SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) – «E’ stata una Tirreno bella, dura, ma anche un po’ strana. C’erano salite corte ma esplosive. Contava moltissimo la posizione, stare davanti… Ma per come stavo, essendo tornato poco prima dalla Colombia, non posso non essere contento». Santiago Buitrago inizia così a raccontarci del suo cammino verso il Giro d’Italia.
Il corridore della Bahrain Victorious sarà infatti presente alla prossima corsa rosa. Santiago ha già vinto due tappe al Giro d’Italia e da due anni aveva provato il Tour de France. Stavolta però le cose per lui sembrano prospettarsi in modo diverso. A 26 anni (va per i 27) è giunta l’ora di fare classifica.


Questione di ritmo
La stagione di Buitrago è iniziata molto bene. Subito è volato in Australia, dove al Tour Down Under, non certo gara per scalatori puri come lui, ha colto un buon 22° posto e poi è tornato nella sua Colombia. Santi vive nella provincia di Bogotá. In piena fase di carico ha ottenuto il quarto posto ai campionati nazionali, vinti da Egan Bernal.
Ma il ritorno in Italia è stato più che scoppiettante: primo al Trofeo Laigueglia e settimo alla Tirreno-Adriatico, corsa che, come lui stesso ha in parte detto, quest’anno richiedeva un gran ritmo.
«Cosa mi è mancato? Il secondo giorno ho preso la salita parecchio indietro e in una tappa mossa e tecnica come quella di San Gimignano non era il massimo. Lì ho perso un po’ di tempo. E lo stesso anche due frazioni dopo. Ma, come detto, quel che credo mi sia mancato sia stato un po’ di ritmo gara, perché su questo percorso e con questo livello era determinante. Quell’esplosività che ti dà la corsa, appunto».
Buitrago però appare sereno. In questi giorni sta disputando la Volta a Catalunya, altra gara con un parterre di altissimo livello. Poi tornerà in Colombia, sfruttando quel pregio che hanno gli andini: stare a casa e fare altura al tempo stesso.


Verso il Giro
«Intanto spero di andare meglio al Catalunya, mi piacerebbe molto. Dopodiché andrò a casa e ritornerò per il Giro d’Italia e quest’anno mi piacerebbe provare a fare la classifica. Al Giro sono stato già due volte e credo sia il momento giusto per provare a fare uno step. Il percorso l’ho visto. E’ abbastanza impegnativo e quella crono così lunga non sarà facile. Ma sono motivato a fare bene».
L’idea di fare classifica piace molto anche a Franco Pellizotti, direttore sportivo della Bahrain Victorious. Buitrago ormai lo conosce da tempo e “Pelli” è sempre riuscito a tirare fuori il massimo da lui. Ma potremmo dirlo in generale degli atleti che ha avuto, specialmente nelle settimane del Giro. Ricordiamo per esempio il cammino per portare la maglia ciclamino di Jonathan Milan a Roma, quando Jonathan stava male sulle Tre Cime: quella fu una piccola impresa tecnico-tattica del diesse friulano.
Con Buitrago perché non pensare dunque anche al podio? In fin dei conti, tolti Jonas Vingegaard e Joao Almeida, gli altri sono a un livello piuttosto omogeneo.


Fiducia Pellizotti
Chi sembra già dentro al progetto Buitrago-Giro in tutto e per tutto è proprio Pellizotti. Forse perché anche lui sente e fiuta l’occasione. Noi magari con la parola podio osiamo, azzardiamo, ma dal discorso che fa il friulano forse non ci andiamo troppo lontano.
«Santiago si sta preparando bene – spiega Pellizotti – e puntiamo a fare una buona classifica con lui. Sarà il primo che tenterà di farla. E’ molto motivato e la squadra lo supporterà bene, a partire da Damiano Caruso, che sarà il nostro road captain. E poi anche io con lui sto legando di più, avendolo seguito in tutte queste corse prima del Giro.
«Certamente – va avanti Pellizotti – è una crono difficile per lui, però è anche vero che poi ci sono anche tanti arrivi in salita. Poi partiamo anche dal presupposto che noi non partiamo per vincere il Giro e quindi il nostro target per la lotta in generale avverrà con gli altri scalatori. Noi però per quella crono ci stiamo impegnando molto. Anche a casa farà parecchie ore con la bici da crono. Abbiamo rivisto la posizione durante l’inverno e sarà un tassello importante».