Cadex 42 tubolar

Le ruote sulle strade del Giro d’Italia

23.10.2020
4 min
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Nel ciclismo moderno l’efficienza aerodinamica e la scorrevolezza sono diventati i fattori più importanti da ricercare, quasi più della leggerezza. In quest’ottica le ruote hanno acquisito una grandissima importanza. Non è un caso che i corridori cambiano il tipo di ruote in base al percorso o alle condizioni climatiche. Questo permette di variare l’assetto delle biciclette, potremo dire che lo stesso telaio offre sensazioni diverse in base alle ruote che si montano. Noi di bici.PRO abbiamo dato uno sguardo alle ruote usate dai team al Giro d’Italia.

Ruote per tutti

Un elemento che ci è saltato subito all’occhio è che non ci sono ruote particolari o fatte su misura, ma sono tutti modelli che si trovano in commercio. Questo è dovuto a più fattori, innanzitutto la qualità dei materiali moderni, i processi produttivi evoluti e la ricerca e sviluppo sempre più spinta. Inoltre bisogna ricordare che i telai e i componenti che usano i professionisti devono essere per regolamento materiali che si trovano in commercio. Quindi non vedremo più la ruota fatta solo per il singolo corridore come avveniva fino ad alcuni anni fa.

Le Roval Rapide CLX 50 della Deceuninck Quick-Step
Le Roval Rapide CLX 50 in dotazione alla Deceuninck Quick-Step e la Bora-Hansgrohe

Cerchi alti e larghi

Partiamo dalle ruote con profili più alti, fra queste spiccano le Roval Rapide CLX 50 in dotazione alla Bora-Hansgrohe e alla Deceuninck-Quick Step. Queste ruote vantano un profilo differenziato di 51 millimetri all’anteriore e 60 millimetri al posteriore con un peso rispettivamente di 649 e 751 grammi per un peso complessivo di 1.400 grammi. La larghezza del canale interno è di 21 millimetri per entrambi i cerchi. Il mozzo è Roval con cuscinetti DT Swiss EXP. Le Roval sono disponibili per solo copertoncino e freno a disco.

Le Enve 5.6 in dotazione alla NTT Pro Cycling
Le Enve 5.6 in dotazione alla NTT Pro Cycling con profili differenziati

Profili differenziati anche per le Enve SES 5.6 in dotazione alla NTT Pro Cycling. In questo caso oltre al profilo diverso c’è anche la larghezza del canale differente. La ruota anteriore ha un’altezza di 54 millimetri con una larghezza del canale esterno di 29 millimetri, mentre per la posteriore il profilo è di 63 millimetri con una larghezza di 28 millimetri. C’è da dire che la larghezza del canale interno è di 19 millimetri per entrambe le ruote. La scelta dei profili e della larghezza esterna diversi è fatta per migliorare l’aerodinamica soprattutto in caso di vento laterale. Il peso nella versione tubolare è di 1.372 grammi.

Le Black Inc Sixty sono ruote dal profilo di 56 millimetri
Le ruote Black Inc Sixty con profilo da 56 millimetri in dotazione alla Israel Start Up Nation

Alto profilo anche per le Black Inc Sixty in dotazione al Team Israel Start Up Nation. In questo caso il profilo è 56 millimetri per entrambe le ruote con una larghezza esterna del cerchio di 30 millimetri, che diventano 21 interni. La forma del cerchio è stata ideata per lavorare aerodinamicamente al meglio con pneumatici da 25 e 28 millimetri di larghezza. Il peso è di 1.575 grammi.

Le Bora One 50 di Campagnolo con raggiatura G3
Le Bora One 50 di Campagnolo hanno una raggiatura G3 tipica del marchio italiano

Profilo da 50 millimetri per le Campagnolo Bora One della Lotto Soudal. Le ruote italiane hanno una larghezza esterna del cerchio di 24,2 millimetri e sono disponibili sia per tubolare che per copertoncino/tubeless. Le prime pesano 1.348 grammi, mentre le seconde si attestano a 1.507 grammi. Il mozzo monolitico in alluminio è dotato di cuscinetti USB (Ultra Smooth Bearings). Da sottolineare la raggiatura G3 alla ruota posteriore tipica di Campagnolo.

Le Zipp 303 NSW con la superficie stile pallina da golf
Le Zipp 303 NSW vantano una superficie che richiama la forma delle palline da golf

Profilo leggermente più basso per le Zipp 303 NSW in dotazione al Team Movistar. Queste ruote vantano un’altezza di 45 millimetri con il profilo innovativo NSW (Net Speed Weaponry) dotato della tecnologia ABLC Sawtooth. In pratica si tratta del rivestimento fatto come una pallina da golf. Questo permette di migliorare la resistenza e la stabilità in caso di vento laterale, in quanto si creano dei mini vortici sulla superficie del cerchio. La larghezza esterna del cerchio è di 28,5 millimetri per un peso di 1.425 grammi.

