Simone Gualdi, Giro Italia

Tattica e aspetti fisici: Gualdi dopo il primo Grande Giro

11.06.2026
6 min
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La corsa rosa continua nella sua lunga scia. Racconti e aspetti tecnici non sono certo terminati sull’Aventino, a Roma. Oggi abbiamo bussato alla porta di Simone Gualdi, giovane speranza della Lotto-Intermarché.

Il bergamasco era alla prima partecipazione non solo al Giro d’Italia, ma anche a un Grande Giro. Con lui apriamo più cassetti: quello tecnico, quello emozionale e quello fisico. Perché una cosa che abbiamo notato è che Gualdi, pur essendo alla prima esperienza, non ha affatto concluso la corsa in calando.

Simone Gualdi, Giro Italia
Simone Gualdi (classe 2005) era alla prima partecipazione al Giro
Simone Gualdi, Giro Italia
Simone Gualdi (classe 2005) era alla prima partecipazione al Giro
Un viaggio tecnico, Simone. Tuttavia partiamo un po’ dalle emozioni. Primo Giro d’Italia e primo Grande Giro: che cosa ti è sembrato?

E’ stata, fin dal primo giorno, un’emozione grande, anche perché era un sogno che avevo fin da bambino. Soprattutto il Giro d’Italia, che è una gara che ho sempre seguito da quando ho iniziato ad andare in bici. E non è stato facile affrontare una corsa di tre settimane, soprattutto perché, dopo aver ottenuto l’ottavo posto, ho preso anch’io il virus che girava in gruppo. Ho avuto un po’ di problemi di stomaco per due o tre giorni. Però sono riuscito ad arrivare a Roma e posso essere più che contento.

Quel che ci ha colpito è stata questa tua vivacità nel corso delle tappe. Insomma, non hai finito stramazzato al suolo. E’ così?

Sono d’accordo. Infatti fin da subito sapevo che le corse a tappe mi si addicono abbastanza, perché riesco ad avere un buon recupero tra una frazione e l’altra. Al Giro ne ho avuto la prova: dopo tre settimane avevo ancora energie per giocarmi le mie possibilità e non soltanto per portare la bici all’arrivo.

Qual è stata secondo te la tappa che sulla carta era la più adatta alle tue caratteristiche?

La tappa di Fermo. Sulla carta era quella migliore per me. Avevo preso anche la fuga giusta dopo un paio d’ore a tutta. Credo che abbiamo fatto più di 53 all’ora di media per un’ora e quaranta minuti. Ho pagato un po’ anche l’inesperienza: ho sprecato troppo per entrare nella fuga e nel finale è arrivato il conto. Non mi sono potuto giocare una top 10.

Simone Gualdi, Giro Italia
In casa Lotto hanno finito il Giro in quattro: Rota, Aerts, Rutsch e appunto Gualdi (foto Instagram)
Simone Gualdi, Giro Italia
In casa Lotto hanno finito il Giro in quattro: Rota, Aerts, Rutsch e appunto Gualdi (foto Instagram)
E quella nella quale ci sei andato più vicino?

A Chiavari, dove ho fatto ottavo. E’ stato anche un po’ un colpo di fortuna. Avevamo davanti il mio compagno Van Eetvelt che purtroppo è caduto. Davanti sono rimasti soltanto otto corridori e sulla penultima salita di giornata, non essendo un uomo di classifica, ho approfittato per uscire dal gruppo della maglia rosa e sono riuscito ad arrivare fino al traguardo.

Sul fronte tattico, che cosa ti è sembrato correre un Grande Giro rispetto alle corse di una settimana o di un giorno?

Quello che ho notato è che la gara viene molto gestita. E a gestirla è soprattutto la squadra che ha la maglia rosa. Una grossa mano la danno anche le squadre che puntano al successo di tappa. Quindi vedi chi corre in modo più conservativo e chi invece è più aggressivo. La Visma-Lease a Bike, per esempio, ha cercato di correre più sulla difensiva nella prima parte. Ha sfruttato parecchio il fatto che la Bahrain Victorious avesse la maglia e volesse tenerla. Il tutto per poi uscire allo scoperto nella seconda parte del Giro. E’ stato un cambiamento netto.

