I capi tecnici Q36.5 attraggono lo sguardo perché mostrano sempre qualcosa di particolare, di diverso e unico. Gli indumenti Q36.5 sono il risultato di una continua ricerca sui tessuti e di un insieme di fattori che collimano con una vestibilità unica nel suo genere.
Abbiamo provato la salopette Gragarius Ultra e la shirt Clima nel corso delle giornate torride di mezza estate. Quando i capi tecnici mostrano una qualità elevata e assecondano la termoregolazione, allora fanno la differenza.
Cosa c’è dietro
«Non scegliamo tessuti, li sviluppiamo – ci dice Luigi Bergamo CEO di Q36.5 – ed è proprio da qui che hanno origine le nostre collezioni. Come uno scultore vede già qualcosa nel tronco prima di iniziare a lavorare all’opera, così noi partiamo dal tessuto ed in base ai suoi parametri di leggerezza, traspirabilità e resistenza, lo trasformiamo in un prodotto.
«Abbiamo la fortuna di collaborare con l’élite del mondo tessile italiano e la totalità dei tessuti sono di nostra proprietà. Un elemento per noi essenziale – prosegue Bergamo – è l’attenzione alla sostenibilità, abbiamo tessuti che provengono tra il 70% ed il 100% da fonti riciclate. Tra questi alcuni derivati dalla lavorazione dei fondi di caffè, quindi di origine organica».
La salopette Gregarius Ultra
Il modello Gregarius è una delle icone del catalogo Q36.5, un prodotto che nasce per essere versatile, performante e particolarmente apprezzato anche dagli amanti dell’endurance. Nella parte alta ci sono delle bretelle che sostengono e si adattano in maniera ottimale, alle forme del corpo e anche al cambiamento di posizione quando si pedala. La pannellatura posteriore, sufficientemente elastica è una sorta di doppio strato. Quello a contatto con la pelle non blocca la sudorazione e lascia andare all’esterno il vapore prodotto durante lo sforzo. Quello a contatto con la shirt fa si che quest’ultima non si inumidisca, esprimendo un concetto di comfort per nulla banale. E’ molto confortevole anche senza la maglia intima quando fa davvero caldo.
Nella zona addominale la salopette è abbastanza alta e contiene bene, presenta una fascia con un’elasticità pronunciata, mentre la sezione posteriore (lombare e dei glutei) è parecchio sostenuta. Qui la pannellatura (che sembra una sorta di gessato) è piuttosto rigida e la sua azione influisce in modo esponenziale sulla stabilità dell’intera salopette. La tenuta ed il supporto verso l’alto sono più che eccellenti.
Il tessuto sulla coscia è un guanto, mentre il fondo gamba è differenziato grazie ad una sorta di porosità che ha l’obiettivo di dare un grip maggiore. Non ci sono inserti siliconici e/o applicazioni che possono influire negativamente sulla temperatura e sul comfort.
L’ispirazione di ElasticInterface
Non è solo il fondello, perché tutta la sezione è uno dei punti di forza di Gregarius. Sì, all’interno abbiamo un’imbottitura che presenta densità differenziate, un pad che anche nei punti con lo spessore maggiore sembra sparire. E’ posizionato bene, fattore che aiuta a sfruttare le densità differenziate. Anche nel corso dei momenti più caldi della giornata, quando si pedala in salita e si resta seduti per molto tempo consecutivo, l’imbottitura non si muove e sembra mantenere una temperatura costante. Il feeling che si genera è ottimale e il caldo nella zona perianale rimane gestibile. Un bel vantaggio.
Il tessuto a contatto con la sella è ruvido, tosto nella consistenza ed offre un grip elevato. Non è posizionato a caso ed insieme al fondello, contribuisce nel limitare gli spostamenti, diminuendo le frizioni e l’aumento della temperatura.
La maglia Clima
Una maglia leggerissima in termini di valore alla bilancia (105 grammi dichiarati), altrettanto leggera e funzionale per quanto concerne la freschezza. E’ una maglia sufficientemente morbida, è ergonomica il giusto pur senza trasmettere quell’effetto “sottovuoto” che non di rado è controproducente per la sudorazione. Quando è estate, fa caldo e si è sotto sforzo, inevitabilmente si suda ed avere una maglia che non si impregna di calore quando la velocità diminuisce (ad esempio in salita) e non resta fredda per tutta la successiva discesa, non è un fattore da sottovalutare. Ci permette di risparmiare energie, di restare nella zona comfort e senza fastidi.
Frontalmente e nella sezione della schiena il tessuto (un filato di Graphene) è “quadrettato”, una sorta di ondulato che non rimane mai completamente attaccato alla pelle. Insieme ai piccoli fori presenti si crea un’aerazione continua. Il colletto ha un’altezza diversa tra davanti e dietro, come differente è anche il tessuto. Il fondo della shirt, davanti, non ha inserti grippanti o tessuti che possono creare un accumulo di sudore, seguendo il medesimo concetto del fondo gamba della salopette. Dietro invece, nel punto che copre i glutei superiori e la fascia lombare (ma anche ai lati), c’è una banda più elastica e molto morbida che permette alla maglia di adattarsi alle forme del corpo, anche con le tasche piene. Queste ultime sono 4, tre orizzontali ampie e profonde che si formano grazie ad un tessuto a rete che non blocca il sudore. La quarta è laterale ed ha una zip di chiusura.
Le maniche hanno una trama molto fitta, sono particolarmente elastiche e seguono un concetto di aerodinamica non banale. Coprono anche parte della scapola, in modo che tutta la sezione che impatta con l’aria frontale non sfarfalli quando si è in velocità.
In conclusione
Con i capi tecnici Q36.5 (compresi anche la maglia intima, i guanti e le calze) siamo in una categoria di eccellenza, con un pool di capi che fanno davvero la differenza. Non si tratta di un set di abbigliamento a buon mercato, ma se consideriamo la cura del dettaglio, l’insieme delle diverse tecnologie dei tessuti ed il comfort anche nel lungo periodo, abbiamo un kit tanto performante e piacevole da indossare.
Tutti i dettagli sono di alto livello. Non c’è una cucitura che da fastidio e che lascia il segno, anche dopo molte ore di attività e di calore. La maglia e la salopette non prendono odori fastidiosi e non è un semplice dettaglio.