Giuseppe Archetti al Giro 2019

Meccanici cosa si ricompra per la nuova stagione?

26.11.2020
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Durante la stagione i meccanici cambiano una miriade di componenti soddisfacendo le richieste dei corridori. Ci siamo chiesti se ci sono degli attrezzi o dei materiali che all’inizio di quella nuova non devono proprio mancare. Così abbiamo sentito alcuni meccanici di alcune squadre per farci raccontare le loro esigenze.

Il calibro non deve mancare

Iniziamo da Giuseppe Archetti, responsabile dei meccanici dell’UAE Team Emirates e anche meccanico della nazionale italiana.
«Direi che attrezzi da lavoro tipo chiavi esagonali, forbici, pinze varie, non li cambiamo spesso, almeno che non si siano rotte – esordisce così Archetti – ma è difficile, di solito durano qualche anno».

Il discorso cambia un po’ se cambia il marchio dei gruppi in dotazione alla squadra. «Nel caso in cui si cambia l’azienda che fornisce i gruppi allora bisogna cambiare alcune chiavi particolari per i serraggi, perché ogni marchio ha la sua».

Ma c’è un attrezzo che proprio non deve mancare: «E’ il calibro per il forcellino del cambio posteriore, perché con gli spazi stretti dei cambi moderni se non hai questo attrezzo, che ti permette di tenere la catena in linea con la ruota posteriore, allora sono guai».

E poi c’è la chiave dinamometrica: «A forza di prendere una botta di qua e una di la ogni tanto la cambiamo perché si sballa un po’, ed è importante averla per i serraggi corretti».

chiave dinamometrica
La chiave dinamometrica è tra gli strumenti più controllati
Chiave dinamometrica
La chiave dinamometrica è una delle più controllate e tenuta con maggiore cura

Il camion deve essere funzionante

Matteo Cornacchione è uno dei meccanici del Team Ineos Grenadiers e anche lui ci fornisce particolari interessanti.

«Diciamo che noi siamo ben messi con Unior – dice – che è l’azienda che ci rifornisce di attrezzatura. Non ci sono chissà quali chiavi da sostituire, perché di solito durano qualche anno. Ti dico che le uniche che cambiamo ogni anno sono le brugole da 2, 3 e 4 millimetri, perché sono quelle che usiamo maggiormente per i serraggi dei manubri e selle. Quelle un po’ si rovinano e allora le cambiamo a inizio anno per stare sicuri».

Ma c’è un grande lavoro che i meccanici della Ineos fanno ogni anno prima della stagione ed è quella di controllare che tutto funzioni sul camion.

«A dicembre, la settimana prima del raduno con i corridori – spiega – controlliamo che tutto funzioni sul camion officina. Controlliamo l’idropulitrice, perché se non funziona quella sono guai. Guardiamo se il frigorifero, la lavatrice, le scalette interne e i cassetti sono tutti funzionanti. Una volta fatto questo, il camion va a fare il tagliando e poi lo riforniamo con il materiale che ci può servire per almeno un mese di gare».

Cavaletto Bicisupport
Anche i cavaletti più rovinati vengono sostituiti
Cavaletto Bicisupport
Anche i cavaletti più rovinati vengono sostituiti a inzio stagione

Occhio alla dinamometrica

Passando in casa Trek Segafredo, Mauro Adobati è più o meno sulla stessa linea.

«Non cambiamo molte chiavi – spiega – le uniche che si usurano durante la stagione e preferiamo avere nuove ogni anno sono le torx e le brugole da 4 e 5 millimetri, che sono quelle che usiamo per stringere i manubri, le pinze dei freni a disco e il reggisella».

Anche per Adobati la dinamometrica è un attrezzo da tenere in ordine.
«La dinamometrica non la cambiamo tutti gli anni – dice – però cambiamo l’innesto alla chiave per non rischiare. Sai, a forza di stringere, gli innesti si arrotondano e si rovinano. Poi cambiamo i cavalletti più rovinati, ma più per una questione estetica a cui gli sponsor tengono molto, giustamente».

