Giro Next Gen 2026, percorso

Giro Next Gen: il sud e le novità dell’edizione 2026

18.05.2026
6 min
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La prossima edizione del Giro Next Gen, la quarta che vede la gestione della corsa da parte di RCS Sport & Events, partirà il 14 giugno da Reggio Calabria per terminare il 21 giugno a L’Aquila. Otto tappe, per un totale di 1.082 chilometri e 14.750 metri di dislivello. Un disegno che lascia spazio a tutti i corridori, nel quale conteranno tanto le gambe quanto la gestione delle energie durante la corsa. Nell’attesa di sapere se avremo modo di vedere in corsa il campione del mondo under 23 in carica, Lorenzo Finn, andiamo a curiosare tra le diverse tappe. 

Chi ha portato questo Giro Next Gen dalla carta alla strada è Giusy Virelli, direttrice di corsa, e con lei andiamo a scoprirne i dettagli e le idee che lo caratterizzeranno. 

«Siamo in via di definizione – ci racconta appena rientrata a casa dal Giro d’Italia – per avere planimetrie e altimetrie ufficiali. Il piano è quello di avere dei progetti che possano essere complementari tra di loro, aspetto che ci permette di abbracciare davvero tutta la nostra penisola».

Da sinistra Sonny Colbrelli, Eulalia Micheli, Filippo Mancuso, Gianni Bugno, Paolo Bellino, e Giusy Virelli
Il Giro Next Gen è stato presentato lo scorso 11 maggio. Da sx: Sonny Colbrelli, Eulalia Micheli, Filippo Mancuso, Gianni Bugno, Paolo Bellino, e Giusy Virelli
Gianni Bugno, Paolo Bellino, e Giusy Virelli
Il Giro Next Gen è stato presentato lo scorso 11 maggio. A destra Giusy Virelli, direttrice di corsa insieme a Paolo Bellino e Gianni Bugno

Finalmente il sud

Quando la corsa rosa under 23 passò in mano alla macchina organizzatrice di RCS Sport l’obiettivo era di renderla una gara dal respiro internazionale e che fosse in grado di abbracciare davvero tutte le Regioni d’Italia. Inizialmente, tra gli obiettivi snocciolati nella prima edizione, c’era quello di portare il Giro Next Gen al nord, al centro e al sud, ad anni alterni. Obiettivo parzialmente raggiunto negli anni scorsi e che ora prende effettivamente forma

«Diciamo che la filosofia desiderata – spiega Giusy Virelli – era questa, poi si devono fare i conti con diversi fattori, come il progetto sportivo e il convogliare le forze e le idee degli enti territoriali. Avere un evento come il Giro Next Gen al sud ci permette di abbracciare gran parte delle Regioni. Inoltre quest’anno avremo il Giro d’Italia Women che si svolgerà totalmente al nord, quindi portare la corsa under 23 al sud era un obiettivo che abbiamo raggiunto».

TappaPartenza-ArrivoDistanzaDislivello
1ª Tappa (14/06)Reggio Calabria-Vibo Valentia170 chilometri1.200 metri
2ª Tappa (15/06)Tropea-Crotone156 chilometri900 metri
3ª Tappa (16/06)Sibari-Villa d’Agri di Marsicovetere163 chilometri3.200 metri
4ª Tappa (17/06)Matera-Corato (Molino Casillo)152 chilometri1.100 metri
5ª Tappa (18/06)Bacoli-Bacoli135 chilometri1.400 metri
6ª Tappa (19/06) Velletri-Subiaco Monte Livata159 chilometri3.500 metri
7ª Tappa (20/06)Sulmona-Piana delle Mele128 chilometri 3.100 metri
8ª Tappa (21/06)Civita di Bagno-L’Aquila (crono indiv.)19,1 chilometri350 metri
E’ il quarto anno che organizzate e disegnate il Giro per gli U23, cosa avete visto e imparato in queste edizioni?

Che come nel movimento femminile ci sono grandi differenze tra i top riders e gli altri corridori, un aspetto importante che ci ha portato a bilanciare il percorso negli anni, soprattutto in ottica sicurezza e chiusura del traffico, che è il tema principale. 

Entriamo nella parte tecnica, che Giro Next Gen sarà?