Simone, è vero che era il tuo primo Giro, ma forse perché sei italiano ci è sembrato che fossi già quasi un riferimento per il tuo team. E’ così?

Un po’ sì. Sto cercando di accumulare più esperienza possibile e su tante cose dovevo semplicemente fare esperienza. Siamo stati molto sfortunati come squadra perché abbiamo avuto diversi problemi. Ci siamo ritrovati in poco tempo in cinque e subito dopo in quattro, quindi non avevamo grandi possibilità di fare chissà quali giochi. Ho cercato comunque di apprendere il più possibile da persone con maggiore esperienza come Rota o anche Ton Aerts.

Simone Gualdi, Giro Italia
Durante il Giro Simone ha avuto il supporto dei suoi fans (foto Instagram)
Simone Gualdi, Giro Italia
Durante il Giro Simone ha avuto il supporto dei suoi fans (foto Instagram)
E’ cambiato tanto il vostro Giro dopo il ritiro di Van Eetvelt?

Sì, ed è cambiato sia quando abbiamo perso De Lie sia quando abbiamo perso Van Eetvelt, i due leader della squadra. Non è stato facile riprogrammare le tattiche per le varie tappe perché quando perdi due leader, per di più così diversi tra loro, non hai molte soluzioni. Però abbiamo comunque cercato di fare il massimo e qualche risultato siamo riusciti a portarlo a casa.

Cambiamo tema e da quelli tattici spostiamoci a quelli più tecnici. Prima hai accennato al recupero: com’è stato il tuo Giro a livello di peso, alimentazione e sonno?

Quello che ho notato è che oggi è difficile perdere peso per come siamo seguiti. L’unica cosa che ho avvertito è che, con il passare delle tappe, iniziavo a fare fatica a mangiare e a restare nel regime calorico che dovevo seguire. Dovevo sforzarmi per raggiungerlo. Per il resto mi sono ambientato e adattato bene.

Tanti professionisti dicono che nei Grandi Giri c’è un momento in cui la fatica aumenta e poi, a un certo punto, è come se si sfondasse una barriera. Per assurdo si potrebbe andare avanti all’infinito…

Sì, è vero. Ho notato che il momento più difficile è stato intorno a metà Giro, poi è come se mi fossi stabilizzato. Sono sensazioni strane e forse anche mentali. Hai già fatto metà gara, però allo stesso tempo sei stanco e inizi a pensare che ti manca ancora tutto quello che hai appena percorso.

E cosa senti? Facci capire. Gambe più pesanti al mattino? Difficoltà nel trovare la cadenza all’avvio della tappa?

No, è più una stanchezza generale. Avverti proprio una stanchezza fisica diffusa nel corpo, ma non saprei indicare un fattore principale.

Simone Gualdi, Giro Italia
Gualdi è stato attivo in questo suo debutto rosa. Eccolo in fuga tra Ulissi e Milesi, di cui tra l’altro è grande amico
Simone Gualdi, Giro Italia
Gualdi è stato attivo in questo suo debutto rosa. Eccolo in fuga tra Ulissi e Milesi, di cui tra l’altro è grande amico
Dove ti piaceva correre: nelle prime posizioni del gruppo o davanti a limare?

Con i compagni di squadra ci siamo sempre mossi tra la prima parte del gruppo e la sua metà, cercando di non sprecare troppe energie nei momenti cruciali e quando volevamo entrare in fuga. In altre tappe siamo stati anche in fondo al gruppo senza problemi. In ogni caso l’obiettivo era sprecare il meno possibile.

E nelle fasi più tranquille di queste tre settimane con chi chiacchieravi di più?

Con Lorenzo Milesi. Siamo entrambi bergamaschi e abbiamo un buon rapporto di amicizia.

Adesso qual è il tuo programma?

Avrei dovuto correre il Circuit Franco-Belge, Gippingen e il campionato italiano, però ho avuto un piccolo problema al ginocchio e sono fermo per qualche giorno. Sto già recuperando, ma la ripresa delle corse è ancora un po’ un punto di domanda.