Jasper Philipsen

Philipsen, partenza in sordina. E’ allarme o tutto sotto controllo?

25.02.2026
4 min
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E’ un inizio di stagione meno scintillante del previsto quello di Jasper Philipsen. Il campione belga ha scelto di saltare il primo appuntamento WorldTour, il UAE Tour, preferendo la più “morbida” Volta ao Algarve. Una decisione ponderata con un parterre meno profondo e, almeno sulla carta, maggiori chance di vittoria. Eppure lo sprinter della Alpecin-Premier Tech non ha alzato le braccia e ha disputato un solo sprint vero.

Legittimo allora chiedersi a che punto sia la sua condizione e se gli appelli alla calma della squadra rispecchino davvero la situazione. In Belgio in tanti si sono posti la stessa domanda. Tanto più che da sabato si entra nel vivo con le classiche del Nord e poi diretti fino alla Sanremo.

Jasper Philipsen
Jasper Philipsen (classe 1998) ha svolto un buon blocco invernale, lavorando spesso in Spagna (foto Instagram)
Jasper Philipsen
Jasper Philipsen (classe 1998) ha svolto un buon blocco invernale, lavorando spesso in Spagna (foto Instagram)

Partenza in sordina

E’ stato lo stesso Philipsen a indicare nell’Omloop Nieuwsblad il primo vero banco di prova della stagione. Come riportato dalla stampa belga, il fiammingo non ha nascosto di considerare l’Omloop una “prima misurazione” della propria condizione, con l’auspicio di trovare il picco di forma solo in seguito. Un approccio graduale, coerente con la sua storia recente: anche in passato Philipsen ha impiegato qualche settimana per carburare, salvo poi esplodere nelle Classiche e nei Grandi Giri.

La scelta di evitare il UAE Tour e di orientarsi verso l’Algarve rientra in questa logica. Meno pressione, chilometraggio controllato, lavoro specifico con il treno e soprattutto un clima più adatto ai belgi, rispetto ai 30 e passa gradi della prova emiratina. Tuttavia in Portogallo le occasioni sono state limitate: tra frazioni mosse e situazioni tattiche complesse, Philipsen ha disputato un solo sprint in condizioni ideali e lo ha chiuso al quarto posto. Non abbastanza per trarre indicazioni definitive, ma sufficiente per alimentare interrogativi. E’ evidente che il belga stia ancora costruendo la condizione, più che finalizzando.

Jasper Philipsen, Paul Magnier
Prima tappa dell’Algarve. Vince Magnier. Sulla sinistra si notano Philipsen (4°) e Groves (7°) della Alpecin. E’ evidente che qualcosa non ha funzionato nel treno
Jasper Philipsen, Paul Magnier
Prima tappa dell’Algarve. Vince Magnier. Sulla sinistra si notano Philipsen (4°) e Groves (7°) della Alpecin. E’ evidente che qualcosa non ha funzionato nel treno

Acqua sul fuoco

Il dibattito si è acceso nel dopo Algarve. Dalla squadra hanno invitato a non trarre conclusioni affrettate: le volate mancate non sarebbero il segnale di una crisi, bensì il risultato di dinamiche di corsa poco favorevoli. Il diesse Frederik Willems ha spiegato a Wielerflits: «Non sono preoccupato, questa prima settimana di gare è andata come doveva andare. Jasper è dove doveva essere con la condizione. L’obiettivo non è il risultato immediato ma una crescita verso le Classiche».

In Algarve il belga non ha forzato oltre misura. Nessuna rincorsa disperata, nessun azzardo tattico. Un atteggiamento che può essere letto in due modi: prudenza programmata oppure mancanza di brillantezza. La verità, probabilmente, sta nel mezzo. E’ noto che Philipsen renda al meglio quando la velocità di base è già elevata e il suo treno riesce a impostare uno sprint lungo e regolare. Ma in Portogallo questo scenario non si è visto, anche perché il treno formidabile guidato da VdP non c’era e anche questo va considerato. Lo stesso Willems ha rimarcato come ci siano stati degli intoppi proprio in relazione al treno, al lavoro condiviso con Kaden Groves.

Insomma è anche difficile valutare davvero lo spunto attuale di Jasper Philipsen. La squadra resta serena. Il lavoro invernale non è stato stravolto e i carichi sono calibrati per arrivare competitivi a marzo. E’ un calendario costruito con precisione, senza picchi anticipati. Ma si sa: questo ciclismo non aspetta nessuno, soprattutto se si è dei campioni e se riveli che non avevi gambe (come è successo nel secondo sprint in Portogallo). In qualche modo certi atleti sono “condannati a vincere”.

Jasper Philipsen
Kuurne 2025: Jasper Philipsen porta a casa il successo con una volata di forza
Jasper Philipsen
Kuurne 2025: Jasper Philipsen porta a casa il successo con una volata di forza

Niente Fiandre

Il momento della verità è già all’orizzonte. Sabato Philipsen sarà al via della Omloop Nieuwsblad, dove nel 2025 fu terzo, e domenica alla Kuurne-Brussel-Kuurne, corsa di cui è campione uscente. Due gare che offriranno indicazioni più attendibili: muri, vento, selezione naturale. La cosa che pone una riflessione in più però è il fatto che Philipsen neanche quest’anno disputerà il Fiandre. E magari proprio per questo ci si aspettava qualcosa in più. Non solo, ma a dicembre aveva rilanciato sulla Roubaix, ribadendo il sogno di vincerla e i grandi stimoli che gli dà questa corsa.

Il suo calendario fino alla Milano-Sanremo, da qui in poi, ricalca fedelmente quello dell’anno passato. La speranza è ritrovare il Philipsen versione Sanremo 2024, capace di coniugare resistenza e sprint dopo quasi 300 chilometri. Il 2025 fu segnato dalla caduta alla Nokere Koerse, incidente che compromise la preparazione della Classicissima, oltre agli strascichi dell’infortunio al Tour.

Le pressioni crescono. La Alpecin poggia gran parte delle proprie ambizioni su Philipsen e su Mathieu Van der Poel. Se il primo deve ancora accendersi, il secondo resta il faro tecnico e mediatico del team, ma non è ancora sceso in pista dopo il ciclocross. E’ tutto su di loro.

Le prossime due gare diranno se l’avvio in sordina era parte del piano o il preludio a una rincorsa più complessa del previsto. Pensando anche che Milan, Groenewegen, Girmay e Magnier hanno già mostrato i muscoli.