Molto equilibrato, ogni tipologia di corridore avrà le sue occasioni e un terreno sul quale mettersi alla prova. Un aspetto interessante per noi è che grazie a un evento come il Giro Next Gen avremo modo di vedere arrivi inediti, che con la corsa dei professionisti sarebbe difficile proporre. 

Un’occasione anche per i territori…

Sicuramente si esce da quelle che sono le sedi di tappa canoniche, non per ragioni particolari ma esclusivamente logistiche e organizzative. I mezzi a seguito dei professionisti impediscono di arrivare in certe località. 

Il Giro Next Gen lo scorso anno è stato vinto da Jakob Omrzel in maglia Bahrain Victorious Development Team (foto La Presse)
Il Giro Next Gen lo scorso anno è stato vinto da Jakob Omrzel in maglia Bahrain Victorious Development Team (foto La Presse)
Si parte dalla Calabria, che ha ospitato anche la ripartenza del Giro dopo le tappe in Bulgaria.

La cosa che ci piace sottolineare è che con il Giro Next Gen toccheremo le province che non abbiamo avuto modo di esplorare con i professionisti: Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone. 

Partiamo con il descrivere le tappe?

La prima: Reggio Calabria-Vibo Valentia sarà per le ruote veloci, avremo un tappa mossa nel finale ma la volata dovrebbe essere assicurata. Allo stesso modo nella seconda frazione.

Abbandonata la Calabria si entra in Basilicata. 

Si inizieranno a vedere i primi movimenti di classifica, non con un classico arrivo in salita ma con una tappa impegnativa: Sibari-Villa d’Agri di Marsicovetere, 163 chilometri e 3.200 metri di dislivello. Il percorso lascia spazio ai corridori di leggere la corsa e interpretarla a seconda degli interessi di classifica.

Il Giro Next Gen metterà a confronto i migliori prospetti per le corse a tappe under 23 (foto La Presse)
Il Giro Next Gen metterà a confronto i migliori prospetti per le corse a tappe under 23 (foto La Presse)
Siamo a metà, giro di boa con l’arrivo in Puglia.

Matera-Corato, un frazione che metterà in luce anche le bellezze della nostra penisola. La partenza da Matera e il passaggio a Castel del Monte porterà i corridori ad attraversare due aree patrimonio dell’UNESCO. 

Il giorno successivo una tappa con partenza e arrivo a Bacoli…

Nella zona dei Campi Flegrei, un’occasione oltre che per gli abitati anche per i turisti, visto che passeremo da lì il 18 giugno. Una frazione corta ma esplosiva e tecnica, non un passaggio banale in ottica classifica finale.

Ma sarà negli ultimi tre giorni che si faranno i conti, giusto?

Tappa sei e sette sono fatte apposta per disegnare una classifica finale netta. Da Velletri a Monte Livata, 159 chilometri e 3.500 metri di dislivello. Si parte dalla zona dei Castelli Romani, per poi salire il Passo della Sella e poi la scalata finale del Monte Livata. 

Stefano Masciarelli, Lorenzo Mascirelli, Aran Cucine, 2025, Giro Next Gen 2025 (foto Instagram)
Con l’aumento dei devo team quale sarà lo spazio a disposizione delle formazioni continental e di club italiane? (foto Instagram)
Stefano Masciarelli, Lorenzo Mascirelli, Aran Cucine, 2025, Giro Next Gen 2025 (foto Instagram)
Con l’aumento dei devo team quale sarà lo spazio a disposizione delle formazioni continental e di club italiane? (foto Instagram)
Ultima frazione in linea, la Sulmona-Piana delle Mele (Guardiagrele)…

Quello di Piana delle Mele è uno degli arrivi inediti. Una tappa corta (la più corta, ndr) con 128 chilometri e 3.100 metri di dislivello. I corridori affronteranno tre salite lunghe e impegnative in un costante su e giù. Prima ci sarà da scalare la Forcella di Acciano, poi Passo Lanciano dal versante più impegnativo e infine la salita di Piana delle Mele. Qui chi avrà ancora energie potrà guadagnare tanto. 

Si chiude con un cronometro.

Interamente corsa sul territorio de L’Aquila, con partenza da Civita di Bagno. 19 chilometri e 350 metri di dislivello, non un cronometro totalmente pianeggiante. I corridori più forti nelle prove contro il tempo potranno fare la differenza, fino all’ultimo potrebbe essere tutto aperto. 

Lo scorso anno alcune voci parlavano di un aumento dei corridori a sei per squadra, è vero?

