Filippo Ganna, Mileto-Caigliatello, Giro d'Italia 2020

Una tempesta nel cuore di Filippo

Giada Gambino
07.10.2020
3 min
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Sottili gocce d’acqua sfiorano la pelle di Filippo, scivolando via lungo i muscoli stremati. Si volta, non vede più nessuno, non sa se è la nebbia che gli oscura la visuale o se è veramente riuscito a staccare gli ultimi compagni di fuga De Gendt e Rubio. E in quell’istante, quando il suo sguardo incredulo scruta alle sue spalle, capisce che può farcela.

Filippo Ganna, Mileto-Camigliatello, Giro d'Italia 2020
In piena azione sulla salita finale, aggrappandosi a ogni energia residua
Filippo Ganna, Mileto-Camigliatello, Giro d'Italia 2020
In azione sulla salita finale, aggrappandosi a ogni energia

Si alza sui pedali, tira fuori la lingua e spinge con gran forza la catena posta sul 53×25. Intorno a lui solo il buio del bosco, il grigio del cielo e il nero dell’asfalto. Però, ogni tanto, qualche tifoso, ritrovandosi davanti Filippo Ganna, grida a più non posso trasportato dall’emozione nel vedere da solo in salita il gigante delle crono; dando così alla cupa corsa…un tocco di colore. 

Ed ecco che, dopo la lunghissima fuga iniziata fin dai primi chilometri della corsa in compagnia di altri sette corridori tra cui il suo compagno di squadra Puccio, Pippo inizia la sua inusuale crono in salita, lanciato verso un nuovo traguardo, tanto inaspettato quanto sognato.

Filippo Ganna, Mileto-Camigliatello, Giro d'Italia 2020
All’arrivo in lacrime per un’impresa a dir poco inattesa
Filippo Ganna, Mileto-Camigliatello, Giro d'Italia 2020
All’arrivo in lacrime per l’impresa inattesa

C’è freddo, ma il cuore di Ganna pulsa sangue carico di energia ed adrenalina. Lui, che pesa 83 chili ed è alto 1,95, sembra volare anche in salita. Ha gli occhi lucidi, carichi di emozione e di un pizzico di cattiveria agonistica. Vuole farcela, sa che può, sa che tutti fanno il tifo per lui e per quella che si può considerare a tutti gli effetti un’impresa.

Improvvisamente succede qualcosa, Filippo si agita, non gli funziona più la radiolina; non sa quale sia il suo vantaggio, se dietro qualcuno è in rimonta o se può proseguire del suo passo. Da una moto lo rassicurano, gli dicono che può stare tranquillo, che il gruppo è lontano e che l’arrivo è vicino. 

Filippo Ganna, Mileto-Camigliatello, Giro d'Italia 2020
Sull’arrivo l’abbraccio con Tao Geoghegan Hart, 19° al traguardo
Filippo Ganna, Mileto-Camigliatello, Giro d'Italia 2020
Sull’arrivo l’abbraccio con Tao Geoghegan Hart

Quando capisce che il sogno sta per diventare realtà pensa, inevitabilmente, a Puccio: doveva esserci lui al suo posto secondo quanto pianificato la mattina dalla squadra. E, invece, è stato proprio Salvatore che da buon “fratello maggiore”, finché è stato al fianco del giovane gigantesco cronoman, lo ha consigliato, dall’alto della sua esperienza, su come alimentarsi e conservare le energie lungo tutta la fuga: consigli preziosi!  A credere fortemente in questa fuga era stato soprattutto Geraint Thomas che la sera prima, in seguito al suo ritiro, aveva inviato un messaggio di incitamento al corridore di Verbania. 

Filippo vede la linea del traguardo da lontano; si volta, è ancora solo, è lui il protagonista indiscusso. Piange, non riesce a crederci.  Pensa a suo padre e a quando gli diceva che la propria squadra è sacra; così, stacca le mani dal manubrio ed indica il nome stampato sulla sua maglia Ineos Grenadiers. Dopo la vittoria della prima tappa a Palermo e la consequenziale conquista della maglia rosa: anche la quinta tappa del Giro 2020 è sua… Chi l’avrebbe mai detto!

Filippo_Ganna_crono_Palermo_Giro2020

Cioni e Ganna, il gatto e la volpe…

03.10.2020
4 min
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Cioni e Ganna, come il gatto e la volpe. Dopo la Tirreno, hanno sbancato Imola. E dopo Imola, è toccato a Palermo. Dietro la maglia rosa di Ganna, ottenuta con la vittoria nella prima tappa, c’è tanto dell’uno e tanto dell’altro. C’è lo studio del Team Ineos-Grenadier. Basta rileggerne la giornata, per rendersi conto.

