Seixas e Finn, destini paralleli ma (per ora) lontani

Il francese e l’italiano, destini paralleli ma (per ora) lontani

14.04.2026
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Uno è francese e già vince prove del WorldTour, l’altro è italiano e porta con fierezza indosso la maglia di campione del mondo U23. Uno sfida già i fenomeni e tutti lo attendono all’esame che fa tremare i polsi: la Liegi contro Pogacar. L’altro prepara le sue prossime apparizioni contro i professionisti, come al Tour of the Alps ma resta per ora spettatore delle grandi classiche sicuro che le affronterà prossimamente.

La carriera di Paul Seixas e Lorenzo Mark Finn (in apertura foto Werner Müller-Schell) procede parallela senza incrociarsi, almeno per ora. I loro entourage hanno scelto evoluzioni completamente diverse, ma è palpabile nell’ambiente la contrapposizione fra due talenti puri, che tutti sperano possano scrivere pagine storiche di qui ai prossimi mesi.

Davide Cassani, ex cittì della nazionale è da sempre attento osservatore dei nuovi talenti emergenti
Davide Cassani, ex cittì della nazionale è da sempre attento osservatore dei nuovi talenti emergenti
Davide Cassani, ex cittì della nazionale è da sempre attento osservatore dei nuovi talenti emergenti
Davide Cassani, ex cittì della nazionale è da sempre attento osservatore dei nuovi talenti emergenti

Chi li osserva con occhio attento è l’ex cittì della nazionale Davide Cassani, che vede differenze fra i due dettate proprio dalle scelte fatte: «Sono praticamente coetanei, ci sono pochi giorni di differenza. Il francese è stato campione del mondo a cronometro, ma contro il tempo va forte anche Lorenzo Finn. Per quanto riguarda le corse a tappe, Seixas ha dimostrato di avere per adesso qualcosa in più, ha vinto il Tour de l’Avenir mentre Finn è arrivato quarto. Si vede che comunque sono corridori abbastanza simili, nel senso che sono polivalenti, vanno forte a cronometro e vanno forte anche in salita».

La scelta che ha fatto il francese di esordire così presto sarà un vantaggio che avrà nel prosieguo della carriera, almeno nei primissimi tempi dandogli questo carico di esperienza in più?

Tutto dipende da quello che hanno fatto in passato e lo sanno solo loro. Un ragazzo di vent’anni può essere diverso da un suo coetaneo, anche in base a quello che hanno fatto in precedenza. Ci sono dei ragazzi che maturano prima e altri che maturano dopo. Seixas è sempre andato fortissimo, da junior ha vinto il Giro della Lunigiana, ha vinto il campionato del mondo. Hanno deciso di farlo passare subito, come fece Evenepoel.

Dopo la vittoria contro il tempo, nei Paesi Baschi Seixas ha dato a tutti una lezione in salita
Dopo la vittoria contro il tempo, nei Paesi Baschi, il giovane francese della Decathlon ha dato a tutti anche lezioni in salita
Dopo la vittoria contro il tempo, nei Paesi Baschi Seixas ha dato a tutti una lezione in salita
Dopo la vittoria contro il tempo, nei Paesi Baschi, il giovane francese della Decathlon ha dato a tutti anche lezioni in salita
E’ stata la scelta migliore?

Non lo so, sta di fatto che comunque Seixas era pronto per passare, lo ha dimostrato l’anno scorso, lo sta dimostrando quest’anno. Ma io condivido anche la scelta di Lorenzo Finn, perché se guardiamo indietro lo stesso Pogacar ha fatto due anni tra i dilettanti e dopo aver vinto il Tour de l’Avenir è passato professionista. Probabilmente, se Finn avesse vinto l’Avenir l’anno scorso, quelli della sua squadra avrebbero pensato che fosse già pronto per passare professionista. Tenerlo nella categoria è stata una decisione forte.

Per Finn la Red Bull ha scelto un approccio soft, ma ora non mancheranno i confronti con i pro'
Per Finn la Red Bull ha scelto un approccio soft, ma ora non mancheranno i confronti con i pro’
Per Finn la Red Bull ha scelto un approccio soft, ma ora non mancheranno i confronti con i pro'
Per Finn la Red Bull ha scelto un approccio soft, ma ora non mancheranno i confronti con i pro’
Nel senso che ha vantaggi e svantaggi?

Esatto. In questo momento la scelta gli sta dando ragione visti i risultati, ma è naturale che facendo più corse tra i professionisti forse potrebbe avere qualche vantaggio in più nell’immediato, ma bisogna vedere poi nei prossimi anni.

E’ possibile identificarli come corridori per classiche o per corse a tappe?

