Search

Carboni, Giro di alti e bassi: «Ho tanta strada da fare»

31.05.2021
4 min
Salva

Giovanni Carboni corridore classe 1995, è passato professionista col team Bardiani Csf-Inox nel 2018, cogliendo subito risultati importanti, come ad esempio un ottavo posto nella classifica conclusiva del Tour of Austria, un settimo posto nella classifica finale dell’Adriatica-Ionica Race, oppure un prestigioso terzo posto nella settima tappa del Tour of Britain. Tra i dilettanti ha corso per 2 anni con il team Unieuro Wilier nelle stagioni 2015 e 2016 e con il team Colpack Ballan nel 2017, stagione in cui ha vinto una tappa nel Giro della Val d’Aosta Mont Blanc. Questo del 2021 è stato il suo terzo Giro d’Italia, corso all’attacco, rendendosi protagonista in più di una tappa e sfiorando quasi il successo nell’ottava frazione vinta dal corridore francese del team Cofidis Victor Lafay, con partenza a Foggia e arrivo a Guardia Sanframondi. Abbiamo deciso di sentirlo, per approfondire il suo Giro.

In cima al Passo Giau, Carboni è uno scalatore, ma ha vissuto un Giro di alti e bassi
In cima al Passo Giau, Carboni è uno scalatore, ma ha vissuto un Giro di alti e bassi
Nell’ottava tappa ci sei andato vicino…

C’è mancato poco, ho provato ad anticipare prima dell’ultima salita, però Lafay ne aveva di più. Purtroppo, Campenaerts che di solito va fortissimo, quel giorno era un po’ affaticato e non mi è stato di grande aiuto. Gran parte del lavoro lo facevo io, quando lui passava avanti mi rallentava. Io ero li che spingevo, e col senno di poi vi dico che forse sarebbe stato meglio lasciarlo andare e rimanere sulle ruote, per poi giocarmi il tutto per tutto sull’ulitma salita.

Come valuti il tuo Giro d’Italia?

Forse non ho ottenuto i risultati che erano nelle mie possibilità, forse potevo fare di più. Però ho capito i miei errori, so dove dover migliorare.

Dove pensi di dover migliorare?

Secondo me a livello fisico mi sono preprato bene, tuttavia vorrei provare ad arrivarci con una preparazione diversa. Intendo nell’avvicinamento alla corsa. Penso sia importante fare una preparazione mirata esclusivamente al Giro d’Italia. In un team professional fai un calendario diverso da quello che fanno i team WorldTour. E soprattutto qui alla Bardiani-Csf-Faizanè, giustamente, devi dimostrare di andare e forte e guadagnarti il Giro, e questo implica già un dispendio di energie importante prima della corsa rosa.

Carboni in salita incitato dai tifosi
Carboni in salita, incitato dai tifosi
Quali sono stati i momenti in corsa in cui hai sofferto di più?

Sicuramente per cercare di andare in fuga. Devi partire davanti, concentrato e soprattutto devi cogliere l’occasione buona. Anche i rilanci in curva non sono il massimo della simpatia nella terza settimana, sono delle volate in cui ti sembra di fare una crono. Nel finale, nonostante in classifica fossi nei primi 35, ho sempre mollato. Ho tenuto duro in un paio di occasioni, poi mi sono lasciato sempre andare.

Qual’è stata la tappa più dura?

Quella dello Zoncolan, lì mi sono veramente lasciato andare.

Quella più divertente?

A Montalcino, è stata una tappa spettacolare, bel percorso. Belle strade, mi sono divertito molto.

Inoltre in quell’occasione eri davanti con i pochi rimasti…

Sì, eravamo circa 25 corridori, poi mi sono staccato, un po’ per le gambe che mancavano, un po’ perché non avevo ambizioni di classifica.

In fuga sul Passo Giau, la fatica sul volto di Carboni
In fuga sul Passo Giau, la fatica sul volto di Carboni
E’ difficile trovare un equilibrio tra testa e gambe, tu come gestisci questa situazione?

Può dipendere dai giorni, ti dico la verità. Però mi sento di separare due categorie di corridori: gli attaccanti e gli uomini di classifica. Nel primo caso le gambe forse devono prevalere, magari andando oltre i tuoi limiti, per cercare il successo. Mentre nel secondo caso la testa è tutto, se fai classifica, devi tenere sotto controllo la corsa in ogni suo aspetto. Ovviamente devi avere anche una grande gamba.

Tu che tipo di corridore sei?

Nelle brevi corse a tappe penso alla classifica, e arrivo davanti. Nelle corse di tre settimane penso alle tappe, è troppo presto per pensare alla classifica generale, sono giovane e posso migliorare ancora. Ho molta strada da fare.

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti?

Correrò il Giro di Slovenia, il campionato italiano, L’Adriatica-Ionica Race, e il Sibiu Tour.

Quale tra queste corse hai messo nel mirino?

Adesso penso a riposare un po‘, poi a seconda della condizione fisica valuterò dove potrò cogliere un risultato importante.