DENIA (Spagna) – Tra i tanti campioni che compongono la Lidl-Trek ce n’è uno che nel giorno del media day si è visto poco… ma c’era. E questo suo esserci senza farsi notare è stato coerente con l’andamento della sua stagione. Parliamo di Tao Geoghegan Hart, vincitore del Giro d’Italia 2020.
Il 2025 doveva essere la stagione della rinascita e invece è stata, ancora una volta, un’annata fatta di alti e bassi, anzi di lunghi periodi di assenza. Eppure questo atleta, anche lo scorso anno nonostante tutto aveva dimostrato che il talento non manca: allo Slovenia sembrava rinato. La Lidl-Trek lo aveva ingaggiato investendo molto su di lui, ma alla fine tutto sembra essersi fermato a quel maledetto 17 maggio 2023, quando durante la tappa della corsa rosa verso Tortona Tao è caduto riportando fratture molto importanti.


Parla Larrazabal
Di nuovo, per aiutarci a capire la situazione attorno all’inglese, ci viene incontro Josu Larrazabal, head coach della Lidl-Trek.
«L’anno scorso – inizia il tecnico basco – ancora una volta Tao è stato travolto da una marea di sfortune». Allarga le braccia, Josu appare sinceramente dispiaciuto. Poi riprende: «Però è stato anche un bell’investimento e sarebbe bello arrivare finalmente al dunque. Con il 2026 entriamo nell’ultimo capitolo del suo progetto: aveva un contratto triennale. I primi due anni sono andati male per vari motivi, ma sono ottimista. Finalmente siamo riusciti a fare un buon inverno. Teniamo le dita incrociate, ma finora è stato ideale. Anche lui lo sente, è contento. Ha passato un periodo senza intoppi».
Periodo senza intoppi: forse la chiave del “caso” Tao Geoghegan Hart è tutta qui. Perché, tutto sommato, sulle prestazioni elevate l’ex Ineos ci è anche tornato. Quello che è mancato è la continuità, di rendimento e di gare.
Nel 2025 doveva fare il Tour de France, aveva lavorato sodo, ma dopo il Tour de Suisse è arrivato l’ennesimo stop. Chiaro che quando questa situazione si ripete a lungo, oltre a esserci qualcosa che non va, anche morale e fisico ne risentono.
«Per quanto tu sia forte, per quanto tu abbia vinto in passato, quando attraversi un periodo così lungo in cui non te ne va dritta una diventa dura, molto dura. Una volta una caduta, un’altra una costola, poi una malattia nel momento sbagliato, la catena che cade quando gli altri scattano… No, questa volta la stiamo prendendo un passo alla volta. E per ora l’unica certezza è che l’inverno è andato bene».


Idea Giro d’Italia?
In casa Lidl-Trek non si molla però. «Cambieremo un po’ – riprende Larrazabal – Non faremo l’altura iniziale che facevamo al Teide, anche per provare nuove vie e dargli stimoli diversi. Ma soprattutto perché abbiamo deciso di lavorare sul medio termine. Questo significa non avere un programma rigido e poter variare. Dopo l’imminente ritiro di gennaio abbiamo deciso di dargli continuità e farlo gareggiare subito alla Volta a la Comunitat Valenciana. L’obiettivo è farlo partire bene a febbraio, metterlo nella posizione giusta e poi decidere se fare la Tirreno-Adriatico o il Volta a Catalunya.
A questo punto viene da chiedersi con quale obiettivo finale si lavori. Se questa “partenza full gas” dovesse funzionare, l’idea è quella di riportarlo al Giro d’Italia?
«Quest’anno stiamo parlando del Giro con Tao. Ma attenzione: un corridore come lui, per presentarsi al via di una corsa come il Giro, deve essere in certe condizioni. Non può andarci tanto per farlo. E’ una corsa che ha vinto. Per esserci deve prima ritrovare se stesso, la fiducia e quella stabilità che gli è mancata negli ultimi anni.
«I primi test hanno dato buoni dati. Spero che anche adesso, a gennaio, avremo riscontri positivi. Portarlo alla Valenciana sarebbe già un segnale importante: significherebbe che il programma ha funzionato e che tutto il lavoro fatto ha avuto un senso, prima di tutto per lui».


Geoghegan Hart e Lidl-Trek
Qualche giorno fa, parlando con Ciccone, avevamo sottolineato come questa squadra stia vivendo una fase di forte evoluzione. Ci sono campioni che arrivano, altri che crescono e gli equilibri cambiano. Lo stesso Ciccone ha detto di essere pronto ad aiutare Ayuso al Tour. In questo contesto, che ruolo può avere Geoghegan Hart?
Ancora Larrazabal: «Tao al Tour in supporto di Ayuso? Non ha senso parlarne ora. Ricordiamoci da dove veniamo. E’ una conversazione che ho avuto anche con lui. Non sappiamo neppure se faremo il Giro, perché prima dobbiamo fare diversi step. La priorità è la salute, poi la continuità. Faccio un esempio: l’anno scorso Tao aveva fatto un ottimo risultato al Giro di Slovenia. Sembrava tutto a posto, ma pochi giorni dopo non siamo riusciti a ripetere quelle prestazioni al Tour de Suisse. Per questo dico che servono continuità, salute, dati e fiducia».
La speranza è che Geoghegan Hart possa davvero riprendersi. Sarebbe importante per lui e, guardando al Giro, anche per la corsa rosa, che avrebbe un protagonista in più. Tao è un ragazzo sensibile, uno che, per dire, si informa sui luoghi in cui va a correre e non solo sugli aspetti sportivi. E’ chiaro che stia soffrendo questa situazione.
I soli 48 giorni di gara disputati nel 2025, tra l’altro iniziati a febbraio e conclusi con l’ultima corsa in Cina a ottobre inoltrato, non possono bastare. Come ha detto Larrazabal, deve assolutamente ritrovare la continuità. Se lo vedremo al via della Valenciana, allora potremmo parlare di programmi concreti.