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Pasqualon, Oldani, Albanese: i tre esclusi da Wollongong

24.09.2022
6 min
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Daniele Bennati prima di partire per l’Australia aveva stilato una lista di 13 atleti, tra i quali c’erano anche Stefano Oldani, Andrea Pasqualon e Vincenzo Albanese. I tre esclusi quando sono stati ufficializzati i nomi per Wollongong.

Per ciascuno dei tre ragazzi la scelta ha avuto ha una genesi diversa. Una motivazione legata soprattutto al tipo di corsa che ha in mente Bennati e ad un sovrapporsi di uomini con caratteristiche simili. Non si è trattato solo di merito o meno.

Oldani ha optato per un ennesimo ritiro (il quarto dell’anno) a fine agosto. L’idea era di puntare forte sul finale di stagione (foto Instagram)
Oldani ha optato per un ennesimo ritiro (il quarto dell’anno) a fine agosto. L’idea era di puntare forte sul finale di stagione (foto Instagram)

Oldani e la Alpecin

Stefano Oldani non è veloce come Pasqualon e Albanese. E’ più un corridore d’attacco e di fondo. Magari avrebbe vestito la maglia per aiutare i capitani.

«So – dice con lucidità il corridore della Alpecin-Deceuninck – che le selezioni per la maglia azzurra sono sempre difficili. Sfortunatamente sono sempre rimasto fuori, anche quando ero più giovane e titolato. Avevo vinto il campionato italiano a crono juniores e avevo dimostrato tanto.

«Avevo parlato tanto con Bennati, ma non avevo la sicurezza che una volta in Australia avrei corso. Magari sarei stato a disposizione come riserva. A quel punto visto il grande impegno profuso per preparare la stagione, visto che avevo chiesto alla squadra altri giorni per andare in ritiro a Livigno… abbiamo preferito pensare agli obiettivi di questo fine stagione».

Non solo la vittoria di Genova al Giro. Nelle scorse settimane Oldani è stato 8° assoluto al Giro di Danimarca e 4° al Gp Fourmies
Non solo la vittoria di Genova al Giro. Nelle scorse settimane Oldani è stato 8° assoluto al Danimarca e 4° a Fourmies

Scelta ragionata

Oldani spiega quindi che nel suo caso l’esclusione è stata concertata, tra lui, la squadra e in qualche modo Bennati. Andare in altura significa non mettersi a disposizione del proprio team per le corse e che qualcun altro deve correre al posto tuo.

«Alla fine – riprende Oldani – è stata una scelta più mia e del team che di Bennati. La squadra non era d’accordo che andassi laggiù e perdessi dieci giorni. Sarei tornato con un altro fuso orario da smaltire e neanche avrei corso il mondiale. Vanificando così la preparazione fatta per queste ultime gare in Italia, cui il team ed io teniamo molto.

«Piuttosto ai piani alti (l’UCI, ndr) dovrebbero capire che certe trasferte dall’altra parte del pianeta sono molto complicate. Se il mondiale fosse stato in Europa, la squadra mi avrebbe mandato anche come riserva. Un conto è perdere 4-5 giorni e non avere problemi di jet-lag e un conto è perdere due settimane piene e vanificare un intero blocco di lavoro.

«Peccato, mi dispiace molto. Sarebbe stata una bella esperienza. In ogni caso vorrei dire che con Bennati ci siamo lasciati benissimo».

Pasqualon in azione ad Overijse (Belgio). Andrea ha mostrato un rendimento costante nel corso della stagione (foto @godinjonathan)
Pasqualon ad Overijse (Belgio). Andrea è stato costante nel corso della stagione (foto @godinjonathan)

Delusione Pasqualon

Quando lo contattiamo Andrea Pasqualon è fuori per la distanza. E che distanza sui passi dolomitici: 190 chilometri e 3.900 metri di dislivello. E’ quasi fine settembre e l’atleta della Intermarché Wanty Gobert ha ancora la voglia di fare tutto al meglio. E forse anche un pizzico di rabbia.