Il Team CCC ha in dotazione le ruote Cadex 42 Tubolar con un cerchio dalla forma pensata per massimizzare l’aerodinamica e la velocità. Il profilo è di 42 millimetri con una larghezza esterna di 23 millimetri. I raggi sono in carbonio con profilo aero e i mozzi sono sempre di Cadex ad alta scorrevolezza. Peso di 1.242 grammi. Oltre alla versione tubolare c’è anche quella per copertoncino/tubeless dal peso di 1.327 grammi.

Look 795 Blade RS

Nuova Look 795 Blade RS, veloce e leggera

19.10.2020
3 min
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Look ha presentato di recente la nuova 795 Blade RS, la bicicletta più aerodinamica della gamma del marchio transalpino. Grazie alla lunga tradizione di Look nel produrre biciclette in carbonio la nuova 795 Blade RS si presenta ancora più versatile. Non a caso è la bici utilizzata dal Pro Team Nippo Delko One Provence.

La Look 795 Blade RS è disponibile anche nella versione Team Replica.
La Look 795 Blade RS nella versione Team Replica

Aero e più leggera

Oltre alle ottime doti aerodinamiche e di guidabilità, si è aggiunto un bel calo di peso: 300 grammi in meno rispetto alla versione precedente. Ora il telaio in taglia M pesa 1 chilogrammo con le stesse qualità di rigidità e reattività. Ma come hanno fatto i tecnici Look? Il nuovo 795 Blade RS è stato realizzato con il 63% di fibre ad alto modulo, mentre la versione precedente ne aveva il 32%. In pratica è stato raddoppiato. Questo ha fatto si che sono serviti meno strati di carbonio per avere la stessa rigidità ma con un peso inferiore. Inoltre in alcune aree strategiche è stata utilizzata una fibra ad altissimo modulo, per una rigidità maggiore.

La maggiore leggerezza è stata ottenuta anche grazie ad una nuova tecnica di costruzione chiamata EPS (Extended Polystyrene). Questa tecnica richiede due stampi per ogni taglia, infatti ne serve uno per la forma esterna del telaio e uno per quella interna. Al centro dell’EPS c’è una forma di polistirolo molto duro che viene rivestito con lo strato di fibra di carbonio. In seguito la forma di polistirolo viene rimossa lasciando così un telaio privo di imperfezioni come pieghe, porosità e parti deboli.

Ben visibile la curvatura dei foderi obliqui che beneficiano del sistema 3S Design
Ben visibile la curvatura del sistema 3S Design

Foderi curvi

La Look 795 Blade RS vanta la tecnologia 3S Design, che permette al carro posteriore di trasmettere con la massima efficienza la potenza al mozzo posteriore. Questo risultato è stato ottenuto grazie al disegno a curva dei foderi obliqui, che si piegano sotto la forza trasmessa la mozzo posteriore. In questo modo la ruota posteriore rimane sempre attaccata alla strada non perdendo mai aderenza.

Rimanendo in tema di aderenza, Look ha fatto si che sulla 795 Blade RS si possano montare pneumatici di larghezza fino a 30 millimetri. Come è ormai ben dimostrato, le coperture larghe permettono di viaggiare a pressioni più basse con un guadagno in termini di comfort e scorrevolezza.

Grande pulizia frontale grazie al manubrio che si regola facilmente tramite degli spacers
Grazie a degli spacers il manubrio si regola facilmente

Regolazione del manubrio

 La 795 Blade RS è compatibile sia con i gruppi meccanici che elettronici. Il manubrio e l’attacco manubrio permettono il passaggio di tutti i cavi internamente per la massima efficienza aerodinamica frontale. Look ha anche ideato degli spacers specifici per regolare l’altezza del manubrio. Inoltre sono disponibili sei taglie di attacco manubrio da 80 fino a 130 millimetri.

Il movimento centrale è un pressfit BB386, compatibile con assi da 24 e 30 millimetri. Ogni 795 Blade RS viene fornito con un movimento centrale Token Ninja BB386 montato con strumenti dedicati. Il corpo filettato del movimento Token è in alluminio mentre le aree pressfit sono prodotte con una combinazione PA più Fibra che garantisce maggiore robustezza e assenza totale di attriti. Il movimento centrale Token non è disponibile per il solo kit telaio, ma solo con bici completa.

Per quanto riguarda i prezzi il 795 Blade RS Disc è disponibile in quattro montaggi diversi a partire da 5.999,00 euro. 

Lapierre Aircode DRS, la bici senza compromessi

25.09.2020
4 min
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Più aerodinamica e meno pesante, tecnologia aerospaziale ma linee pulite: la nuova Lapierre Aircode DRS è davvero la bici del “compromesso zero”. I corridori della Groupama-Fdj l’hanno usata già all’ultimo Tour de France.

