Bici Del Toro

La bici di Del Toro e le sue pedivelle cortissime

08.01.2026
5 min
Salva

BENIDORM (Spagna) – Isaac Del Toro è senza dubbio uno dei personaggi del momento. Su di lui, come abbiamo potuto constatare dal vivo, c’è un’attenzione mediatica seconda forse solo a quella di Tadej Pogacar, e comunque non inferiore a quella di un Mathieu Van der Poel… per dire. Programmi, crescita, rapporto con Tadej stesso. Ma c’è anche un aspetto tecnico che attrae.

E’ proprio su questo che ci siamo focalizzati: sulla sua bici. Osservare da vicino il “cavallo di battaglia” di Del Toro è stata l’occasione per scoprire i ritocchi 2026 alla Colnago V5Rs in dotazione alla UAE Emirates, la bici all-round della squadra emiratina. Considerando i tempi, si potrebbe quasi definirla ormai la bici da salita, visto che gli atleti utilizzano sempre più spesso la Colnago Y1Rs. Tuttavia la V5Rs resta un modello estremamente performante e continueremo a vederla spesso in gara.

Bici Del Toro
La Colnago V5Rs, la bici all round della UAE Emirates in questo 2026 (foto Fizza)
Bici Del Toro
La Colnago V5Rs, la bici all round della UAE Emirates in questo 2026 (foto Fizza)

Telaio e colori 2026

La bici che utilizza Del Toro corrisponde a una taglia 51 della Colnago. Tradotta in numeri assoluti significa un orizzontale di 54,4 centimetri e un’altezza del tubo sterzo di 146 millimetri. Considerando che il messicano è alto 180 centimetri, ciò indica la preferenza per un telaio relativamente piccolo, coerente con la sua posizione compatta in sella.

A questo si abbina un manubrio integrato Enve SES Aero Pro One-Piece, con larghezza di 38 centimetri (centro-centro) e attacco da 140 millimetri. Una soluzione non prevista nel montaggio standard della casa, poiché attacchi di questa misura sono abitualmente destinati a taglie superiori. Ma parliamo del mondo dei pro’ e certi confini decadono.

La novità estetica riguarda la colorazione: rispetto al 2025 c’è forse un po’ più di nero e qualche dettaglio rosso. Una fascia diagonale bianca parte dalla forcella, attraversa il tubo sterzo e arriva all’orizzontale. Per il resto la livrea rimane invariata.

La componentistica

Questa è probabilmente la sezione più interessante. La prima scelta che colpisce è quella delle pedivelle: Del Toro, nonostante le gambe lunghe, utilizza pedivelle molto corte, addirittura da 165 millimetri. Per lui dunque sono cortissime.

Questo gli consente di far girare più rapidamente la gamba e sfruttare al massimo gli sviluppi metrici, ci spiegavano i meccanici, specie in combinazione con corone maggiorate: adotta un 54-40 Shimano sia nella versione tradizionale sia nel setup da gara con Carbon-Ti, anche se in quel caso sposa la filosofia di Tadej con il 55. In sostanza una pedalata piena, ma un minor tempo morto: questo è il concetto alla base.

Restando in tema Carbon-Ti, spicca il forcellino posteriore. Era già comparso in alcune gare la scorsa stagione, ma ora è di serie su tutte le bici della UAE Emirates, sia V5Rs sia Y1Rs.
«Questo componente – ci ha detto Alberto Chiesa, uno dei meccanici storici del team – è più rigido e oltre a rendere la cambiata più sicura, contribuisce a far scorrere meglio la catena e a guadagnare qualche watt».

Assieme al forcellino in ergal sono nuove anche le viterie del manubrio e la placca in carbonio che serra il manubrio all’expander della forcella, riconoscibili dal colore rosso.

“Dieta” da marginal gain

Non è tutto. In un’ottica di ottimizzazione continua siamo nel pieno dei marginal gains, d’altra parte partendo da un livello così alto è difficile migliorare. Tuttavia Elite ci è riuscita. Il brand veneto ha lavorato molto sui portaborraccia. Con un intervento mirato sono riusciti a togliere 9 grammi da ciascuno: sembrano pochi, ma a partire da una base già leggera la riduzione è pari a circa il 30 per cento. I tecnici di Elite ci hanno confermato che in squadra sono molto soddisfatti del risultato.
«Non essendo in carbonio ma in una plastica speciale – spiegano – risultano leggermente meno rigidi e questo fa sì che anche sullo sconnesso le borracce restino ben aderenti. Non a caso Mattia De Marchi li utilizza anche nelle sue gare gravel».

Del Toro, come i suoi compagni, si sta allenando con coperture Continental GP 5000 S da 30 millimetri, mentre in gara dovrebbero tornare ai 28. C’è però chi ipotizza l’arrivo di nuove gomme da 30 millimetri anche per le corse.

Per quanto riguarda la sella, utilizza una Fizik Argo R1 Adaptive 3D con punta più bassa di circa 1,5 centimetri. Il pacco pignoni è il classico 11-34 Shimano, abbinato ovviamente al Dura Ace Di2, il top di gamma del marchio giapponese. Del Toro adotta inoltre una soluzione personale: un secondo comando aggiuntivo all’interno della piega per cambiare in presa bassa o durante gli attacchi.

«Di base – conclude Chiesa – Isaac è un ragazzo d’oro. Usa sempre lo stesso setup, cambia pochissimo e quando chiede qualcosa ti ringrazia sempre. Fossero tutti così».