Integratori Syform, XDS Astana (foto XDS Astana)

XDS Astana e Syform: come nascono gli integratori

24.01.2026
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Negli ultimi anni Syform si è affermata come una realtà in forte crescita nel panorama dell’integrazione sportiva italiana. Azienda di origine veneta, già citata in precedenti articoli per l’attenzione alla qualità delle materie prime e per l’approccio scientifico allo sviluppo dei prodotti, Syform ha scelto di costruire la propria identità affiancando alla ricerca il lavoro quotidiano sul campo. Una filosofia che trova la sua massima espressione nella collaborazione con il team WorldTour XDS Astana.

E’ proprio all’interno di questo contesto di altissimo livello che nascono molti dei prodotti da loro proposti sul mercato per la performance sportiva. Testati, affinati e validati in gara, grazie al lavoro congiunto tra azienda, staff tecnico e mondo accademico.

Per capire in cosa consiste questo lavoro di ricerca sul campo, come nasce un integratore destinato alla performance e quale ruolo abbiano il feedback degli atleti, abbiamo intervistato il dottor Luca Simoni, responsabile del team nutrizionale della XDS Astana e figura centrale di questo processo.

Luca Simoni è il responsabile della nutrizione della XDS Astana e fa parte anche dello staff della Padovani
Luca Simoni è il responsabile della nutrizione della XDS Astana e fa parte anche dello staff della Padovani
Luca Simoni è il responsabile della nutrizione della XDS Astana e fa parte anche dello staff della Padovani
Luca Simoni è il responsabile della nutrizione della XDS Astana e fa parte anche dello staff della Padovani
Nel lavoro quotidiano con il team XDS Astana, quali aspetti o difficoltà legate all’uso pratico degli integratori emergono più spesso dagli atleti?

Più che di difficoltà, oggi parlerei di un sistema che ha imparato a funzionare bene. Questo è il risultato di anni di lavoro sulla costruzione di protocolli di integrazione chiari e, soprattutto, di un grande lavoro di squadra. Alla base c’è una collaborazione costante tra nutrizionisti, medici e soprattutto massaggiatori, che durante le gare sono il vero punto di contatto quotidiano con l’atleta e permettono che il protocollo non resti sulla carta. 

Che tipo di osservazioni o richieste arrivano dai corridori e come queste influenzano le scelte di sviluppo di un prodotto?

La verità è che ogni corridore avrebbe una o più richieste specifiche. Viviamo costantemente una sorta di dicotomia: da un lato la necessità di standardizzare, dall’altro quella di personalizzare. In un certo senso, la nostra sfida quotidiana è proprio quella di standardizzare la personalizzazione.

Syform è un'azienda veneta fondata nel 1999 da Leopoldo Moretto ed è partner della XDS Astana
Syform è un’azienda veneta fondata nel 1999 da Leopoldo Moretto ed è partner della XDS Astana
Syform è un'azienda veneta fondata nel 1999 da Leopoldo Moretto ed è partner della XDS Astana
Syform è un’azienda veneta fondata nel 1999 da Leopoldo Moretto ed è partner della XDS Astana
Come si fa?

Il primo passaggio è sempre un lavoro di filtro. Non tutte le osservazioni che arrivano dai corridori possono trasformarsi automaticamente in una modifica di prodotto, anche perché non tutti hanno la stessa sensibilità, le stesse esigenze, a volte in giornate differenti rispondo a stimoli analoghi in maniera diversa. Solo quando una richiesta emerge in modo ricorrente e condiviso si torna sulla formulazione. 

Quali sono le richieste più frequenti?

Quelle che riguardano aspetti pratici come gusto, densità e facilità di utilizzo. Un esempio concreto è stata l’introduzione di una scanalatura su una barretta per identificare rapidamente al tatto il contenuto in carboidrati anche in gara (immagine di apertura, ndr). Oppure lo sviluppo dei gel X-Plosive Pro e Fusion, per i quali abbiamo effettuato tre release successive basate su sondaggi strutturati con atleti WorldTour e Devo.

