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Dalla Slovenia l’acuto di Ulissi, l’uomo di Tokyo…

13.06.2021
4 min
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Diego a Tokyo c’è già stato ed ha anche vinto (foto di apertura), perciò da ieri sera ha un pensiero felice in più che gli frulla per la testa. Era il 21 luglio del 2019 e il toscano si presentò da solo sul traguardo che il 24 luglio assegnerà l’oro del ciclismo su strada. E ieri, sulle strade slovene di Nova Gorica, con l’obiettivo della maglia tricolore e la concreta possibilità di andare alle Olimpiadi, Diego Ulissi ha chiuso in qualche modo anche il cerchio del destino. Ha vinto la tappa del Giro di Slovenia e si è rimesso in cammino. Una strada che, sebbene abbia solo 32 anni, va avanti nel professionismo già da 12 stagioni.

Al Giro d’Italia ha ritrovato buone sensazioni nella terza settimana
Al Giro d’Italia ha ritrovato buone sensazioni nella terza settimana

Stop: è il cuore

Quando ti fermano perché pare ci siano delle anomalie al cuore, non è semplice rimettersi in traiettoria: che ne sai di cosa significhi davvero? Una gamba rotta la vedi, la tocchi e ti fa male. Il cuore con l’extrasistole al massimo è una sensazione, ma se poi le hai sempre avute, pensi anche che sia normale.

«Infatti all’inizio ho avuto paura – ci ha detto – soprattutto per la mia salute. La carriera passa in secondo piano, ma l’affetto delle persone accanto mi ha aiutato a passarci in mezzo. E’ stato tutto un fatto di testa. Fisicamente non sentivo niente, sono sempre stato bene. Ma di colpo è arrivata questa diagnosi, ho dovuto fermarmi e la testa ha lavorato parecchio. E’ stato un misto di paura e sconforto. La speranza di tornare e fare quello che ho sempre fatto. La paura di non poterlo più fare. Poi finalmente è arrivato il nulla osta, come una liberazione».

Dalla Spagna al Giro

Ha riattaccato il numero al Gp Indurain del 3 aprile, la corsa del ritorno alla vittoria di Valverde. Il Giro dei Paesi Baschi che partiva due giorni dopo era nei programmi, ma non si poteva dire per le cautele necessarie. Poi la Freccia Vallone non conclusa e i primi segni di risveglio al Romandia, con bei piazzamenti nelle ultime tappe. Il Giro d’Italia poteva essere il palcoscenico del rilancio oppure un ostacolo troppo alto, ma Diego l’ha preso a piccoli passi. E se pure non è riuscito a infilarsi nelle tappe più adatte, nella terza settimana è scattato qualcosa. Quarto a Sega di Ala, quinto a Stradella.

«Se durante la convalescenza è stato più un fatto mentale – ha detto a fine Giro – qui hanno fatto più le gambe della testa. E’ stato bene crescere gradualmente e non compromettere il resto della stagione. Il Giro d’Italia è stato sicuramente un passaggio utile per il resto dell’anno. E le Olimpiadi sono un sogno per chiunque, anche per me».

La Slovenia gli porta bene: aveva già vinto la classifica nel 2011 e qui nel 2019
La Slovenia gli porta bene: aveva già vinto la classifica nel 2011 e qui nel 2019

Tokyo chiama

Il Giro di Slovenia gli ha sempre portato bene. E mentre Pogacar lo ha abbracciato come se avesse vinto suo fratello, la memoria va a quando il livornese, 22 anni ancora da compiere, ci arrivò nel 2011 dopo aver vinto la tappa di Tirano al Giro d’Italia e si prese la vittoria finale. Tornò nel 2016 per vincere una crono e nel 2019 arrivarono nuovamente una tappa e la classifica generale. Anche allora uscì dal Giro senza vittorie, poi però vinse a Lugano, si prese lo Slovenia, arrivò quarto ai campionati italiani e volò a Tokyo.

«Era importante esserci – disse dopo l’arrivo di quel test – perché solo la gara ti fa capire le reali difficoltà del percorso. Alle Olimpiadi sarà durissima».

Nel luglio del 2019, l’Italia di Cassani volò a Tokyo con Formolo, Ulissi, Cataldo e Masnada
Nel luglio del 2019, l’Italia di Cassani volò a Tokyo con Formolo, Ulissi, Cataldo e Masnada

Un bel déjà vu

L’Italia volò in Giappone con Ulissi, Formolo fresco di tricolore, Cataldo e Masnada, ancora corridore dell’Androni e vincitore al Giro della tappa di San Giovanni Rotondo.

«Non sta a me scegliere – ha detto Diego commentando la vittoria – ma se serve, sono pronto. Sono veramente felice. Al Giro d’Italia nell’ultima settimana avevo avuto ottime sensazioni e questa volta ho sfruttato al meglio la condizione, grazie anche a una grandissima squadra. E’ bello dopo un inverno così difficile, di aver ritrovato ottime sensazioni e un’ottima gamba. Sono davvero contento».