Mauro Adobati ci fa notare che: «cambiando le bici tutti gli anni, abbiamo tutto nuovo e quindi non c’è una grande usura degli attrezzi. E poi veniamo riforniti di molto materiale ogni anno quindi abbiamo tutto in abbondanza».

Le chiavi a brugola e le Torx sono fra le più sostituite
Le chiavi a brugola e le Torx sono fra le più sostituite
Le chiavi a brugola e le Torx sono fra le più sostituite
Le chiavi a brugola e le Torx sono fra le più sostituite all’inizio di ogni stagione

Se cambia il gruppo, allora…

Uno dei meccanici più esperti del gruppo è Nazareno Berto che ora è in forze alla Bardiani CSF.
«A inizio anno – dice – cambiamo qualche chiave torx e le brugole da 2, 3, 4 e 5 millimetri, per il resto abbiamo i nostri attrezzi che usiamo finché non si rompono, ma è difficile».

Berto ci conferma quanto detto da Archetti: «C’è bisogno di attrezzi nuovi solo quando si cambia il marchio del gruppo, se passi da Shimano a Campagnolo o Sram. In quel caso ti servono attrezzi specifici per ogni marchio, soprattutto per l’impianto idraulico dei freni a disco, perché ogni azienda ha il suo sistema, le sue pastiglie, le guaine, le siringhe per l’olio, le pinze freni diverse. In quel caso allora bisogna rifornirsi di nuovo e non deve mancare nulla»

Portaborraccia BMC

Perché cadono così tante borracce?

09.10.2020
2 min
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Durante il Giro d’Italia è emerso con forza il problema delle borracce che vengono perse dai corridori e rotolano fra le ruote del gruppo. L’episodio che ha accesso i riflettori su questo problema è la brutta caduta che ha costretto Geraint Thomas al ritiro. Noi di bici.PRO abbiamo sentito in merito Nazzareno Berto, attuale meccanico del Team Bardiani CSF Faizané ed ex professionista dei primi anni 80.

Cambio di materiali

Il punto che ci interessa approfondire con Berto è capire se è cambiato qualcosa nella forma o nei materiali utilizzati.
«Una volta i portaborraccia erano in alluminio e si potevano stringere e allargare in base alle necessità, ora con i materiali nuovi questo non si può più fare. Quelli in plastica quando sono nuovi sono molto duri, quasi si fatica ad infilare la borraccia, però dopo un po’ si smollano». Il primo punto che emerge anche dall’esperienza di Berto è che i materiali sono cambiati. Ma non sono solo i materiali ad essere cambiati «In più c’è da dire – aggiunge Berto – che la forma dei nuovi portaborraccia è sicuramente molto bella esteticamente, ma forse quelli vecchi erano più funzionali. Quelli di oggi danno meno copertura alla borraccia rispetto a quelli di una volta».

Giro d'Italia 2020, borracce, team CCC
Portaborracce e borracce, tema dibattuto al Giro
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Attenzione ai dossi

Nazareno Berto fa una riflessione molto interessante anche sulle strade. «Quando correvo io e fino a pochi anni fa, sulle strade non c’erano tanti dossi. Adesso i corridori per superarli spesso saltano con la bicicletta e al momento della ricaduta capita che la borraccia voli via».

Un altro fattore che influenza la tenuta delle borracce è proprio la natura della sede stradale. Infatti come sottolineato da Berto, i dossi sempre più numerosi possono costituire una variabile importante. Proprio in tema di imperfezioni del terreno, il meccanico della Bardiani ci ha svelato un accorgimento che apportava durante la campagna del nord, dove il pavé è la regola.
«Quando dovevamo fare le gare sul pavé, prendevamo della carta vetrata e con del biadesivo l’attaccavamo al portaborraccia. In questo modo cercavamo di evitare di perdere le borracce nei tratti di pavé. Solo che anche questa soluzione con i materiali e le forme moderni non si può più fare».

Chi si ricorda i portaborraccia in alluminio o i primi realizzati in plastica, saprà che spesso c’erano delle piccole parti in gomma. Proprio su queste veniva posto il biadesivo. Oggi la gomma non è più fra i materiali presenti sui portaborraccia.
Chissà se qualche azienda non stia già pensando a un ritorno alle vecchie soluzioni.