Cioni studia il vento

Prima le previsioni del tempo, studiate da tre giorni prima. Il vento. Da dove arriva. Come cambia. A che ora cambia. A che ora sale e a che ora scende. Una volta avuto in mano il report esatto, al momento di stabilire l’orario di partenza, hanno deciso di far andare prima Dennis (14,14), poi Thomas (14,36), infine Ganna (14,58), in modo che le singole ammiraglie potessero condividere le informazioni sulle variazioni del meteo.

Filippo_Ganna_crono_Palermo_Giro2020
In piena azione in Corso Calatafimi, con le mani sulle protesi in titanio
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In piena azione in Corso Calatafimi, con le mani sulle protesi in titanio

Messaggio di Ganna a Viviani

Alla vigilia, cosa che non aveva fatto prima del mondiale, Ganna ha mandato un messaggio a Viviani. Come gli capita di fare in pista ogni volta che una prova lo inquieta.

«Questa volta – racconta la maglia rosa – avevo paura della discesa. Non è facile buttarsi a quasi cento all’ora con le mani sulle appendici e quel ventaccio. Al primo tornante sono arrivato lungo, mi ha salvato la vita il freno anteriore. Non mi ero reso conto di quanto stessi andando forte».

Ma Viviani come al solito ha tagliato corto: «Pesi più di 70 chili – ha scritto – cosa vuoi che ti faccia un po’ di vento?».

Colazione alle 9

Ganna ha fatto colazione in hotel alle 9 e alle 10 le ammiraglie della Ineos-Grenadier si sono spostate dall’hotel di Isola delle Femmine alla circonvallazione di Monreale, dove erano parcheggiati i pullman. A quell’ora, lo scirocco aveva già incendiato l’aria, con temperature prossime ai 37 gradi. Un forno! E che raffiche…

«Avevamo già visto la parte iniziale il giorno prima – ricorda Cioni – ma non era stato possibile andare oltre il quarto chilometro. Io l’ho fatta in bici, ma non mi sono reso conto di nulla. Così appena arrivati abbiamo fatto questo giro del percorso senza spingere, ma per mandare a mente ogni insidia. Come voleva fare le curve. Se c’erano buche o tombini in traiettoria. Cose viste da lui e riportate da me. Abbiamo fatto tante crono insieme, lui si fida e il sistema funziona».

Ganna ha confermato: «Ho pensato essenzialmente a non cadere – ha detto – perché diversi hanno avuto problemi. Ho pensato a guidare la mia bici. E la bici, posso giurarvelo, diventa una lama. Ho impostato bene le linee, con Cioni dietro che mi diceva dov’erano i tombini».

Filippo_Ganna_crono_Palermo_Giro2020_rosa
La maglia rosa sopra a quella iridata: il premio per un giorno pazzesco
Filippo_Ganna_crono_Palermo_Giro2020_rosa
La maglia rosa sopra a quella iridata: il premio per un giorno pazzesco

Il pranzo in ammiraglia

Nella risalita verso la partenza, Ganna ha consumato il solito pasto pre-gara a base di riso. Magari avrebbe fatto volentieri un altro giro, ma tornare a Monreale da Palermo non era così semplice e si sono accontentati della prima osservazione.

«Filippo è salito sui rulli per 25 minuti – spiega Cioni – facendo i lavori che ormai conosce a memoria. Ognuno conosce la sua routine, che non cambia, a meno che non ci siano distanze troppo lunghe o percorsi particolari. Durante il riscaldamento ha mandato giù un gel ed è partito senza borraccia. Per così poco tempo si sta bene senza bere».

Fra le annotazioni tecniche più singolari, la magnesite che Ganna ha messo sulle mani al momento di partire.

«Nelle crono – spiega – non si usano i soliti guanti e per tenere le mani asciutte sul manubrio, quella polvere è molto utile».

Ganna, l’attesa snervante

Il nervosismo che il giorno prima lo ha spinto a scrivere a Viviani, sull’arrivo lo ha gestito da sé. Seduto sulla hot-seat, Ganna ha assistito allo sfilare dei rivali più accreditati. E quando anche Affini ha tagliato il traguardo, la sua mimica è stata eloquente. In meno di sette giorni, sulle sue spalle sono cadute la maglia iridata e la maglia rosa, risultato rispettivamente delle vittorie ai campionati del mondo crono e della prima tappa del Giro d’Italia.

«Finora ha vinto quattro mondiali in pista – ha detto prima di salutare – uno della crono e adesso è venuta questa crono. Speriamo di non finire proprio adesso. Piuttosto, visto il settimo posto di Sobrero? Adesso gli scrivo un messaggio, ha fatto proprio una bella crono».