E’ da vedere. Anche nei professionisti ci sono i corridori da corse a tappe e quelli da corse in linea. Togli Pogacar da questa categoria perché è un fenomeno a parte. Vingegaard è un corridore solo da corsa a tappe, Van der Poel e Van Aert da prove in linea. Evenepoel non lo sappiamo ancora cosa potrà diventare, perché ha vinto una Vuelta, ma l’ha vinta qualche anno fa e la Vuelta non è il Giro, non è il Tour mentre in linea ha un mondiale, un’Olimpiade e due Liegi. Quindi non lo sappiamo che indirizzo avrà.

Il francese ha mostrato di avere una marcia in più a cronometro: è già uomo da grandi giri?
Il francese ha mostrato di avere una marcia in più a cronometro: è già uomo da Grandi Giri?
Il francese ha mostrato di avere una marcia in più a cronometro: è già uomo da grandi giri?
Il francese ha mostrato di avere una marcia in più a cronometro: è già uomo da Grandi Giri?
Ti sta sorprendendo di più il francese per quello che sta facendo o l’italiano per quello che sta facendo nel suo ambito?

Negli under 23 Finn è nettamente il più forte e quindi non c’è storia. Mi sta sorprendendo quello che sta facendo il francese, perché è da quando ha cominciato la stagione che è sempre là davanti e soprattutto mi ha sorpreso alle Strade Bianche perché è stato l’ultimo a cedere a Pogacar e nonostante questo ha tenuto duro, è arrivato secondo. Poi è stato straordinario nelle prime due tappe dei Paesi Baschi dove ha dominato la cronometro e la tappa in salita.

Qualcosa di raro?

E’ semplicemente incredibile quello che sta facendo e quindi in questo momento Seixas mi sta sorprendendo di più rispetto a Lorenzo, dal quale mi aspettavo che vincesse quelle due corse perché comunque è forte.

La Strade Bianche ha svelato il talento di Seixas, ultimo a cedere allo scatenato Pogacar
La Strade Bianche ha svelato il talento del francese di Lione, ultimo a cedere allo scatenato Pogacar
La Strade Bianche ha svelato il talento di Seixas, ultimo a cedere allo scatenato Pogacar
La Strade Bianche ha svelato il talento del francese di Lione, ultimo a cedere allo scatenato Pogacar
Veniamo alla dimensione squadre per l’uno e per l’altro. Per il francese si parla insistentemente di un interesse della UAE. Sarebbe un errore andare nello stesso cantiere di Pogacar, che dovrebbe essere il suo avversario?

Io penso che la Decathlon non se lo farà scappare, perché se hanno investito quest’anno 10 milioni in più nella squadra lo hanno fatto anche perché c’era un corridore così e per di più francese. Già l’anno scorso si poteva intuire che potesse diventare molto, molto forte. Da sportivo non mi piacerebbe vederlo nella stessa squadra dell’iridato, perché negli anni prossimi potrebbe diventare davvero un suo avversario.

Per quanto riguarda Finn, la dimensione della Red Bull può essere quella giusta per farlo evolvere?

Credo proprio di sì, perché la Red Bull sta cercando di tutelare nel migliore dei modi la crescita di Lorenzo Finn. Gli fanno fare le corse tra i professionisti, ma intanto mantiene il feeling con la vittoria. Comincia a gestire la pressione che dà la maglia di campione del mondo: quando si presenta al via nelle corse U23 è sempre l’uomo da battere. E quindi penso che sia la strada giusta per crescere nel migliore dei modi.

La prima pagina de L'Equipe dedicata alla vittoria di Seixas all'Itzulia Country Race
La prima pagina de L’Equipe dedicata alla vittoria di Seixas all’Itzulia Country Race
La prima pagina de L'Equipe dedicata alla vittoria di Seixas all'Itzulia Country Race
La prima pagina de L’Equipe dedicata alla vittoria di Seixas all’Itzulia Country Race
Ognuno nel suo ambito ha una forte pressione addosso. Il pubblico francese spera che Seixas sia l’uomo giusto per chiudere la lunga parentesi del Tour de France. Su Finn, gli italiani sperano che sia l’uomo del rilancio. Può pesare la responsabilità nella crescita di questi ragazzi?

Sono giovani, ma hanno tutto quello che gli serve per diventare dei campioni, fin da junior hanno gestito queste attese. E’ naturale che la pressione ci sia, soprattutto su Seixas, basta vedere quello che ha fatto L’Equipe sulla sua vittoria basca. E’ dall’85 che non vincono il Tour de France, si rendono conto che possono avere un corridore che potrebbe farlo, ma deve essere bravo lui, deve essere brava la squadra, deve essere brava la famiglia per cercare comunque di farlo crescere.

E per l’italiano?

La stessa cosa può capitare a Lorenzo Finn se comincia a vincere le corse tra professionisti nel giro di pochi mesi. Anche noi abbiamo bisogno di un campione e quindi la pressione c’è. Ma credo che anche il ligure sia pronto…