Nella presentazione consegnata ai media per il giorno del lancio, Wilier definisce la sua nuova Rapida come la porta di ingresso alla gamma road. Non solo i modelli di punta come la Filante SLR ID2 in uso ai professionisti della Groupama, ma anche prodotti più accessibili, dotati di specifiche assolutamente di livello e prezzi più accessibili: fin sotto la quota psicologica e niente affatto trascurabile dei 3.000 euro.
Del resto, siamo onesti: quanti di coloro che comprano la prima bici da strada sono in grado di riconoscere differenze di comportamento fra due telai che si distinguono per pochi grammi di differenza, la diversa laminazione del carbonio o il blend di fibra impiegata?


Il concetto di velocità
L’idea di base è che la velocità non appartenga tanto alla bici quanto al suo utilizzatore, che la costruisce ogni giorno in base alle sue sensazioni, alla sua capacità di allenarsi e di ricercare nuovi limiti personali lungo la strada delle sue uscite.
La nuova Wilier Rapida è perfettamente in gradi di assecondarne la ricerca, avendo nel suo DNA il design, la tecnologia e il carattere che fanno di Wilier un marchio di assoluto riferimento, ora alla portata di un pubblico più vasto. Per chi ama stare a lungo in sella, ma ha anche il gusto di accelerare in salita e guizzare in discesa fra curve veloci. Chi sa cogliere il bello nelle geometrie di una bicicletta e sa che l’eleganza è un tratto distintivo di Wilier.


Il giusto equilibrio
Perché una bici sia così in equilibrio tra comfort e prestazioni occorre che la sua geometria non ecceda nella direzione della performance e nemmeno verso il comfort. Ecco perché il valore di stack di Rapida si colloca a metà fra le bici racing e quelle endurance. Lo stack è la distanza (verticale) fra la parte superiore del tubo di sterzo e il centro del movimento (in questo caso Press Fit 86,5 mm): più il suo valore è elevato e più si pedalerà alti sull’anteriore.
Nelle bici da gara è minimo, in quelle da endurance decisamente più elevato. Sulla Filante SLR di taglia M, lo stack è di 538 millimetri. Sull’identica misura della nuova Rapida, si sale a 556: in quei 18 millimetri passa la differenza fra una bici da gara e una comunque brillante, ma non estrema.


Veloce e pulita
Il telaio della nuova Wilier Rapida è ovviamente in carbonio monoscocca, al pari del cockpit, con il passaggio dei cavi totalmente interno e per questo invisibile.
Tutto il telaio, ma anche la forcella e il reggisella sono caratterizzati da profili NACA, ossia studiati per la sezione delle ali degli aerei, contraddistinti da codici numerici che permettono di calcolarne con precisione le prestazioni aerodinamiche. In questo caso, pur avendo davanti un telaio dalle forme generose, l’efficienza non è inficiata e il design rimane pulito ed elegante.
Il peso del telaio è dichiarato in 1.200 grammi, a cui si vanno sommati i 470 grammi della forcella e il cockpit dichiarato in 360 grammi.


Clearance fino a 36 mm
Per essere in linea con gli standard attuali delle ruote e l’aumento delle sezioni degli pneumatici, sulla Rapida è possibile montarne fino alla misura di 36 millimetri e questo ne fa una bicicletta versatile e a suo agio su asfalto e sterrati: non si sconfina nel gravel, perché non è questa la finalità di una bicicletta così fatta, ma la si può rendere prestante, sicura e guidabile anche sui fondi più irregolari.
E dato che Wilier Rapida è figlia di questa generazione del ciclismo, la si può scegliere in versione 1X come pure 2X: la monocorona affascina, ma nell’uso quotidiano su strade sconosciute, spesso si preferisce ancora il doppio plateau che offre una scelta di rapporti più tradizionale e di semplice gestione. In ogni caso, il supporto del deragliatore è rimovibile, in modo che si abbia anche il tempo e la possibilità di ripensarci.


Sei misure, 2 colori, 2 montaggi
Il telaio di Wilier Rapida è proposto in 6 misure, dalla XS alla XL, partendo dai 41,2 centimetri per il piantone della più piccola e salendo di 3 centimetri per volta fino ai 56,2 della più grande. In proporzione, lo stack passa da 520 a 610 millimetri, garantendo su tutte le misure l’identico bilanciamento.
Quattro sono invece le colorazioni, per le cui descrizioni attingiamo direttamente a quelle fornite da Wilier e ricche di poesia.
Dusk Grey, che richiama “l’aria fresca prima dell’alba. Il mondo si tinge di un grigio leggero, quello che riverbera poco prima che il sole si alzi all’orizzonte. Un grigio chiaro, silenzioso, quasi impalpabile. Il colore di quando esci a pedalare prima che qualcuno se ne accorga”.
Midday Orange, per quando “il caldo si sente prima ancora di partire: sull’asfalto, sul manubrio, nell’aria che non si muove. L’arancione dell’estate è così: saturo, pieno, quasi solido sotto il sole di mezzogiorno. Il colore delle ore che si dilatano, delle strade che non vuoi che finiscano, di quei giri che continui ad allungare”.








Lastlight Black, quando “le gambe sono stanche nel modo giusto. La luce se ne va piano e porta via tutto il superfluo, i colori, i contorni, il rumore. Rimane un nero profondo e raccolto, come l’asfalto quando il giorno si spegne. Il colore dell’ultima ora in sella, quella in cui non hai ancora voglia di tornare a casa”.
Infine Weekend White, con “la leggerezza speciale della domenica mattina. Il sole è già alto e la luce è bianca, piena, senza ombre dure. Tutto sembra possibile. Il colore del tempo che per una volta è davvero tuo”.
Due infine i montaggi. Con Shimano 105 Di2 (2×12) e ruote Miche Asfalto 45 Carbon, al prezzo consigliato di 3.999 euro. Con Shimano 105 (2×12) e ruote Miche Reflex DX a 2.899 euro.