 aprile, non è neanche troppo in là. Presa la decisione di non correre in Spagna, ho fatto un paio di giorni pedalando solo un’oretta e poi un paio con tre ore senza lavori. Finora abbiamo gestito e lavorato per essere certi di aver recuperato bene la salute.


Quindi ora è tempo di alzare i giri del motore?
Già domani (oggi per chi legge, ndr) ricominciamo con due ore e mezza e qualche lavoretto per ritornare ad alti regimi. A seguire un po’ di endurance, con due uscite di cinque e sei ore. E poi un giorno con tre ore e dei lavori abbastanza duri. Si lavora anche sul consumo del lattato, più o meno come si farebbe in corsa stando in gruppo su un percorso con salite.
E’ previsto anche qualche lavoro dietro moto?
Diciamo che non ho spesso la possibilità di fare dietro moto e quando ce l’ho, cerco di farlo sempre. Dipende da dove mi trovo ecco e se ho la possibilità di farlo, perché ti dà sempre un’ottima gamba.
Mancano undici giorni all’Amstel, quante distanze hai ancora da fare?
Ne ho due già pianificate, ma ne prevedo altre due per la prossima settimana. Alla fine saranno quattro o cinque. Per questa volta ho il programma fino alla prossima settimana, però il mio preparatore è uno di quelli che, prima di fare una lunga pianificazione, cerca sempre di assicurarsi che io stia bene. Ci sentiamo giornalmente e comunque capisce anche dagli allenamenti se sta procedendo tutto bene. Poi mi chiede conferma e da lì costruiamo il programma, che solitamente varia di settimana in settimana oppure due settimane alla volta, comunque mai per periodi troppo lunghi.


Questi giorni a casa prevedono anche che il nutrizionista ti dia qualche indicazione?
Ormai ho la mia esperienza, ci atteniamo ai parametri che ci vengono forniti dall’applicazione tramite i nutrizionisti. Non trovo difficile pesare quello che mangio, ma adesso forse dobbiamo rivedere qualcosa, perché il fatto di essere un po’ troppo tirati già adesso non è il massimo. Dobbiamo studiare e aggiustare il tiro in vista delle Ardenne, ma anche prima del Giro, un chiletto di più non guasta. Ci sono tanta fatica e tante corse, quindi non sarà un problema perderlo. Al contrario, a volte è un problema mantenere il peso.
Nell’app c’era anche l’uovo di cioccolato?
Non scherziamo: a Pasqua e Pasquetta niente bilancia (questa volta Busatto ride di gusto, ndr).
Resterai in Umbria fino all’Amstel oppure tornerai in Veneto?
Resterò qui. Il fatto di diminuire i viaggi e non spostarsi più di tanto, mi crea più stabilità. Se riesco a stare più tempo possibile in un posto e sto bene, riesco a fare tutto quello che devo. Negli allenamenti, le salite non mancano mai e poi comunque ci gestiamo con dei lavori specifici. Qui a Terni anche le salite ripide non mancano, ci sono tante colline, quindi c’è tutto il terreno anche per immaginarsi di essere nelle Ardenne.
Il fatto di aver vinto la Liegi da U23 dà una spinta in più, oppure è un altro mondo e cambiano anche gli obiettivi?
E’ tutto un altro mondo. Aver vinto la Liegi U23 sicuramente mi ha dato una spinta per la consapevolezza delle mie capacità. Però se prima andavo lassù per vincere, adesso alla Liegi ci vado per un risultato più realistico. Con Pogacar è tutto già scritto, però penso spesso a come è andata l’anno scorso.


A cosa ti riferisci?
Io non c’ero, però l’ho seguita e dalla Redoute in poi era tutta controvento. Sicuramente per trovarsi nel gruppo degli inseguitori dopo 200 e passa chilometri e con tutte quelle cote fatte ad una certa… intensità, bisogna stare veramente bene. Però vedendo che proprio a causa del vento, tanti corridori si sono raggruppati, e vedendo dove mi trovo, penso che se sto bene fra quei 25-30 che si sono giocati la volata per il quarto posto, potrei esserci anche io. Come ha fatto Velasco l’anno scorso (quarto, dopo Pogacar, Ciccone e Healy, ndr). E questo mi fa sognare parecchio…
Quale fra le tre gare ardennesi al momento si addice di più alle caratteristiche di Busatto?
Secondo me l’Amstel, perché ci sono strappi più brevi e ripetuti. C’è poco respiro, però comunque difficilmente si va oltre i 3-4 minuti di salita. Sono strappi molto più esplosivi che al momento mi si addicono di più. E poi conta molto il posizionamento, più che alla Liegi. Quindi, nonostante abbia la consapevolezza di avere qualcosa meno dei migliori, la possibilità di salvarmi grazie alla tecnica, dà qualche speranza in più di poter stare davanti. Insomma, vediamo. Certe corse meritano rispetto, ma è anche giusto non andare al via solo per salvarsi la pelle…