Poche ore e sarà Tour de France Femmes. Come per gli uomini, che lo hanno concluso neanche una settimana fa, si annuncia un’edizione scoppiettante. Il parterre è galattico. Ci sono le migliori scalatrici, le migliori velociste e le migliori cacciatrici di tappe. Ma che Tour Femmes vedremo? Che percorso attende le ragazze?
Si parte domani da Losanna, dove eravamo stati su invito di A.S.O. 99 giorni fa, quando mancavano esattamente 100 giorni al via. Nove tappe, un grande momento clou rappresentato dal Mont Ventoux, una cronometro piuttosto impegnativa e il gran finale a Nizza, dopo 1.175 chilometri e 18.795 metri di dislivello. Un percorso e un parterre, quello di questo Tour Femmes, che abbiamo analizzato con Giada Borgato.


Dunque ci siamo, Giada. Che idea ti sei fatta di questo Tour Femmes?
Mi sembra un Tour Femmes un pelo meno duro rispetto agli altri anni, almeno sul fronte delle grandi salite, ma sarà comunque durissimo perché è pieno di tappe mosse che saranno corse al massimo. Quelle iniziali, l’anno scorso, erano più semplici; quest’anno invece saranno più ondulate. Proprio per questo, con la gamba ancora fresca, mi aspetto una battaglia fin dai primi chilometri. Credo che sarà un Tour Femmes in cui le ragazze correranno sempre a tutta. Per il resto, la vera grande salita di questa edizione è il Mont Ventoux: sarà quella che farà più male.
Alla luce di questo tracciato apparentemente meno duro, ti aspetti ancora un duello tra scalatrici oppure potrebbe emergere qualche nome nuovo?
Per la classifica generale non usciamo dai soliti nomi. Per me se la giocano soprattutto la campionessa uscente Pauline Ferrand-Prévot e Demi Vollering. Subito dietro vedo Marlen Reusser, Kasia Niewiadoma e Anna van der Breggen. Ripeto però che immagino un duello tra Ferrand-Prévot e Vollering. E’ vero che il percorso è più ondulato, ma poi il Ventoux bisogna scalarlo. E’ duro, lungo e servono gambe vere. Sarà lui a fare la differenza. Fino a quel momento, però, bisognerà tenere sempre le antenne dritte.
Ed Elisa Longo Borghini? Lei, per scaramanzia, dice che intanto vuole arrivare in fondo…
Elisa in questa corsa non è mai stata troppo fortunata. Per un motivo o per un altro ha sempre avuto qualche problema. So che sta bene. Ha svolto il lavoro in altura e tutta la preparazione prevista. Per me questo è un buon percorso per lei. Le prime tappe sono mosse e le si adattano bene. Anche la cronometro, lunga 21 chilometri, presenta un lungo tratto in salita e può valorizzarla. Fino al Ventoux può tranquillamente restare nelle prime posizioni della classifica. Dal Ventoux in poi vedremo. Tanto lì nessuna si nasconderà più. E poi non è detto che Longo Borghini sia costretta a esporsi. In casa UAE ADQ c’è anche un’altra pedina importante, Paula Blasi, e questo significa molto.


















Cosa intendi?
Che in due possono scombussolare i piani della corsa. Se parte Longo Borghini nelle prime tappe, cosa fai? La lasci andare oppure chiudi? Secondo me Elisa capirà fin dai primi giorni come impostare il suo Tour Femmes. Se sul Ventoux dovesse perdere terreno, allora potrebbe non insistere troppo sulla classifica e puntare all’ultima tappa, la Nizza-Nizza, che è durissima. E comunque, anche se dovesse staccarsi, credo resterebbe tranquillamente in top 10. Trovatemi dieci atlete che vanno forte quanto lei. Se la salute sarà dalla sua parte, il percorso di questo Tour Femmes può davvero premiarla. L’unico vero ostacolo è il Ventoux, perché per il resto è quasi perfetto.
Hai accennato alla tappa finale, la Nizza-Nizza: lì si scalerà il Col d’Eze, finale storico della Parigi-Nizza, per quattro volte. Pensi che questa frazione possa rimescolare le carte?
Arriva al termine del Tour Femmes e le ragazze saranno stanchissime. Inoltre sarà successiva al Ventoux e alla tappa più lunga della corsa, quella di 175 chilometri. Questa misura appena 99 chilometri, ma è un continuo saliscendi con quattro ascese del Col d’Eze. Sarà un tappone tremendo. Io il Col d’Eze lo conosco: non è impossibile, ma affrontato quattro volte a ritmi elevati può fare tantissima selezione. Quando abitavo da quelle parti l’ho percorso spesso.
E com’è?
Non è una salita impossibile (6 chilometri al 7,6 per cento, ndr). Ma affrontata forte diventa davvero impegnativa. C’è un tratto centrale più duro e spesso spiana leggermente. Lì serve potenza. Spesso rappresenta già un tappone per gli uomini al termine della Parigi-Nizza, figuriamoci per le donne e dopo un intero Tour Femmes. La tappa regina resta quella del Ventoux, però quest’ultima potrebbe perfino risultare la più dura nel suo insieme. Sicuramente sarà tremenda. Se qualcuna dovrà recuperare e vorrà inventarsi qualcosa, potrà provarci già alla penultima scalata, oppure addirittura fin dal primo passaggio se avrà molto coraggio. Però mi aspetto che, per valori in campo e per le energie rimaste, le migliori siano già davanti dopo due passaggi sul Col d’Eze.


