Il filo logico di Mauduit sulla crescita di Lenny Martinez

12.05.2024
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Quattro vittorie e piazzamenti importanti in questo primo scorcio di stagione. Una Vuelta alle spalle. Un ottimo Romandia. Una crescita importante. Ammettiamolo: un po’ ci stupisce non vedere Lenny Martinez al Giro d’Italia. Anche perché ha fatto un buon calendario sin qui, con Catalunya e Romandia che potevano essere un buon percorso di avvicinamento alla corsa rosa.

La grinta di Lenny Martinez (classe 2003) al Catalunya
La grinta di Lenny Martinez (classe 2003) al Catalunya

Una promessa a pois

Qualche domanda sulla gestione tecnica del folletto francese ce la siamo posta anche noi. Martinez ormai sembra pronto per lottare ad alti livelli. E questo è un argomento che abbiamo posto sul piatto e analizzato con Philippe Mauduit, responsabile del settore corse e direttore sportivo della Groupama-FDJ.

In questi giorni si è parlato parecchio di Lenny in Francia, anche in chiave di mercato. Sembra abbia firmato già con la Bahrain-Victorious, ma chi gli è vicino, a cominciare da suo papà Miguel, smentisce categoricamente: «La prima scelta è quella di prolungare con la Groupama».

Ma si è parlato anche del nonno, di Lenny, Mariano. L’ex corridore degli ’70 sta perdendo la vista e ha chiesto al nipote di vincere la maglia a pois, che lui fece sua nel 1978. «Conquistala prima che io non possa più vederti indossarla». Secondo papà Miguel, Lenny si è fissato in testa questa promessa. Anzi, questa missione.

Philippe Mauduit (classe 1968) è uno dei direttori sportivi della Groupama-FDJ (foto X)
Philippe Mauduit (classe 1968) è uno dei direttori sportivi della Groupama-FDJ (foto X)
Philippe, insomma, Lenny Martinez va forte, come mai non lo avete portato al Giro?

Perché è ancora giovane, ha solo 20 anni. E perché uno come lui non lo si porta così…

Ma ci avete mai pensato? Tutto sommato ha già una Vuelta nel sacco e al Giro non avete né un uomo di classifica, né un velocista.

Sì, ci abbiamo pensato, ma in realtà un velocista ce lo avevamo. Ed era Paul Penhoet. Quest’inverno avevamo fatto i programmi di tutti i ragazzi. Prima del Giro Penhoet si è rotto i legamenti del ginocchio. A quel punto ci siamo posti una domanda: rivoluzioniamo la squadra o sostituiamo un solo uomo? Cambiare tanti programmi sarebbe stato troppo complicato e forse neanche era giusto per chi aveva già un calendario definito e aveva iniziato dall’Australia. E poi sarebbe stato complicato inserire Lenny, in quel gruppo concepito diversamente.

Perché?

Perché un corridore così lo devi supportare. Gli devi mettere vicino almeno un paio di scalatori e qualcuno che lo aiuti in pianura. Abbiamo quindi deciso di non toccare nulla e di mandare Laurence Pithie, che non aveva ancora un programma estivo, è uscito bene dal Nord e per lui poteva essere una bella esperienza con una buona possibilità di vittoria di tappa.

Trofeo Laigueglia 2024, Martinez trionfa in solitaria precedendo Vendrame e Ayuso
Trofeo Laigueglia 2024, Martinez trionfa in solitaria precedendo Vendrame e Ayuso
E quindi come gestirete Martinez da qui in poi (rientrerà in corsa a fine giugno e poi a luglio farà il Giro di Svizzera)?

C’è di nuovo l’ipotesi Vuelta per lui e non il Tour de France. In questo caso non solo perché è giovane, ma è il giovane che porta sulle spalle la speranza di tutta la Francia. La speranza del prossimo vincitore del Tour. Significherebbe metterlo in pericolo e questo, per ora, possiamo evitarlo. Meglio la Vuelta, meglio la Spagna.

Insomma, lì Lenny sarà più tranquillo…

Esatto, inoltre in Spagna avremmo una squadra con un po’ più di scalatori. Dobbiamo essere realistici: noi siamo un team che oscilla fra il settimo e il dodicesimo posto della classifica WorldTour e non abbiamo gli uomini che possono fare classifica su tutti e tre i grandi Giri. Per farlo servono altri corridori e i salari sono così alti che già poter fare due grandi Giri con l’idea della classifica generale è tanto. E poi ripeto, l’idea di venire al Giro con il velocista era ponderata. Oggi trovare una corsa di tre settimane che ti dà l’opportunità di 7-9 arrivi in volata è una cosa rara. Quindi era giusto anche per questo motivo.

Philippe, ma per te Martinez era pronto? Pronto per il testa a testa o sarebbe venuto con l’obiettivo di crescere?

E’ un tutt’uno, non si possono dividere le due cose.

Ma conoscendolo sarebbe stato contento? Parliamo dei desideri, dei sogni del “bambino” al Giro…

Sì, sì sicuro. Sotto questo punto di vista sarebbe stato contento e pronto a lottare. Ma come dicevo, cambiare i programmi sarebbe stato complicato. Anche perché oltre a Penhoet, in questa prima parte di stagione abbiamo 6-7 infortuni. E si è trattato d’infortuni gravi, che hanno visto i ragazzi fermi per mesi e qualcuno ancora non ha ripreso.

In Francia ci sono enormi attese su questo ragazzo. Esporlo prematuramente al Tour potrebbe essere un effetto boomerang per Lenny
In Francia ci sono enormi attese su questo ragazzo. Esporlo prematuramente al Tour potrebbe essere un effetto boomerang per Lenny
Si parla di crescita: in queste due stagioni con voi è migliorato? Intendiamo anche sotto il profilo della personalità?

Dal punto di vista fisico le sue caratteristiche fisiche crescono, non in modo eccezionale, ma lineare e questo va molto bene. Dove vedo che cresce rapidamente è nella parte mentale. Lenny non ha paura di niente. Mi sembra che la pressione gli scivoli addosso. Dalla Vuelta dell’anno scorso ha imparato molto. Ha una forza mentale impressionante. Lui parte per vincere, sempre.

Quindi adesso è uno che nelle riunioni parla? Nei meeting dice la sua?

Non parla molto a dire il vero, ma è giovane e sta imparando ad essere leader. Quando nel bus si fanno i faccia a faccia con i corridori è importante anche la parola del corridore, del capitano in questo caso, e non solo quella del direttore sportivo. Io glielo l’ho fatto notare e lui ha capito. E’ incredibile. Gli dici una cosa una volta e non hai bisogno di ripetergliela… come invece oggi bisogna fare con tanti ragazzi.