Bontrager ha lanciato una nuova serie di colori e stili dei caschi dotati di WaveCel. Fra questi c’è anche il Bontrager XXX WaveCel LTD, il modello di punta della gamma del marchio americano.
Il Bontrager XXX WaveCel LTD è un casco altamente aerodinamico utilizzato anche dai corridori del Team Trek-Segafredo. La versione LTD strizza l’occhio anche all’estetica la colorazioni in edizione limitata che lo rende ancora più esclusivo.
La tecnologia WaveCel di Bontrager conferisce un livello di sicurezza molto elevato, infatti recenti studi hanno dimostrato che un casco con WaveCel è fino a cinque volte più efficace rispetto ai caschi realizzati con metodi costruttivi tradizionali. WaveCel è una struttura cellulare comprimibile che si trova nella parte interna del casco. In caso di impatto assorbe la forza dell’urto prima che arrivi alla testa del ciclista.
Oltre alla tecnologia WaveCel, il Bontrager XXX vanta una serie di qualità tecniche di primo piano, ad iniziare dal BOA presente nella parte posteriore che consente di regolare con facilità il casco sulla testa. Massima attenzione anche ai dettagli, infatti i tecnici del marchio americano hanno ideato un’imbottitura supplementare che si chiama NoSweat, che grazie ad un canale in silicone evita che il sudore possa cadere sugli occhi. Il peso del casco in taglia S è di 325 grammi, mentre in taglia M è di 352 grammi.
Per concludere segnaliamo la possibilità di usufruire del Crash Replacement, vale a dire che in caso di incidente entro un anno dall’acquisto, sarà possibile sostituire gratuitamente il casco con uno nuovo.
Nibali è passato dai freni caliper a quelli a disco. Ne abbiamo parlato con il meccanico del team, Mauro Adobati e con il suo storico meccanico, Andrea Nieri.
Continua la nostra analisi delle ruote utilizzate al Giro d’Italia. Nella prima parte abbiamo visto i modelli ad alto profilo partendo dalle Roval Rapide CLX 50 fino alle Cadex 42 Tubolar. Ora analizziamo le ruote con i profili più bassi. Una famiglia orientata alla ricerca del minor peso e più adatte alle strade in salita.
Le Mavic Cosmic Pro Carbon SL dell’Ag-2r La MondialeIn primo piano le Mavic Cosmic Pro Carbon SL dell’Ag-2r La Mondiale
Cerchi medi bassi per le salite
Con un profilo di 40 millimetri le Mavic Cosmic Pro Carbon SL accompagnano i corridori del Team Ag-2r La Mondiale. Queste ruote sono disponibili in due versioni: per tubolare e UST, il sistema tubeless di Mavic. La versione UST fa registrare un peso di 1.490 grammi. L’azienda francese sottolinea che grazie al sistema UST si ha un risparmio di 40 grammi rispetto a una ruota tradizionale con camera d’aria. La versione per tubolare pesa 1.410 grammi. Entrambe le varianti hanno un cerchio con un profilo NACA che migliora l’aerodinamica e la stabilità in caso di vento laterale. I raggi a forma ellittica concorrono a migliorare l’impatto con l’aria. La larghezza esterna del cerchio è di 25 millimetri.
Le Fulcrum Speed 40T DB della CofidisLe Fulcrum Speed 40T DB in dotazione ai corridori della Cofidis
Anche le Fulcrum Speed 40T della Cofidis hanno un’altezza del cerchio di 40 millimetri con una larghezza esterna di 24,5 millimetri e un peso di 1.320 grammi. I mozzi sono in alluminio con cuscinetti ad alta scorrevolezza CULT. Queste ruote sono realizzate tramite la tecnologia Two-to-One che permette di avere meno raggi. Il vantaggio è che si risparmia peso e si hanno minori flessioni nei momenti di massimo sforzo. I raggi sono in acciaio con profilo arrotondato.
Le Metron 40 SL Disc della Bahrain-McLarenLe Vision Metron 40 SL Disc in dotazione alla Bahrain-McLaren spiccano per la versatilità
I corridori delTeam Bahrain-McLaren sono equipaggiati con ruote Vision della gamma Metron. Per la precisione possono fare affidamento sulle Metron 40 SL Disc con un profilo del cerchio arrotondato per ricercare la migliore efficienza aerodinamica. Anche i raggi sono pensati per la velocità, infatti hanno una forma piatta. Le Metron sono sviluppate tramite test in galleria del vento e analisi CFD. Il canale interno di 19 millimetri permette di montare pneumatici larghi di misura da 25 millimetri in su. I mozzi con sistema P.R.A. facilitano la scorrevolezza della ruota e una durata nel tempo maggiore. Il peso è di 1.350 grammi nella versione per tubolare.
Grafica accattivante per le Ursus Miura TS37 EvoLe Ursus Miura TS37 Evo Disc ben visibili grazie alla grafica accattivante
Con 37 millimetri di profilo le Ursus Miura TS37 Evo Disc accompagnano le imprese dei corridori dellaVini Zabù KTM. Il cerchio è un monoscocca di carbonio UD con larghezza esterna è di 24 millimetri. Il peso della ruota anteriore è di 650 grammi, mentre la posteriore si ferma a 780 grammi per un totale di 1.430 grammi. I mozzi hanno cuscinetti ad elevata scorrevolezza SKF. I raggi a testa dritta sono in acciaio al carbonio.