Sì, abbiamo ridotto il numero di team partecipanti a 28, e avremo sei atleti per squadra. Avremo al via, tendenzialmente tutti i devo team senza dimenticare le realtà del movimento continental italiano.

Filippo Ganna, Mileto-Caigliatello, Giro d'Italia 2020

Una tempesta nel cuore di Filippo

Giada Gambino
07.10.2020
3 min
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Sottili gocce d’acqua sfiorano la pelle di Filippo, scivolando via lungo i muscoli stremati. Si volta, non vede più nessuno, non sa se è la nebbia che gli oscura la visuale o se è veramente riuscito a staccare gli ultimi compagni di fuga De Gendt e Rubio. E in quell’istante, quando il suo sguardo incredulo scruta alle sue spalle, capisce che può farcela.

Filippo Ganna, Mileto-Camigliatello, Giro d'Italia 2020
In piena azione sulla salita finale, aggrappandosi a ogni energia residua
Filippo Ganna, Mileto-Camigliatello, Giro d'Italia 2020
In azione sulla salita finale, aggrappandosi a ogni energia

Si alza sui pedali, tira fuori la lingua e spinge con gran forza la catena posta sul 53×25. Intorno a lui solo il buio del bosco, il grigio del cielo e il nero dell’asfalto. Però, ogni tanto, qualche tifoso, ritrovandosi davanti Filippo Ganna, grida a più non posso trasportato dall’emozione nel vedere da solo in salita il gigante delle crono; dando così alla cupa corsa…un tocco di colore. 

Ed ecco che, dopo la lunghissima fuga iniziata fin dai primi chilometri della corsa in compagnia di altri sette corridori tra cui il suo compagno di squadra Puccio, Pippo inizia la sua inusuale crono in salita, lanciato verso un nuovo traguardo, tanto inaspettato quanto sognato.

Filippo Ganna, Mileto-Camigliatello, Giro d'Italia 2020
All’arrivo in lacrime per un’impresa a dir poco inattesa
Filippo Ganna, Mileto-Camigliatello, Giro d'Italia 2020
All’arrivo in lacrime per l’impresa inattesa

C’è freddo, ma il cuore di Ganna pulsa sangue carico di energia ed adrenalina. Lui, che pesa 83 chili ed è alto 1,95, sembra volare anche in salita. Ha gli occhi lucidi, carichi di emozione e di un pizzico di cattiveria agonistica. Vuole farcela, sa che può, sa che tutti fanno il tifo per lui e per quella che si può considerare a tutti gli effetti un’impresa.

Improvvisamente succede qualcosa, Filippo si agita, non gli funziona più la radiolina; non sa quale sia il suo vantaggio, se dietro qualcuno è in rimonta o se può proseguire del suo passo. Da una moto lo rassicurano, gli dicono che può stare tranquillo, che il gruppo è lontano e che l’arrivo è vicino. 

Filippo Ganna, Mileto-Camigliatello, Giro d'Italia 2020
Sull’arrivo l’abbraccio con Tao Geoghegan Hart, 19° al traguardo
Filippo Ganna, Mileto-Camigliatello, Giro d'Italia 2020
Sull’arrivo l’abbraccio con Tao Geoghegan Hart

Quando capisce che il sogno sta per diventare realtà pensa, inevitabilmente, a Puccio: doveva esserci lui al suo posto secondo quanto pianificato la mattina dalla squadra. E, invece, è stato proprio Salvatore che da buon “fratello maggiore”, finché è stato al fianco del giovane gigantesco cronoman, lo ha consigliato, dall’alto della sua esperienza, su come alimentarsi e conservare le energie lungo tutta la fuga: consigli preziosi!  A credere fortemente in questa fuga era stato soprattutto Geraint Thomas che la sera prima, in seguito al suo ritiro, aveva inviato un messaggio di incitamento al corridore di Verbania. 

Filippo vede la linea del traguardo da lontano; si volta, è ancora solo, è lui il protagonista indiscusso. Piange, non riesce a crederci.  Pensa a suo padre e a quando gli diceva che la propria squadra è sacra; così, stacca le mani dal manubrio ed indica il nome stampato sulla sua maglia Ineos Grenadiers. Dopo la vittoria della prima tappa a Palermo e la consequenziale conquista della maglia rosa: anche la quinta tappa del Giro 2020 è sua… Chi l’avrebbe mai detto!