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Corone grandi? La catena gira meglio. Parola di Conca

20.10.2022
5 min
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In occasione di un incontro con il Team Lotto-Soudal avevamo parlato con il meccanico del team, Nick Mondelaers: ruote, componenti, rapporti… gli argomenti sul tavolo della discussione. In particolare ci aveva detto che molti dei suoi ragazzi, tra cui Filippo Conca, avevano spesso scelto corone più grandi.

Un po’ per l’avvento dei nuovi gruppi Shimano e un po’ per l’aumento delle velocità la tendenza era quella. E proprio a Filippo Conca abbiamo fatto qualche domanda tecnica per saperne di più, per capire come si trovano gli atleti con questi nuovi gruppi.

Filippo Conca in salita: una corona grande dovrebbe “sostenere” di più, specie un atleta della sua stazza
Filippo Conca in salita: una corona grande dovrebbe “sostenere” di più, specie un atleta della sua stazza
Filippo, che rapporti usi?

Con il nuovo Shimano sono passato dal classico 53-39 al 54-40. Il 42 non l’ho usato io, ma lo hanno utilizzato dei miei compagni. Al netto del mio nome, quel che diceva il meccanico era vero pertanto. Non solo, ma alcuni miei compagni hanno anche utilizzato il 46. E lo hanno montato principalmente per le classiche del Nord. C’è chi ha montato un 58-46. Dipende molto dal tipo di corsa che non deve essere troppo dura.

Certo è chiaro…

Quando non servono i rapporti corti, tipo per una Roubaix, si può osare e avere i vantaggi si una guarnitura più grande. Con il 58, o anche con un 57, è possibile mulinare meglio i rapporti centrali al posteriore. E la catena lavora più dritta.

Come ti sei trovato ad utilizzare corone più grandi?

Meglio che in passato, perché essendo grosso e pesante devo spingere tanto. Per me non è un problema ritrovarmi con qualche dente in più. In questo ciclismo dove si va sempre molto forte, il 53 non basta, almeno per me. E posso dire che a volte non basta il 54!

Il set 54-40 è stato quello più utilizzato in stagione da Conca
Il set 54-40 è stato quello più utilizzato in stagione da Conca
Non hai mai pensato ad utilizzare corone ancora maggiori?

No, ma per il semplice fatto – e torniamo al discorso di prima riguardo ai percorsi – che non ho fatto le classiche veloci del Nord. Altrimenti avrei di certo optato per corone più grandi. In media ho fatto gare dure o durissime come i Paesi Baschi o il Delfinato…In quel caso un 42, come per una Liegi per dire che tipo di classiche ho fatto, non è il massimo. “E’ duretto”.

Però Filippo, con i vostri watt e con la scala posteriore che ormai arriva al 34 non va bene lo stesso un 42? La catena dovrebbe fare meno attrito…

Sì, in teoria è sufficiente, ma se vuoi tenere una certa cadenza dovresti usare un 42×34: la catena in quel caso non lavorerebbe dritta. Non è il massimo. Invece con il 40, o ancora di più il 39 visto che parliamo di una corsa molto dura come la Liegi, puoi usare un paio di denti in meno dietro e tenere la catena più dritta. E credetemi non è una cosa banale.

Non hai la sensazione che queste corone più grandi ti “sostengano” meglio? Soprattutto quando ti alzi in piedi?

Personalmente no, non c’è differenza se hai una corona più grande o più piccola. Specialmente quando sei in fuga, se hai la gamba per spingerlo, è chiaro che avere un rapporto grande ti dà una mano. Ma per uno che alto 160-170 centimetri e pesa 50-60 chili queste corone grandi sono difficili da spingere.

Il sistema Leomo per la messa in bici su strada
Il sistema Leomo per la messa in bici su strada
Tu sei molto alto (190 centimetri), che pedivelle usi?

Le 175 millimetri su strada e le 172,5 a crono.

Una volta sarebbe stato il contrario…

Questo perché con angoli “tremendi” per essere aerodinamici siamo sempre più chiusi. Dicono che con delle pedivelle appena più corte si è un po’ agevolati nella pedalata.

E hai mai pensato, anche in virtù di dentature maggiori, di usare le 172,5 anche su strada? Oppure vista la tua statura è un po’ azzardato?

Ci ho pensato eccome. Solo che bisognerebbe fare dei test appositi. Fare allenamenti con entrambe le pedivelle con dei sensori. Ci sono dei sensori di un sistema che si chiama Leomo, li ha messi a punto Adam Hansen. Questi si mettono su varie zone del corpo: piedi, cosce, zona pelvica… per capire come reagisci durante la pedalata su strada, perché c’è una bella differenza che trovare la posizione stando in laboratorio. L’anno scorso ci ho lavorato un po’, per fare appunto delle piccole modifiche sulla posizione.

A crono utilizzare un 58 vuol dire sfruttare meglio l’inerzia della catena che non è costretta a girare sull’11
Cambierai squadra, magari è l’occasione per fare questi test con i nuovi materiali…

Sì, ma vorrei concentrarmi soprattutto sulla cronometro: sia per gli allenamenti specifici che per l’aerodinamica e quindi per i materiali. 

E a crono le corone maggiori le hai usate?

Sì, 58-56 la grande e 42-44 la piccola. Alla fine di crono dure non ce ne sono e ci si trova bene sugli strappi che s’incontrano.

Invece dietro? Con le corone più grandi cercavi l’11-34 o preferivi l’11-30 così da averli un po’ più lineari?

Di base preferisco l’11-30. La cassetta 11-34 l’ho usata solo per le tappe più dure, come alcune frazioni della Vuelta