La sua esclusione è quella che ha fatto più rumore. Il percorso era davvero adatto a lui. Andrea ha mostrato di andare forte e dall’inizio dell’anno diceva che teneva al mondiale in modo particolare. Avrebbe fatto di tutto per esserci. Ma anche stavolta è rimasto fuori.

«Sto preparando il finale di stagione – dice Pasqualon – mi dispiace moltissimo. Credevo molto nella mia presenza, ma ancora una volta non ci sono… Scelte del commissario tecnico. Avevo parlato un po’ col “Benna” anche alla Coppa Sabatini. Voleva portare più scalatori rispetto a gente veloce. Capisco che sono scelte difficili da fare, però penso anche che un corridore come me ci sarebbe stato bene nel gruppo degli italiani».

«Probabilmente nelle due corse in Canada non ho dimostrato di essere all’altezza, ma lo sapevo perché la mia condizione era in crescita. Volevo arrivare al top forma della forma nella settimana del mondiale. Con i preparatori avevamo questo obiettivo e ci siamo riusciti. E infatti quell’allenamento di ieri è stato uno sfogo».

Pasqualon 2022
Quest’anno Pasqualon ha vinto il Circuit de Wallonie a maggio. Dopo il Tour ha ripreso con dei buoni piazzamenti in Belgio
Pasqualon 2022
Quest’anno Pasqualon ha vinto il Circuit de Wallonie a maggio. Dopo il Tour ha ripreso con dei buoni piazzamenti in Belgio

Testa al 2023

«Cosa dire? Nulla, probabilmente non ho dimostrato il mio valore… Ma non penso proprio sia così dopo un’annata del genere. Non credo di non essere all’altezza di correre un mondiale. Sono stato il miglior italiano in tutte le classiche.

«Magari il prossimo anno con la Bahrain-Victorious riuscirò a fare un altro piccolo salto di qualità. Ad aumentare un po’ la “cilindrata” e vediamo se si arriva a vestire questa maglia azzurra. Io ci spero tanto. Ma per far sì che questo sogno si possa avverare bisogna passare anche dalle scelte dei commissari tecnici».

La delusione è palpabile in Pasqualon. Ma il veneto è onesto e alla fine un pensiero è per i suoi colleghi. «Spero che i ragazzi facciano una bella corsa. Gli faccio un grande in bocca al lupo».

Vincenzo Albanese alla Coppa Sabatini è stato sesto, migliore degli italiani
Vincenzo Albanese alla Coppa Sabatini è stato sesto, migliore degli italiani

L’out di Albanese

E poi c’è il terzo escluso: Vincenzo Albanese. Voci attendibili ci hanno riferito che il corridore della Eolo-Kometa ci sia rimasto malissimo. E forse anche per questo motivo è rimasto nel silenzio.

La posizione di Albanese era forse la più delicata. Difficile vederlo come capitano e difficile vederlo lavorare per i compagni. Di contro, è anche vero che “Alba” è colui che scorta il compagno Fortunato alle pendici dello Zoncolan e gli serve la vittoria sul piatto d’argento.

L’ultima volta che lo avevamo intervistato aveva da poco vinto la sua prima gara da pro’. La forma c’era ed era in crescita. Anche Vincenzo aveva cerchiato di rosso l’appuntamento australiano. E come gli altri, avrebbe meritato una maglia. Ma le scelte per Bennati non sono state facili. E’ il lato oscuro dell’essere cittì: la tagliola prima o poi arriva.

La delusione nei tre ragazzi c’è ed è comprensibile. I sogni e le aspettative del corridore da una parte, le scelte tecniche del cittì dall’altra. Il filo può essere molto sottile. Ma non è la prima e non sarà l’ultima volta che accadrà tutto ciò.