Lapierre
Lo sviluppo aerodinamico è avvenuto presso il TUE dell’Università di Eindhoven
Lapierre
Sviluppata presso il TUE di Eindhoven

Mai così aerodinamica

Quella appena nata è la terza generazione della Lapierre Aircode DRS, la prima con freno a disco. L’aerodinamica è centrale. Gli studi e lo sviluppo sono stati fatti presso il TUE (Technology University di Eindhoven) e in galleria del vento.

Il tubo obliquo rappresenta circa il 25% della resistenza e la forcella circa il 20%. Incide molto meno (circa il 10%) il tubo di sterzo. Per questo in Lapierre hanno lavorato molto sulle sezioni dei tubi e anche sul piantone. Telaio e forcella sono stati concepiti come un unico corpo proprio per far defluire l’aria

Si è lavorato sull’efficienza aerodinamica della bici, cioè quanto questa riesce a “scappare via”. Se infatti si fa un confronto con il vecchio modello si nota come la superficie d’impatto sia quasi la stessa, mentre migliora notevolmente lo scarico dell’aria, riducendo cioè le turbolenze. E’ questa la tecnologia DRS (Drag Reduction System).

Telaio: comfort sì, prestazioni anche

Le geometria della Lapierre Aircode DRS è legata all’aerodinamica. Tuttavia non è scomoda o estrema: piace anche ai triatleti. Alla base di tutto c’è un “raddrizzamento” del tubo piantone: dalla Xs alla M l’angolo misura 74°, mentre scende a 73,5° per le misure dalla L a XXL. Questo ha consentito di “accorciare” il top tube, soluzione apprezzata anche dagli scalatori. L’angolo di sterzo non scende sotto i 72° neanche nelle misure più piccole (73° nella M e 74 dalla L). Il carro misura appena 405 millimetri e si intuisce facilmente quanto la Aircode DRS possa essere reattiva e veloce.  

Il telaio è un monoscocca in carbonio UD SL, che utilizza 3 o 6 tipi di fibre di carbonio a seconda se DRS Ultimate o DRS. La versione più pregiata, Ultimate, risulta essere il 3% più rigida nella zona del movimento centrale e il 10% in quella del tubo di sterzo. Tuttavia è anche il 12% più flessibile e quindi più confortevole nella zona del carro. Questa è stata un’indicazione specifica dei corridori della Groupama-Fdj. Ebbene Lapierre con la scelta delle fibre giuste li ha accontentati.

I corridori della Groupama-FDJ l’hanno usata all’ultimo Tour de France
La Groupama-FDJ l’aveva già l’usata al Tour

Da segnalare una lieve asimmetria (impercettibile) nei foderi della catena. Perché questa scelta? Perché si ha la trasmissione, che necessita di spazio, sul lato destro e il freno a disco sul lato sinistro. E lo stesso vale per l’anteriore: anche la forcella ha un disegno leggermente più robusto nel fodero che ospita la pinza del freno. Il perfetto bilanciamento è assicurato.

E per il peso… operazione dieta!

La Lapierre Aricode Drs ha il Dna aero, ma come abbiamo detto è la bici del “compromesso zero”: quindi anche il peso è da record: 975 grammi nella taglia M incluse le parti in lega (collarino reggisella e vite, sedi dei cuscinetti per forcella e movimento…).

Grazie alla tecnologia GLP, Gravity Logic Project (che Lapierre ha ripreso dalle sue MTB) si è cercato di posizionare il peso il più possibile verso il basso così da abbassare il baricentro e migliorare la guida.  

Linee pulite per la Aircode DRS. Forcella e telaio sono un “blocco” unico
Forcella e telaio sono un “blocco” unico

Componenti made in Lapierre

Lapierre propone una novità assoluta: le ruote sulle versione 6.0 e 7.0 . Il brand francese ha infatti realizzato delle ruote in carbonio con criteri di scorrevolezza e aerodinamica moderni: sezione interna maggiorata (16 millimetri), forma “a goccia” e tubeless ready. I profili montati sulle due versioni della Aircode DRS sono rispettivamente da 38 e 50 millimetri con pesi di 1.514 e 1.584 grammi. Sulla Aircode DRS si possono montare coperture con sezioni fino a 28 millimetri.

Anche l’attacco manubrio è… fatto in casa: è in alluminio 7075 e nella parte inferiore vi passano i cavi di freni e comandi per questo non è reversibile e lo si trova da 90 a 120 millimetri. 

La piega invece è in carbonio, ma con rinforzi in lega nella zona dove si va a serrare l’attacco. Questa pesa 255 grammi nella misura da 42 centimetri di larghezza. Si può chiedere anche col manubrio da crono, l’Aero Bars Ski.

I prezzi vanno dai 3.059 euro della versione 5.0 (Shimano 105, 11v) ai 6.999 della 8.0 (Shimano Ultegra Di2, 11v).