Un finale incerto dunque…
I distacchi davvero importanti, continuo a pensare, li farà il Ventoux. Qualcosa la farà anche la cronometro. Tante arriveranno ancora in corsa per la classifica fino al Ventoux. Se lì non dovessero crearsi distacchi enormi, la Nizza-Nizza potrebbe cambiare qualcosa. Anche in discesa ci sarà terreno per fare la differenza.
In parte questa domanda l’abbiamo già affrontata, ma allora è un Tour Femmes per scalatrici o per attaccanti più complete?
Essendo un filo meno duro sarà un Tour Femmes più esplosivo. Di salite davvero lunghe, oltre al Ventoux, c’è il Col de la Faucille, ma arriva nella terza tappa e per di più all’inizio della giornata. E’ vero che non è ciclismo maschile e che potrebbero crearsi differenze maggiori, però è soltanto l’inizio della terza tappa e molte avranno ancora gambe fresche. Inoltre la frazione è molto lunga e ci sarà spazio per rientrare. Potrebbero restare davanti anche 20-25 atlete e le migliori sarebbero comunque tutte lì.
Percorso molto ondulato, una lunga salita nella terza tappa: quanto conterà la squadra in questo Tour de France Femmes?
Oggi la squadra è sempre importante. La FDJ-SUEZ è fortissima. Secondo me è la più forte e tutte correranno per Vollering. Ferrand-Prévot ha Marianne Vos che punterà soprattutto alle prime tappe. Ha una buona squadra, ma non è al livello della FDJ. Poi, però, Pauline spesso si arrangia da sola. Sul Ventoux sarà un confronto diretto contro le altre. La squadra più attrezzata è proprio la FDJ e questo mi fa pensare a ciò che hanno fatto sul Colle delle Finestre al Giro d’Italia Women. La CANYON//SRAM è buona, ma inventa meno tatticamente. Oggi, comunque, le squadre contano soprattutto nelle tappe miste, magari nelle fasi centrali quando ci possono essere cadute, forature o altri imprevisti. Poi, alla fine, sarà soprattutto una questione di gambe. E in questo senso mi aspetto un’azione di forza della FDJ sul Ventoux. Sulla Faucille una squadra può essere utile soprattutto per restare davanti e controllare.


Giada, hai nominato spesso il Ventoux. Ma salite come questa, il Colle delle Finestre o l’Alpe d’Huez dello scorso anno, nel ciclismo femminile non rischiano di essere troppo decisive ai fini della corsa?
Non del tutto, almeno con il livello che oggi c’è al Tour e, più in generale, nel ciclismo femminile. Per me la presenza di queste salite iconiche è importante. E’ importante per tutto il movimento e per attirare l’attenzione del grande pubblico. Poi, ripeto, il livello si è alzato tantissimo. Sì, da metà gruppo in poi ci saranno distacchi molto ampi, ma le migliori lotteranno almeno fino a metà salita. Poi, quando inizierà la parte più brulla del Ventoux, arriveranno gli affondi delle top rider. Quindi sì, una salita del genere incide parecchio, ma se è una sola va benissimo. Si è sempre fatto anche in passato e non vedo perché non si debba fare oggi. Certo, se per tre giorni consecutivi proponi salite lunghissime allora non sono d’accordo, ma così funziona. E aggiungo un’altra cosa…
Prego…
Le ragazze lassù ci sono già state. Ci andarono quando vinse Marta Cavalli e il livello non era quello di questo Tour Femmes. Marta non vinse da sola: attaccò nel finale dopo una lunga battaglia, segno che la corsa fu combattuta. Con le atlete presenti quest’anno sono convinta che vedremo un grande spettacolo.