Bianchi e Bahrain

Bianchi e Bahrain: sviluppo, ricerca e reparto corse

24.07.2026
7 min
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La tecnica e i materiali, si sa, sono sempre più influenti nel ciclismo moderno. In molti casi il rapporto tra aziende e team è diventato una collaborazione profonda che spesso si trasforma in un vero lavoro di ricerca e sviluppo. Una squadra che quest’anno ha vissuto una rivoluzione importante è la Bahrain-Victorious, passata dalla partnership con Merida a quella con Bianchi.

Una scelta significativa, che va di pari passo con le ambizioni dell’azienda e del team e che vede una figura centrale in questo rapporto: Simone Toccafondi. E’ lui il tecnico che fa da ponte tra la squadra e Bianchi. Dai feedback degli atleti alle specifiche per la produzione. Forse è ancora presto per parlare di uno sviluppo completo del prodotto, proprio perché questa collaborazione è giovane e serve tempo. Cerchiamo però di capire meglio come questo storico marchio, simbolo del ciclismo italiano, stia portando avanti questa partnership. Lo facciamo proprio con Toccafondi.

Da questo inverno Simone Toccafondi è diventato il referente per Bianchi con i corridori
Da questo inverno Simone Toccafondi è diventato il referente per Bianchi con i corridori (immagine da screenshot)
Da questo inverno Simone Toccafondi è diventato il referente per Bianchi con i corridori
Da questo inverno Simone Toccafondi è diventato il referente per Bianchi con i corridori (immagine da screenshot)
Simone, partiamo proprio dalla nascita di questa collaborazione…

Direi che è stato un approccio tradizionale per una collaborazione fra team e azienda. La squadra ha avuto la possibilità di provare diversi modelli disponibili nel catalogo Bianchi e alla fine ha scelto principalmente Oltre e Specialissima RC. Bahrain, come tutte le altre squadre in questa fase, ha espresso grande interesse prima per l’aspetto aerodinamico e poi anche per la leggerezza. Credo che oggi un team, una volta raggiunto il limite UCI dei 6,8 chili, concentri la propria ricerca soprattutto sull’aerodinamica. Lo vediamo anche con i due team di riferimento. Visma-Lease a Bike e UAE Emirates utilizzano quasi esclusivamente i modelli aero.

Una delle prime cose su cui siete intervenuti è stata la guarnitura, la Elilee X310 Carbon Crankset, che ha uno speciale asse in titanio…

Questa è una specifica richiesta del team e sposa il concetto di leggerezza, ma anche di rigidità. E’ una scelta tecnica soprattutto della squadra, ma condivisa e validata da tutti.

Bianchi produce anche specifiche come il manubrio. Soluzioni ideali per lo sviluppo di una bici nel suo insieme
Bianchi produce anche specifiche come il manubrio. Soluzioni ideali per lo sviluppo di una bici nel suo insieme
Bianchi produce anche specifiche come il manubrio. Soluzioni ideali per lo sviluppo di una bici nel suo insieme
Bianchi produce anche specifiche come il manubrio. Soluzioni ideali per lo sviluppo di una bici nel suo insieme
Tu, Simone, da anni sei abituato ad ascoltare i feedback degli atleti. In Bahrain Victorious con chi ti interfacciavi maggiormente?

Con Matej Mohoric soprattutto. Lui è davvero un tecnico, molto sensibile. Ma mi confrontavo parecchio anche con Damiano Caruso. I feedback degli atleti sono fondamentali. Da quest’anno stiamo lavorando affinché le loro indicazioni sui modelli utilizzati possano arrivare al gruppo di ingegneri di Bianchi ed essere sfruttate nello sviluppo dei prodotti.

E qual è stato il loro primo approccio?

Devo dire che è stato molto positivo. Già quando abbiamo consegnato le prime bici, gli atleti hanno validato la bontà del prodotto. All’interno della squadra esiste poi un performance team composto da diversi profili tecnici che cerca di utilizzare sia i dati oggettivi, cioè quelli misurati nei test, nelle corse e negli allenamenti, sia quelli soggettivi. Tutto contribuisce a prendere decisioni migliori, sia nello sviluppo del prodotto sia nella definizione dei vari setup.

La Bianchi Oltre RC del team Bahrain-Victorious
La Bianchi Oltre RC del team Bahrain-Victorious
La Bianchi Oltre RC del team Bahrain-Victorious
La Bianchi Oltre RC del team Bahrain-Victorious
In questo Tour de France i corridori della Bahrain stanno utilizzando quasi esclusivamente la Bianchi Oltre. Da quando è iniziata questa partnership i modelli hanno subito delle variazioni?

Assolutamente no. Le bici che vedete sono identiche a quelle consegnate all’inizio dell’inverno. Almeno per ora. I parametri aerodinamici erano già perfettamente in linea con le esigenze della squadra. Lo stesso vale per il peso. Alcune biciclette, soprattutto quelle di taglia più piccola, sfiorano il limite dei 6,8 chili.

Simone, vediamo sempre più squadre avere un modello aero e uno più versatile. Tu come catalogheresti la Bianchi Oltre che stanno usando al Tour? Aero o versatile?

Anche se è aero, per me la Oltre è una bici versatile. I ragazzi ci hanno corso dappertutto: dalle tappe di montagna fino a classiche come la Roubaix. Come ripeto, è una bici che il performance team e i corridori apprezzano moltissimo. Alla fine nasce per le competizioni.

