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Veljko Stojnic, il serbo diventato toscano

24.01.2023
4 min
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Il capello corto e biondo, i lineamenti tipici dell’uomo dell’Est e un italiano praticamente perfetto, Veljko Stojnic (in apertura foto Sirotti) è ormai una colonna portante del Team Corratec. Ormai da anni vive nelle zone di San Baronto e a tutti gli effetti l’Italia e la Toscana sono la sua seconda patria.

Lo abbiamo incontrato nel ritiro della sua squadra a Montecatini mentre era indaffarato fra abbigliamento, foto, riunioni… e in procinto di spiccare il volo per la Vuelta a San Juan. Purtroppo la corsa argentina non è iniziata al meglio per il serbo. Veljko è incappato in un problema intestinale, molto frequente quando si viaggia in paesi “esotici”.

Veljko Stojnic (classe 1999) durante la distribuzione delle nuove divise
Veljko Stojnic (classe 1999) durante la distribuzione delle nuove divise
Veljko, ormai sei di casa qui in Toscana…

Eh sì, ormai sono cinque anni che sono a San Baronto. Sono arrivato nel 2018, da juniores alla Franco Ballerini e poi sono passato pro’ nel 2020 sempre qui in Toscana. E ormai sono fisso qui!

Come sei arrivato in Italia?

Nel 2018 feci metà stagione al centro UCI di Aigle, poi sono tornato a casa a metà anno. Non avevo squadra. Ho corso quel poco con la nazionale serba. Ho ottenuto dei buoni risultati e ho mandato un’e-mail ad un allenatore della nazionale slovena che conoscevo in cui dicevo che ero alla ricerca di una squadra. Lui a sua volta ha girato la mail ad alcune squadre in Italia e ha risposto la Ballerini. Mi contattò Andrea Bardelli. E mi misi d’accordo con lui per venire qui. E da lì è iniziato tutto per venire in Toscana.

E cosa ricordi?

Che non capivo tanto! Bardelli mi portava in giro, mi presentava, mi faceva conoscere tutti, ma io non capivo chi fossero e cosa mi dicevano. Ero timido. Ora invece conosco tutti in zona, saluto e parlo con tutti… come se fossi a casa mia.

Il serbo (maglia viola) all’attacco lo scorso anno al Giro di Sicilia (foto Instagram – Sirotti)
Il serbo (maglia viola) all’attacco lo scorso anno al Giro di Sicilia (foto Instagram – Sirotti)
E ormai sei toscano?

Sì! Mi piace la mentalità toscana. Sono accoglienti. Quando sono arrivato mi ha aiutato molto la famiglia Iacchi. La mia vita era difficile e loro mi hanno accolto a braccia aperte. Davvero mi hanno aiutato molto con il loro ambiente famigliare. E poi della Toscana mi piace molto la cucina, i piatti con i funghi! Ma il pane non mi piace tanto…

Come passi le tue giornate?

Per ora sto cercando casa. Sto ancora valutando se stare ancora nella zona della famiglia Iacchi a Rufina o magari trovare casa proprio qui a Montecatini, che tutto sommato è comodo anche per le trasferte. Una cosa è certa, quest’anno resto qui… in Serbia non si può fare il corridore. Sei da solo, non sempre il tempo è buono. Mi sveglio la mattina faccio colazione e poi devo solo pensare a fare il corridore. Tutta la giornata ruota attorno alla bici, dall’allenamento all’alimentazione. Non è come a casa in cui esci con gli amici o sbrighi delle commissioni per la famiglia.

Stojnic con Alessandro Iacchi. La sua famiglia ha accolto Veljko
Stojnic con Alessandro Iacchi. La sua famiglia ha accolto Veljko
Alessandro Iacchi è anche un tuo compagno qui alla Corratec. Come è correre con lui?

Alessandro è un po’ come un fratello ormai. L’anno scorso eravamo in squadre diverse, ma quest’anno ci siamo ritrovati insieme.

Sei ancora molto giovane (Stojnic è un classe 1999), che corridore sei?

Sto provando a calare un po’ di peso per cercare di andare più forte in salita. E per questo penso e spero di essere competitivo nelle gare di un giorno più dure, tipo il Giro dell’Appennino, o magari a fare bene in qualche classifica di qualche breve corsa a tappe. 

Oltre a fare bene in queste gare, qual è il tuo obiettivo quest’anno?

Migliorare, crescere e magari trovare una squadra WorldTour. Quella che mi hanno dato in questa squadra è una grande opportunità e spero di fare tanto per me e per loro.