Sono giorni convulsi in casa Visma-Lease a Bike. Mentre tutta la squadra apprendeva del ritiro inatteso di Simon Yates e stentava a farsene una ragione, il gruppo di coloro che inizieranno dal Tour Down Under ha dovuto fare i conti con la bufera di neve che nel solo aeroporto di Schipol ha portato a cancellare 700 voli in partenza da Amsterdam. Fra loro c’era anche Filippo Fiorelli, che proprio dall’Australia inizierà il suo viaggio nel WorldTour.
Il siciliano sarebbe dovuto partire ieri mattina (giovedì) da Palermo per l’Olanda, facendo uno scalo a Linate. Per questo si era preso tutto il tempo, fino a che mercoledì sera una telefonata ha scombussolato i piani. Subito dopo pranzo, Fiorelli infatti stava dando da mangiare al suo cavallo, quando un direttore sportivo lo ha chiamato e gli ha detto di fare subito la valigia. Sarebbe dovuto partire alle 19 da Palermo, il cui aeroporto dista circa un’ora da casa, verso Roma. Notte in hotel e l’indomani sarebbero partiti per Adelaide. Per questo l’appuntamento telefonico che avremmo avuto alle 19,30 è slittato alle 21,30 quando Fiorelli era ormai in hotel a Fiumicino, cercando di passare l’inattesa serata.


Si comincia subito a tutta, insomma. Ci interessa sapere che cosa ti sembra dopo i primi mesi con la Visma…
Non lo so, sembra tutto normale. Certe volte mi guardo nello specchio e mi rendo conto che questa divisa gialla e nera mi faceva effetto quando la vedevo addosso agli altri, prima di firmare il contratto, invece su di me sembra normale. Forse mi sono abituato? Anche se nel primo ritiro l’ho usata solo per fare le foto, mentre per il resto sono sempre stato vestito con le maglie della Bardiani.
Su Instagram abbiamo visto le foto del buffet e dei piatti personalizzati. Che cosa ti ha colpito nel primo ritiro?
Ho messo quelle foto proprio perché mi ha colpito il mangiare. A fine stagione, avevo sentito il nutrizionista e mi aveva detto di proseguire come avevo sempre fatto negli anni passati. Poi quando siamo arrivai in ritiro, abbiamo valutato insieme e fatto tutto quello che c’era da fare. Il mangiare alla Visma è una cosa assurda.
In che senso?
Lo sapete che il peso è stato spesso un problema. Non ho mai pensato di smettere per questo motivo, però non riuscivo a venirne a capo. Mi sono logorato. Non perché non potessi mangiare quel che volevo oppure il dolce, ma proprio per le quantità. Se mangiavo qualcosa di troppo, il peso saliva. Qui invece mi fanno mangiare tantissimo. In ritiro ho pensato più di una volta che non ce l’avrei fatta a finire il pasto, perché secondo me era troppo.




Quindi il problema è che ti fanno mangiare troppo?
Da scoppiare, lo giuro. E’ una cosa assurda. Ne parlavo anche con Giovanni e con Paolo (Visconti e Alberati, amici e consulenti, ndr) e gli dicevo che a me piace mangiare, ma questi sono esagerati. In ritiro avevamo cinque chef e non mangiavamo mai dal buffet dell’hotel.
E che cosa mangiavi?
Per farvi capire, quando facevo quattro ore, la mattina ho mangiato anche 500 grammi di riso cotto, che sarebbero 250 grammi di riso crudo, fatto a porridge. Stavo scoppiando. Anche nei giorni di scarico, c’è sempre da mangiare. E io chiedevo: ma com’è possibile?
E loro?
«Tu mangia, tranquillo, non ci pensare». Mangiavo quello che c’è scritto nell’applicazione e fatto sta che sono sempre uguale. Non sono ingrassato. Nei mesi passati, se mangiavo una foglia di insalata in più, crescevo. Invece qui mi hanno spiegato che devo adattare il fisico, abituarmi a mangiare. Ne ho parlato anche con Affini e pure lui ha confermato che a volte gli danno un carico di calorie che non riesce a buttare giù.
Un altro mondo.
Ma se ti dicono di farlo, c’è un motivo. Il mangiare è la differenza principale e proprio non me l’aspettavo. E’ tutto porzionato. Abbiamo l’applicazione FoodCoach, in cui c’è scritto quello che devi mangiare. Arrivi al buffet, ci sono tre bilance. Tu pesi questo e pesi quello, te ne vai al tuo tavolo e cominci a mangiare. E sembra il pranzo di Natale.


Sono già riusciti a personalizzarti l’alimentazione?
Ho già tutto, con i grammi e tutto quello che serve. Poi è normale che quando sono a casa non mi dicono cosa mangiare, però mi indicano la grammatura e io non ci arrivo neanche minimamente. Però insistono che mi devo impegnare, ci devo arrivare, altrimenti vado in deficit. Mangio davvero tanto, anche mia mamma mi ha fatto notare tutta quella pasta…
Questo significa che di riflesso ti alleni anche di più?
In questi ultimi giorni, ho fatto anche i rulli al caldo – ha spiegato Fiorelli – per abituarmi al caldo dell’Australia. Quindi facevo un massimo di quattro ore con i lavori e poi magari nel pomeriggio facevo un’ora sui rulli. A parte questo, un po’ di volume lo abbiamo aumentato, ma non tanto. Semmai sono diversi i lavori specifici: non tanto per il tipo di sforzo, ma il modo di farlo. Vedo cosa c’è scritto di fare e lavoro. Il preparatore mi ha detto che sono preciso come un orologio, mi piace allenarmi bene.
Chi è il tuo allenatore?
Si chiama Espen Aareskjold, è norvegese. E’ anche venuto a trovarmi a casa. Un giorno mi scrive Morkov, il direttore sportivo, e mi dà il suo contatto, dicendomi che sarà lui il mio preparatore e di chiamarlo. L’ho sentito prima di andare per quattro giorni a Londra con la mia ragazza. Mi sono presentato, mi sono reso disponibile per rispondere a qualche domanda, invece lui mi ha detto di andare tranquillo in vacanza. Poi quando sono tornato è venuto giù in Sicilia.


Gli hai fatto vedere i carrettini?
I carrettini, certo, anche il cavallo. E poi l’ho portato a cena dalla mia ragazza che ha un ristorante.
E’ un tipo tosto?
Ieri (martedì, ndr) avevo sentito proprio Espen, poiché dovevo fare quattro ore. C’era il rischio che piovesse tutto il giorno e lui mi ha proposto di fare due ore di rulli la mattina e un’uscita il pomeriggio. Ma io gli ho risposto che non mi andava di fare due ore sui rulli e che piuttosto sarei uscito sotto l’acqua. E’ stato un tira e molla…
E alla fine?
Alla fine ho fatto tre ore sotto l’acqua, perché avevo voglia di lavorare. Non avevo da fare lavori assurdi, quindi mi sono messo in pianura con i miei watt e ho tenuto il motore sempre bello caldo. Poi alla fine avrei dovuto fare un’ora di rulli, però mi hanno cambiato tutto il programma e sono scappato.
Al Tour Down Under si vai per prendere le misure al nuovo Fiorelli oppure hai già un ruolo definito?
Ci sarà Brennan che deve fare le volate e io sarò l’ultimo uomo. Fra poco si comincia davvero.