CASSANO D’ADDA (MI) – Fra le mille cose prima della partenza, i corridori sanno di dover mettere nelle tasche i beni di prima necessità che l’esperienza e i consigli del nutrizionista hanno individuato come base di partenza. Barrette e gel, come pure qualcosa di solido per i primi chilometri. Abbiamo parlato più volte dei carboidrati per ora e di come tale quota venga raggiunta: quel che c’è diverso in ogni squadra è la scelta dei prodotti che permettono ai corridori di avere ciò di cui hanno bisogno.
In casa Team Polti-VisitMalta da quest’anno si utilizzano i prodotti della spagnola 226ERS ed è stato tramite il lavoro del dottor Giulio Tempesti, responsabile medico del team di Basso e Contador, che si è arrivati e si arriverà in modo sempre più preciso alla formulazione più efficace. E proprio con il medico abbiamo parlato di come inizi la collaborazione con un’azienda che produce integratori, cercando di personalizzarne la produzione.


Tempesti è toscano, si è laureato a Firenze con specializzazione in Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico e ha iniziato nelle giovanili della Fiorentina Calcio, per poi passare dal 2022 in quella che si chiamava Eolo-Kometa, poi divenuta Polti-VisitMalta.
Che cosa si guarda quando si inizia a collaborare con un produttore di integratori come 226ERS?
Senz’altro la possibilità di scegliere un’ampia gamma di prodotti, la qualità del prodotto per come viene fatto, la disponibilità a essere flessibili nelle nostre richieste. Quest’anno per noi è il primo con 226ERS, li conoscevamo ovviamente però non li avevamo mai provati. Quindi, anche in base alle richieste e non solo al piano che facciamo sia io sia il nutrizionista, ma anche in base alle richieste dei corridori, durante l’anno abbiamo dovuto rivedere e ancora rivediamo i nostri ordini e le richieste di prodotti.


In che modo funziona le vostra collaborazione?
Durante l’anno, in base appunto a quanto e come usiamo il prodotto, gli diciamo se il prodotto ci è utile, se ci è meno utile, di cosa avremmo bisogno. Abbiamo contatti durante tutto l’anno, in modo da fornire i feedback di cui anche loro hanno bisogno.
Questo è il ciclismo dei 120-130 e anche più grammi di carboidrati per ora, che però devono essere anche digeribili. Come va con 226ERS?
Siamo messi bene, ma questo grazie anche alla strategia che abbiamo con il nutrizionista di preparare i ragazzi durante l’inverno. Non è pensabile di arrivare da un giorno all’altro a ingerire 100-120 grammi di carboidrati l’ora, senza avere problemi. Anche se il prodotto che usi è di alta qualità, devi abituare il fisico a raggiungere quella quota.


In che modo la raggiungete? Con quali prodotti?
Abbiamo carboidrati che si sciolgono in borraccia e poi un’ampia possibilità di gel. Quest’anno ci stiamo trovando particolarmente bene perché sono gel che contengono anche un’importante quantità di sodio e questo permette di gestirci meglio anche con l’utilizzo di sali in borraccia.
Invece per il post gara?
Ci vengono forniti dei prodotti studiati per il recupero, che contengono una quota di carboidrati, una quota di proteine, ma soprattutto carboidrati. Come ormai è noto, sono da integrare nei 30 minuti successivi allo sforzo, mentre per le proteine eventualmente possiamo aspettare di più. In più ci danno anche un altro prodotto, che è un antiossidante fondamentale dopo gli sforzi intensi come le tappe del Giro d’Italia. Questo contiene anche carboidrati e quindi ci permette di raggiungere la quota che i ragazzi perdono durante la gara.


Maestri e Speculoos, il gel preferito
Intercettiamo Mirko Maestri pochi minuti prima della partenza, reduce dallo smacco del giorno precedente sul traguardo di Milano: battuto da Dversnes Lavik nella volata a quattro di Milano. E se non bastava la beffa per la sconfitta, sentirsi dire da più parti di aver tenuto quel vantaggio grazie alla moto è stato un carico a suo dire immotivato e ingiusto per uno che è pur sempre stato campione europeo del Team Relay. Ma qui si parla di integratori e il reggiano offre il suo contributo.
«Quest’anno con 226ERS ci troviamo veramente bene – spiega – ed è importante perché con il ciclismo di oggi bisogna alimentarsi molto bene, altrimenti si accende la spia della riserva. Abbiamo provato che se si sbaglia a mangiare anche di quarto d’ora, venti minuti, rischi di rimanere senza gambe, senza energia. In questi giorni di Giro, con il grande caldo che abbiamo trovato, la tendenza è stata bere di più magari piuttosto che mangiare barrette e cibi solidi. Ho usato borracce di malto da 60 grammi e poi gel. Praticamente 2 all’ora, quindi in una tappa impegnativa ho viaggiato anche con 100 grammi l’ora di carbo.
«E poi sono anche buoni, il mio preferito è lo Speculoos. Invece per il recupero, oltre a quello che prevede il nutrizionista, abbiamo comunque il recupero con proteine e carboidrati, in attesa del massaggio e della cena».