Quando le indicazioni dei corridori convergono su un'indicazione convincente, parte lo sviluppo del prodotto (foto XDS Astana)
Quando le indicazioni dei corridori convergono su un’indicazione convincente, parte lo sviluppo del prodotto (foto XDS Astana)
Quando le indicazioni dei corridori convergono su un'indicazione convincente, parte lo sviluppo del prodotto (foto XDS Astana)
Quando le indicazioni dei corridori convergono su un’indicazione convincente, parte lo sviluppo del prodotto (foto XDS Astana)
Quando il feedback degli atleti diventa rilevante?

E’ importante sottolineare che per intervenire sul prodotto è necessario raggiungere una sorta di quorum. Se una richiesta, come ad esempio una maggiore densità, arriva da una percentuale molto ridotta di atleti, non viene presa in considerazione. Se invece emerge in modo significativo e ricorrente, allora si torna un passo indietro e si rivedono le scelte formulative. In sintesi, il feedback degli atleti è fondamentale, ma deve essere contestualizzato, quantificato e interpretato. Solo quando le richieste sono sensate e condivise da un numero significativo di corridori, diventano uno strumento reale di evoluzione del prodotto.

Cosa determina la scelta dell’integratore usato in gara: le condizioni climatiche o l’atleta?

Nella ricerca spasmodica della performance, la risposta è che contano entrambi. In linea generale, le strategie di gara nascono da un protocollo nutrizionale inserito in un contesto di calcolo giornaliero, che tiene conto del dispendio energetico, dell’efficienza metabolica e del ruolo dell’atleta in corsa. Inoltre, può cambiare la modalità di assunzione dei carboidrati. A parità di grammi per ora, alcuni corridori non riescono ad assumere due gel energetici consecutivi, ma necessitano di alternare l’assunzione con un alimento solido, purché altamente digeribile. 

Non tutti i corridori riescono a ingerire il quantitativo previsto di carboidrati solo con i gel e a volte hanno bisogno di solidi (foto XDS Astana)
Non tutti i corridori riescono a ingerire il quantitativo previsto di carboidrati solo con i gel e a volte hanno bisogno di solidi (foto XDS Astana)
Non tutti i corridori riescono a ingerire il quantitativo previsto di carboidrati solo con i gel e a volte hanno bisogno di solidi (foto XDS Astana)
Non tutti i corridori riescono a ingerire il quantitativo previsto di carboidrati solo con i gel e a volte hanno bisogno di solidi (foto XDS Astana)
Ci può raccontare un episodio in cui un dettaglio ha portato a ripensare un prodotto?

In occasione della cronoscalata del Monte Lussari (Giro 2023, ndr), avevamo fatto tutti i protocolli disponibili per supportare la performance degli scalatori, inclusa la beta-alanina. Parliamo di un supplemento con elevato livello di evidenza scientifica, inserito nel gruppo A dell’Australian Institute of Sport, noto per il suo ruolo nella sintesi della carnosina e quindi nel supporto ai sistemi tampone muscolari. L’efficacia della beta-alanina era chiara, ma al termine della corsa due atleti, particolarmente sensibili, mi hanno riferito che il formicolio associato all’assunzione erano stati eccessivi e fastidiosi. L’effetto secondario è noto e assolutamente non pericoloso, ma in quel caso avrebbe portato i corridori a smettere di prenderlo.

E che cosa avete fatto?

Ho deciso di modificare l’approccio, non rinunciando al supplemento, ma intervenendo sulla tecnologia di formulazione. Ho suggerito all’azienda di modificare la formula per ottenere un rilascio prolungato, che rende il principio attivo disponibile in modo più graduale nel tempo, riducendo i picchi e limitando in modo significativo il formicolio.