Le Corima WS 32 Black DX dell’AstanaLe Corima WS 32 Black DX del Team Astana con profilo da 32 millimetri
I corridori delTeam Astanautilizzano ruoteCorima WS 32 Black DX. La versione per tubolare ha un profilo di 32 millimetri con una larghezza di 26 millimetri. Il cerchio in carbonio ha una finitura 3K. Il peso della ruota anteriore è di 645 grammi, mentre la posteriore fa fermare l’ago della bilancia a 775 grammi.
LaTrek-Segafredo monta ruote Bontrager, fra le quali spiccano le Aeolus RSL 37. Realizzate in carbonio OCLV di livello RSL che offre leggerezza e maggiore resistenza. Il profilo del cerchio è di 37 millimetri, che a detta dei tecnici Bontrager garantiscono ottime prestazioni anche nei tratti veloci. La larghezza esterna del cerchio è di 28 millimetri, adatta a coperture larghe. I mozzi sono i DT Swiss 240s e i raggi sono i DT Aerolite sempre del marchio svizzero. Il peso è di 1.325 grammi.
Dopo aver sentito il meccanico del Team Trek-Segafredo, Mauro Adobati e lo storico meccanico di Vincenzo Nibali, Andrea Nieri, abbiamo chiesto al diretto interessato come si trovi con le numerose novità tecniche che utilizza sulla sua nuova Trek Emonda.
Prima novità: il manubrio
Una tendenza consolidata è quella dei manubri integrati e con il passaggio cavi interno, in questo modo si ha un migliore impatto aerodinamico. Abbiamo chiesto a Vincenzo Nibali come si trova con il suo manubrio Bontrager.
«Bontrager ci mette a disposizione numerose soluzioni – dice il siciliano a bici.PRO – e io utilizzo quello integrato, in quanto è molto comodo e mi sono trovato subito bene con le misure, l’angolazione e l’appoggio. Mi piace perché non è rigidissimo e quindi le sollecitazioni della strada arrivano di meno sulle braccia».
Poi lo Squalo dello Stretto pone l’accento su un aspetto interessante: «Questo manubrio – dice – mi permette di scendere con il peso della bici, perché inevitabilmente con i dischi qualcosina in termini di leggerezza si paga».
Una frenata diversa
Un punto sul quale si dibatte molto sono i freni a disco, che il campione siciliano sta usando con continuità da inizio stagione.
«I freni a disco mi permettono di frenare molto più forte – ha spiegato Nibali a bici.PRO – però se si frena continuamente l’olio si scalda e la guaina, che è sintetica, si dilata facendo diventare la leva del freno spugnosa».
Come si può evitare questo effetto fastidioso? «Bisogna dosare i freni fra anteriore e posteriore – dice – per non scaldare nessuno dei due, inoltre è molto importante saper guidare la bicicletta e spostare bene i pesi in sella».
Per concludere con il tema dei dischi Nibali conclude: «Il plus maggiore dei dischi è certamente sul bagnato, in quel caso si frena subito con la massima efficienza».
Nibali e la sua nuova Trek Emonda con i freni a discoNibali pronto a partire con la sua nuova Trek Emonda equipaggiata con i freni a disco Sram
Quali rapporti sta usando Nibali?
Altro elemento parzialmente nuovo per Nibali è il gruppo a trasmissione wireless di Sram, infatti ci ha tenuto ha precisare che «per me il cambio elettronico non è una novità perché l’anno scorso usavo lo Shimano Di2. Con Sram mi trovo molto bene e siamo in continua evoluzione».
Molto interessante è la scelta dei rapporti che sta provando da inizio anno.
«A inizio stagione montavo un 41-54 – dice – con una cassetta 10-33 o 10-28 al posteriore. Con il 41 per me è meglio avere il 33 in modo che riesco ad essere più agile. Alla Parigi-Nizza ho usato il 37-50 con una cassetta 10-28 e devo dire che mi sono trovato molto bene e non ho sofferto i vari ventagli che ci sono stati, ovviamente alcuni miei compagni più potenti di me preferiscono usare il 54».
La scelta del 50/37 è stata fatta anche al Giro di Lombardia.
«Quel giorno – spiega il siciliano a bici.PRO – ho usato il 37-50 che per quel tipo di percorso va molto bene, ci sono delle salite che richiedono un certo tipo di rapporti molto agili».
Tubeless, l’ultima frontiera?
L’ultimo aspetto affrontato è stato quello delle coperture e noi di bici.PRO gli abbiamo chiesto se ha provato i tubeless.
«Si li ho provati – ha risposto – ma non li ho ancora usati in gara. Devo abituarmi a una sensazione diversa data dalla pressione più bassa di gonfiaggio, perché con la pressione inferiore si sentono di meno le asperità della strada e si ha la sensazione di avere una bici più morbida».
E qui entra in gioco la grande sensibilità di Nibali nel guidare la bici.
«A me – spiega – piace capire quale tipo di asfalto ho sotto le ruote, perché mi permette di capire fino a che punto posso spingere. E’ una questione di sensibilità diversa e di abitudine, poi i fattori in gioco sono tanti, a cominciare anche dal tipo di cerchio che si usa».
Nibali per ora preferisce usare i tubolari PirelliNibali è dotato di una grande sensibilità di guida e per ora preferisce usare i tubolari Pirelli
E’ ovvio che ogni novità tecnica vada provata e portata al massimo dello sviluppo prima di essere usata in gara. Nel caso di Nibali siamo di fronte ad un campione che ha una capacità e sensibilità di guida molto al di sopra della media, che richiede una fase di test e di affinamento molto elevati.