La gurnitura Ellex che da questa stagione è stata scelta in casa Bahrain
La guarnitura Elilee X310 Carbon che da questa stagione è stata scelta in casa Bahrain
La gurnitura Ellex che da questa stagione è stata scelta in casa Bahrain
La guarnitura Elilee X310 Carbon che da questa stagione è stata scelta in casa Bahrain
In Bianchi producete anche componenti molto importanti, come il manubrio. Su questo pezzo avete effettuato degli interventi?

Sì. Su alcune misure abbiamo introdotto l’attacco da 140 millimetri e contemporaneamente abbiamo lavorato sulla larghezza. Insomma, siamo andati incontro alle esigenze richieste dai nuovi cockpit dei professionisti.

Ruote e gruppo: come avete trovato la quadra?

La squadra ci ha dato direttive piuttosto precise. Per quanto riguarda le ruote, c’è la partnership con Vision che dura ormai da molti anni. Lo stesso vale per Shimano, che tra l’altro è un nostro ottimo partner. Non nascondo che abbiamo provato anche altre ruote, ma chiaramente non posso rivelare i risultati. Se si progettassero ruota e telaio insieme, fin dall’inizio, si potrebbero ottenere risultati differenti e magari anche migliori. Ma sono progetti che partono da zero. Posso comunque assicurare che la squadra è soddisfatta del materiale che utilizza. Parliamo di prodotti di altissimo livello e di test che hanno dato risultati molto validi.

Guardando al futuro, come vi orienterete nello sviluppo? Darete voi delle direttive oppure seguirete soprattutto le indicazioni del team?

Non nego che ci sarà sempre più dialogo fra i vari partner. Bisogna però considerare che molto dipende anche dai rispettivi processi produttivi dei singoli marchi.

Bianchi. Come per il manubrio, poter sviluppare una bici amalgamando tutti i componenti può aumentare la prestazioni. Anche al netto di specifiche singole molto valide
Come per il manubrio, poter sviluppare una bici amalgamando tutti i componenti può aumentare la prestazioni. Anche al netto di specifiche singole molto valide
Bianchi. Come per il manubrio, poter sviluppare una bici amalgamando tutti i componenti può aumentare la prestazioni. Anche al netto di specifiche singole molto valide
Come per il manubrio, poter sviluppare una bici amalgamando tutti i componenti può aumentare la prestazioni. Anche al netto di specifiche singole molto valide
E sappiamo che Shimano, essendo un colosso mondiale, non è rapidissimo quando si tratta di modificare qualche specifica…

Sì, ma devo dire che anche Shimano sta cambiando sotto questo aspetto. E poi bisogna riconoscere una cosa: con Shimano si parte da un livello di affidabilità elevatissimo. Questo rappresenta un benchmark molto forte anche per i corridori. Non è un dettaglio: quando un atleta sa che un prodotto è affidabile, cambia molto.

Cosa intendi?

Per me è fondamentale, ed è anche il metodo che vorrei proporre, che qualsiasi componente venga testato prima di essere utilizzato. Se la squadra ci dice che vuole adottare una soluzione particolare, va benissimo. Ma prima bisogna provarla, e provarla davvero. C’è un aspetto che spesso viene sottovalutato. Se durante una diretta televisiva un corridore ha un problema tecnico, tutti dicono che ha perso per colpa della bici. Al massimo, i più esperti danno la colpa al gruppo. Magari invece si è rotto tutt’altro.

Ci fai un esempio?

So che alcuni team utilizzano componenti stampati in 3D e poi succede quello che succede. Magari si rompe un accessorio, come un supporto per il ciclocomputer. Finisce nei raggi oppure colpisce un altro corridore, creando problemi anche seri. Per noi di Bianchi i test sono un passaggio obbligatorio. Inoltre bisogna fidarsi del fatto che chi monta la bici e lo stesso corridore non siano troppo creativi, ma rispettino le direttive previste per il prodotto e il suo montaggio.

Bianchi. Mohoric è colui che più contribuisce a dare feedback
Mohoric è colui che, in squadra, contribuisce di più a dare feedback tecnici
Bianchi. Mohoric è colui che più contribuisce a dare feedback
Mohoric è colui che, in squadra, contribuisce di più a dare feedback tecnici
Simone, per anni sei stato il ponte fra un team e un marchio importante come Specialized e poi con BMC. Stai trasferendo questa esperienza in Bianchi? E’ molto diverso il metodo di lavoro?

Sono culture differenti ed è giusto che sia così. Non ho ancora avuto modo tanto di cambiare la cultura aziendale, quanto di portare l’idea del reparto corse. Paradossalmente Bianchi è stata la prima ad averlo, ma oggi va rilanciato e rafforzato. La mia idea è quella di mettere l’atleta al centro, mantenendo sempre il focus sulla performance. Ed è proprio su questo che stiamo lavorando.

Immaginiamo che non sia un processo immediato…

In effetti è un percorso lungo. Però ho trovato un gruppo di persone volenterose e soprattutto molto competenti. Dal punto di vista tecnico non c’è gap. C’è piuttosto una differenza di esperienza. Specialized, da dove provengo, ha costruito gran parte della propria forza proprio sul rapporto con gli atleti. Bianchi vuole creare questa stessa condizione. E’ un processo di medio-lungo periodo. Oggi siamo ancora in una fase creativa, nella quale dobbiamo amalgamare tutto. Le esigenze dei migliori corridori del mondo sono estreme e la vera sfida consiste nel trasformare il loro dato soggettivo in un dato oggettivo.