Il marchio Coppi al termine di un percorso di ricerca, sviluppo, investimenti e con un piano strategico definito è tornato nel mondo delle competizioni, e lo ha fatto con il suo modello di punta: la K14. Una bicicletta di alta gamma progettata per chi è alla ricerca della massima performance e vuole superare quel limite che separa la vittoria dalla sconfitta.
«Fino al 2003 Coppi ha collaborato con team professionistici – racconta Mirko Licheri, Product Manager dell’azienda – vincendo, proprio quell’anno, il suo ultimo Giro d’Italia insieme a Paolo Savoldelli. Poi a seguito di alcune scelte aziendali questo percorso è stato interrotto. Nel 2023, vent’anni dopo, siamo tornati a guardare al mondo delle corse. Abbiamo così iniziato un nuovo progetto riportando il nostro know how all’interno del ciclismo di alto livello».




L’ultimo passo
Ritornare all’interno del mondo delle corse ha richiesto un lavoro importante e una scelta strategica da parte di Coppi, che ha voluto scegliere tra diverse realtà.
«Nel 2025 siamo stati all’Italian Bike Festival – spiega Mirko Licheri – per presentare il nostro progetto e i nuovi modelli. L’intento era collaborare con diversi team per la stagione appena iniziata. Il nostro riferimento è la formazione continental Petrolike, ma lavoriamo anche con la Isolmant Premac Vittoria, formazione femminile. Inoltre abbiamo affiancato una squadra belga under 23 che da quest’anno ha preso il nostro nome, diventando Team Coppi-BO.Buro».




Sviluppo
Per affiancare queste realtà e tornare nel mondo delle competizioni UCI in Coppi si sono concentrati sul realizzare un modello che potesse permettere agli atleti di cercare la miglior performance.
«Con la Coppi K14 – ci dice ancora Mirko Licheri, Product Manager di Coppi – abbiamo lavorato su un telaio all-rounder, ovvero in grado di garantire ottime prestazioni su tutti i terreni e i percorsi. Il design propone un’unione tra aerodinamica e polivalenza, con un profilo dei tubi scelto appositamente per trovare un giusto equilibrio in questi termini. Una particolarità di questo telaio sta nel fatto di aver lasciato lo spazio per montare copertoni con una misura massima di 34 millimetri. Aspetto importante se si considerano i diversi campi d’azione da parte dei nostri atleti».


Disponibilità
La Coppi K14 è disponibile nella versione team replica, anche con i colori della Petrolike, e propone gli stessi accorgimenti. Si tratta quindi di un modello con elevata caratura tecnica, adatto a chi è alla ricerca di prestazioni, velocità e massima performance.
«Il telaio ha ben sei misure tra cui scegliere – analizza Mirko Licheri – questo per offrire ai ciclisti una gamma che permettesse di avere una bici praticamente su misura. La scelta del carbonio è ricaduta sul Toraya T1100 4K, anche per la forcella».
«A livello di scelte tecniche siamo andati su specifiche ben definite, ad esempio il reggisella è disponibile in due versioni: 0 offset e con angolazione di -20 gradi. La tendenza nel ciclismo moderno è di pedalare il più “verticale” possibile sopra al tubo sella, spostando il peso del ciclista in avanti. Da qui nascono le altre scelte che hanno accompagnato lo sviluppo del prodotti: pedivelle corte, la misura massima disponibile è 170 millimetri. Inoltre forniamo attacchi manubrio con misure che vanno dai 90 ai 130 millimetri».
Sulla Coppi K14 è possibile scegliere tra due modelli di ruote, entrambe Vision: SL e RS, con profili da 45 e 60 millimetri. Monta gruppo Shimano Dura Ace DI2 a 12 velocità 11-34 e con guarnitura 52-36.
Prezzo: 10.590 euro.