Racconta Luca Simoni che la cronoscalata del Lussari al Giro 2023 lo portò a chiedere una modifica nel rilascio della beta-alanina
Racconta Luca Simoni che la cronoscalata del Lussari al Giro 2023 lo portò a chiedere una modifica nel rilascio della beta-alanina
Racconta Luca Simoni che la cronoscalata del Lussari al Giro 2023 lo portò a chiedere una modifica nel rilascio della beta-alanina
Racconta Luca Simoni che la cronoscalata del Lussari al Giro 2023 lo portò a chiedere una modifica nel rilascio della beta-alanina
Come si trasferisce l’esperienza pro’ della XDS Astana al prodotto per il mercato?

Il processo può partire da due direzioni. La prima nasce da un’esigenza condivisa dagli atleti, che viene poi discussa con il Reparto Ricerca e Sviluppo di Syform. Si definisce la formula, si scelgono materie prime certificate e si testano i campioni, preferibilmente in off-season. Il secondo flusso parte dall’azienda, che propone nuove tecnologie o materie prime, come nel caso dei protocolli di bicarbonato per migliorarne tollerabilità e praticità. Solo dopo test positivi, si valuta l’ingresso sul mercato, considerando anche sostenibilità economica ed efficacia.

Quali strumenti di analisi utilizzate per la valutazione e la scelta dei protocolli?

Nel contesto dello sport professionistico, l’utilizzo di strumenti di analisi avanzata e la conseguente raccolta dati rappresentano oggi un elemento imprescindibile per l’ottimizzazione delle strategie nutrizionali e integrative. Nel caso di XDS Astana, anche grazie alla collaborazione con l’Università di Padova, è possibile gestire internamente una serie di valutazioni avanzate ad alto valore applicativo. Ad esempio la valutazione del Minimum Lactate Steady State (MLSS), lo studio dell’ossidazione dei substrati energetici e test specifici relativi allo stato di idratazione e alla perdita elettrolitica.

La stagione della XDS Astana è iniziata col piede giusto: vittoria di Scaroni alla Classica Camp de Morvedre
La stagione della XDS Astana è iniziata col piede giusto: vittoria di Scaroni alla Classica Camp de Morvedre
La stagione della XDS Astana è iniziata col piede giusto: vittoria di Scaroni alla Classica Camp de Morvedre
La stagione della XDS Astana è iniziata col piede giusto: vittoria di Scaroni alla Classica Camp de Morvedre
Quindi grazie a questi strumenti riuscite a personalizzare e validare i protocolli?

Sì, il ricorso a test fisiologici, metabolici e di composizione corporea consente di superare approcci standardizzati, orientandosi verso una reale personalizzazione basata sull’evidenza. Tuttavia, i test genetici vengono integrati con cautela all’interno di un quadro clinico più ampio, evitando interpretazioni deterministiche. La raccolta dati è costosa, ma rappresenta la base per comprendere la variabilità individuale e costituisce un prerequisito fondamentale per lo sviluppo progressivo di strategie nutrizionali e integrative realmente efficaci e sostenibili nel lungo periodo.

Come immagina l’evoluzione della personalizzazione dell’integrazione nei prossimi anni?

Vedremo un’ulteriore integrazione tra nutrigenetica (la scienza che studia come la genetica individuale influenzi la risposta dell’organismo agli alimenti, ndr), nutrigenomica (la scienza che studia l’interazione tra i nutrienti della dieta e l’espressione dei geni, analizzando come gli alimenti influenzano il DNA, ndr) e approcci metabolomici (analizzano il profilo metabolico completo o specifico di un sistema biologico per studiare piccole molecole e personalizzare la nutrizione, ndr). Tuttavia, sarà sempre più importante distinguere tra dati affascinanti e quelli realmente applicabili.

Che cosa significa?

La vera competenza risiederà sempre più nella capacità di interpretare criticamente i risultati. L’innovazione ha valore solo quando si traduce in un miglioramento prestativo reale e misurabile.