Sobrero: «La vittoria di Roglic? Nata strada facendo»

08.06.2024
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«Ormai siamo una grande famiglia. Ho visto più la squadra che la mia compagna negli ultimi mesi! Tre settimane a Sierra Nevada, questa al Delfinato, da qui andremo diretti a Tignes per altre due settimane di altura e poi ecco il Tour», Matteo Sobrero ci apre le porte della Bora-Hansgrohe dopo la vittoria di tappa di ieri di capitan Primoz Roglic.

Sul Collet d’Allevard lo sloveno firma il secondo successo con la nuova maglia e balza in testa al Delfinato, staccando Evenepoel e mettendo in fila tutti gli altri big, tra cui un pimpante Giulio Ciccone.

Primoz respira

Oggi il “piccolo Tour” affronta la penultima tappa. E sarà ancora di grande salite. Ma ieri Roglic ha dato un segnale importante.

Un segnale che sa di fiducia. Non si può dire che Primoz abbia ritrovato il sorriso, perché tutto sommato quello non gli era mai mancato in questi giorni francesi, ma di certo questo sorriso si è rafforzato.

«Sono davvero felice. Finalmente sono tornato a vincere – ha dichiarato lo sloveno dopo l’arrivo – anche se ci è voluto un bel po’. Ero piuttosto limitato con la spalla sinistra. Non potevo mettere la mano in tasca per prendere qualcosa o spingere troppo forte. Ma le gambe funzionavano bene. Per le gambe non posso lamentarmi».

«Non penso di aver già vinto il Delfinato. Ci aspettano due arrivi molto più duri di quello di oggi (ieri per chi legge, ndr). Ma l’importante è che ci siano buone sensazioni. La squadra ha lavorato bene… Sì, Possiamo divertirci».

Grande e fondamentale forcing di Vlasov nel finale
Grande e fondamentale forcing di Vlasov nel finale

Sobrero solido

E queste parole fanno scopa con quanto ci ha detto Matteo Sobrero. Il piemontese è stato inserito a tempo pieno nell’operazione Tour de France. La squadra ha un’immensa fiducia in lui.

 «Di base sto bene – ha detto Sobrero – ho fatto una buona preparazione. Verso le Collet d’Allevard ho pagato un po’ le botte di ieri, ma la prestazione è buona. Da qui andremo diretti a Tignes e saremmo pronti per il Tour».

In questi giorni Matteo ha lavorato molto. Spesso è stato vicino a Roglic ed è stato autore di una cronometro più che buona. Ma come dicevamo questa vittoria dà fiducia.

Ancora Sobrero: «Capire davvero come sta Roglic non è mai facile! Anche perché sta sempre bene. Oltre alla vittoria posso dire che a Sierre Nevada ha lavorato molto bene. Certo, la strada per il Tour è molto lunga, ma in generale non lo vedo affatto male. E sono convinto che questa vittoria gli darà serenità dopo momenti difficili».

Roglic balza in testa al Delfinato. Ora guida con 19″ su Evenepoel e 58″ su Jorgenson
Roglic balza in testa al Delfinato. Ora guida con 19″ su Evenepoel e 58″ su Jorgenson

Vittoria inattesa

Una vittoria che però non è stata così scontata. Anzi, forse è stata anche inaspettata per certi aspetti. Diciamo che è nata strada facendo.

«La vittoria – spiega Sobrero – non si può dire che fosse in programma. Dopo la caduta di ieri infatti, in cui noi della Bora-Hansgrohe siamo finiti tutti a terra, chi più e chi meno eravamo acciaccati. Quindi non ci siamo voluti prendere la responsabilità della corsa. Volevamo stare un po’ alla finestra».

Ma evidentemente le botte con il passare dei chilometri si sono fatte sentire meno del previsto. Nella maxi caduta Roglic per una volta non ha riportato enormi danni: contusioni e graffi. Semmai c’era stata paura. «A molti è andata peggio di me, ma sono caduto sulla stessa spalla che già aveva problemi», aveva detto Roglic. Da qui anche il dolore dichiarato ieri verso Le Collet d’Allevard. 

Quindi i ragazzi guidati in ammiraglia da Rolf Aldag hanno colto l’occasione.

«Nella salita finale – conclude Sobrero – Primoz stava bene. Ed è andata come è andata. Con Vlasov si sono parlati e hanno sfruttato bene la situazione. Che dire: sono davvero contento. Avanti così!».