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Attenti, un Thomas così forte non si vedeva da tanto

07.07.2022
5 min
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«Mi sento bene ad esser sincero – dice Thomas sui rulli – è stato bello vedere che il gruppo era ormai piccolo e abbiamo provato a fare qualcosa. Non avevo pianificato di cadere, ma è successo. Pidcock era con me e mi ha aiutato a rientrare, è bravissimo in queste cose. Qualche volta è inevitabile, sappiamo che qualche volta può succedere ed è successo, ma alla fine sarebbe potuto finire peggio. Non ho realizzato che ci fosse pure Roglic, mentre ho visto Jack Haig per terra e ho cercato di rimettermi subito in piedi e finire bene la corsa».

Dopo l’arrivo della tappa di ieri sul pavé, Thomas parla con Ellingworth e Van Baarle
Dopo l’arrivo della tappa di ieri sul pavé, Thomas parla con Ellingworth e Van Baarle

Rilassato e fresco

La tappa del pavé è finita da poco e il corridore della Ineos Grenadiers gira le gambe su rulli che cigolano e un po’ lo fanno ridere e un po’ chiede al meccanico che li faccia smettere. I compagni arrivano alla spicciolata. Van Baarle, il vincitore della Roubaix, si ferma più a lungo degli altri e ai due si avvicina anche Rod Ellingworth, il capo della performance del Team Ineos Grenadiers. Confabulano. E quando si sono chiariti, l’olandese sale sul pullman, mentre Geraint continua a girare e di colpo fa un cenno ai giornalisti rimasti ad aspettarlo.

Racconta la sua storia in tre battute, non oltre. Ma sorride e appare super sereno. E questo, a capo di una tappa così dura, è sinonimo di freschezza e buon umore.

Pidcock ha aiutato Thomas a rientrare dopo la caduta ed è arrivato con lui a 1’04” assieme a Yates
Pidcock ha aiutato Thomas a rientrare dopo la caduta ed è arrivato con lui a 1’04” assieme a Yates

Parliamo col capo

A guardarlo da vicino si ha la sensazione che il gallese abbia la testa libera e di conseguenza le gambe forti. A questi livelli si può dare per scontato che il grande atleta abbia valori di eccellenza, soprattutto uno così che ha vinto un Tour e qualche titolo fra mondiali e Olimpiadi. Il fatto è che spesso quei valori non riescono ad esprimerli. E forse essere in un Team Ineos non più condannato a vincere il Tour, ha permesso a Geraint di arrivarci con la leggerezza necessaria per andare forte divertendosi.

Per questo appena lui sale sul pullman, ci avviciniamo a Ellingworth, che lo guidava sin dai tempi della pista. E sorridendo gli diciamo che sembra di vedere il Nibali leggero del Giro. Partito senza pressioni e arrivato a un passo dal podio.

«Credo che Geraint stia proprio bene – conferma – lo si può vedere. Basta vedere i numeri e la sua mentalità. Negli anni ha acquisito molta esperienza, credo ne abbia viste tante. Una corsa come il Tour si costruisce giorno dopo giorno e lui ha fatto bene tutto l’anno. Il suo impegno con la squadra è stato bellissimo. E trovo molto bello sentirgli dire che quest’anno alle corse si sta divertendo». 

Ancora una volta la sensazione, parlando con Ellingworth, di una rifondazione nel Team Ineos
Ancora una volta la sensazione, parlando con Ellingworth, di una rifondazione nel Team Ineos
Il Tour insomma è solo la fine del cammino?

E’ un piacere lavorare con lui, ma non c’è solo lui. Ci sono un sacco di bei ragazzi, sono insieme in questo viaggio da dicembre. E’ un bel gruppo che si impegna molto l’uno per l’altro. Sì, ci sono proprio delle belle vibrazioni.

Pensi che il paragone con il Nibali del Giro sia giusto?

Probabilmente Thomas corre con lo stesso atteggiamento. Credo che anche lui abbia il rispetto del gruppo, perché ha già vinto il Tour e non ha niente da perdere. E’ certamente più grande di età ed è più saggio di quando ha iniziato, ma penso che stia facendo proprio bene anche in questo gruppo così giovane. Abbiamo anche due nuovi allenatori che stanno lavorando bene, anche Nibali ha cambiato preparatore, giusto? Ci stiamo muovendo, abbiamo idee nuove.

Thomas ha vinto il Tour nel 2018, subito dopo la grande vittoria di Froome al Giro
Thomas ha vinto il Tour nel 2018, subito dopo la grande vittoria di Froome al Giro
Al Villaggio si incontra spesso Wiggins, Froome è appena passato con la sua nuova maglia. Thomas è l’ultimo di quel gruppo, che cosa sta cambiando nel team?

Alla fine la gente va avanti. Alcuni smettono, altri vanno altrove. Alcuni fanno affidamento sulla propria esperienza e continuano, come Froome. Ragazzi così non li dimentichi, ma ci sono stati molti cambiamenti negli anni. Competere è competere e devi adattarti. Devi essere scaltro e credo che Thomas, ma anche Martinez e Pidcock faranno bene.

Richard Carapaz secondo al Giro: «Non si può sempre vincere»
Richard Carapaz secondo al Giro: «Non si può sempre vincere»
Avete sempre vinto almeno un grande Giro all’anno. Il Giro è andato, restano Tour e Vuelta…

Abbiamo sempre detto negli anni che siamo una squadra di corse a tappe, è il nostro principale target. Abbiamo sempre voluto vincere un grande Giro. E’ la storia da cui veniamo, quello che abbiamo sempre fatto. Carapaz è arrivato secondo al Giro quest’anno, credo che abbia fatto un’ottima gara. La squadra ha fatto un’ottima gara. Siamo stati battuti da Hindley davvero per poco, alla fine questo è lo sport. Si tratta di competere e credo che ogni squadra provi il massimo per cercare di vincere. Non le possiamo vincere tutte, ma certamente l’obiettivo è quello. E come conseguenza, vincere.