Search

Arriva la Serenissima Gravel, ce la presenta Moletta

12.10.2021
5 min
Salva

Pochi giorni e sarà Serenissima Gravel, la prima gara gravel appunto riservata ai professionisti. Dal Lido di Jesolo a Piazzola sul Brenta, nel cuore del Veneto, tra costa, sterrati, argini, campagne e campanili. E’ uno degli eventi più attesi di Ride the Dreamland, che iniziano domani con il Giro del Veneto. Dietro a questa bella e coraggiosa iniziativa ci sono Filippo Pozzato e Jonny Moletta. E proprio con Jonny cerchiamo di capire cosa dobbiamo attenderci.

Da sinistra: Cordiano Dagnoni, Jonny Moletta, Filippo Pozzato e Roberto Ciambetti (regione Veneto) al lancio di Ride the Dreamland
Jonny Moletta con il presidente della FCI, Cordiano Dagnoni

Sul campo prima dell’Uci

«Quest’anno l’Italia – dice con entusiasmo Moletta – nello sport è stata storica visto quanto e cosa abbiamo vinto, e lo sarà anche da un punto di vista organizzativo con questo primo evento gravel per professionisti. Il prossimo anno l’Uci farà i campionati mondiali gravel e questo credo sia già un ottimo risultato».

«Cosa ci aspettiamo dunque? Che tutto vada al meglio! Il nuovo spaventa. Spaventa noi, gli atleti, le squadre… Alcuni team temevano per l’incolumità dei loro atleti e così abbiamo optato per team composti da quattro corridori e non avere così un gruppo troppo folto. Al via ci saranno 60 partenti e questo ci dà una certa tranquillità per quel che riguarda l’assistenza in gara e la sicurezza».

Un’iniziativa nel vero senso della parola dunque, questa Serenissima Gravel. Una gara che dà appunto inizio ad un nuovo ramo ciclistico. Un ramo che si spera sia anche prosperoso. Il gravel già esiste, ma in tante altre sfaccettature, tra cui quello americano (più wild e meno racing). Ma in questo progetto c’è veramente tanto, sia sul piano tecnico che su quello della promozione territoriale.

«Sul fronte del marketing – spiega Moletta – è stato fatto molto. E’ promozione. Abbiamo riscosso una grande sensibilità da parte delle aziende per il Ride the Dreamland e molta di questa sensibilità è dovuta proprio alla gara gravel. E’ un qualcosa di originale. L’idea è nata parlando con Pozzato. Avevamo il Giro del Veneto al mercoledì e la granfondo per gli amatori al sabato: volevamo riempire questo buco. In Veneto abbiamo la materia che sono i corridori e così ci siamo “solo” messi all’opera».

Oltre 50 chilometri di sterrati, tra i fiumi e le lagune venete (foto Veneto Gravel)
Oltre 50 chilometri di sterrati, tra i fiumi e le lagune venete (foto Veneto Gravel)

Regolamento da scrivere

Un’opera vasta e al tempo stesso stimolante. Perché si fa presto a dire: “facciamo una gara gravel”. Ma poi bisogna realizzarla e se si tratta di un qualcosa di nuovo c’è anche un aspetto non secondario da valutare: il regolamento.

«Dopo aver individuato un percorso serviva un regolamento, che di fatto non esisteva per una gara gravel. E così abbiamo chiesto aiuto a Massimo Ghirotto, esperto del fuoristrada e della strada, perché il rischio molto elevato era quello di proporre la brutta copia di una Roubaix o di una Strade Bianche. Pertanto servivano anche dei limiti tecnici, come l’utilizzo di bici gravel e non da corsa. E la discriminante è stata quella di individuare come sezione minima gomme da 35 millimetri».

Il regolamento poi riguarda anche l’assistenza in gara, che di fatto non c’è. O meglio, non c’è nella maniera tradizionale in cui intendiamo noi. Ci saranno infatti delle feed e technical zone, rispettivamente per mangiare e bere e per ricevere assistenza tecnica. Il corridore deve essere in grado in caso di foratura o guasto meccanico di provvedere lui stesso.

«E credetemi, più di qualche diesse ci ha detto che i propri corridori non sapevano cambiare la gomma. Vogliamo così dare anche un messaggio diverso. Nell’era della tecnologia, si fa un piccolo passo indietro per riscoprire certi valori». Una scelta che ben s’intona con questo evento, ci sentiamo di aggiungere.

Percorso veloce

Infine uno sguardo al percorso. Come accennato, si va da Jesolo a Piazzola sul Brenta: 126,8 chilometri pressoché piatti, ma con oltre 80 chilometri di sterrato dipanati in 11 settori gravel.

«Il percorso attraversa luoghi splendidi. Il Veneto ha bellissime montagne e tante colline e si tende sempre a sottolineare quelle, anche in bici. Invece anche la parte bassa e costiera è molto bella. In tal senso l’aver individuato Jesolo come partenza non è casuale. Jesolo è un po’ la nostra “capitale del mare”. E lo stesso vale per Piazzola sul Brenta. Questo è il crocevia di due importanti piste ciclabili: la Treviso-Ostiglia e quella del Brenta. Senza contare che sempre qui c’è Villa Contarini, di proprietà della regione, da dove è già partito il Veneto Gravel, ideato da Roberto Polato, il quale ci ha aiutato non poco».

«Il percorso è veloce – conclude Moletta – Zero salite, ma con parecchi argini. Ci sono rettilinei lunghissimi ideali per i cronoman e zone in cui invece si deve rilanciare continuamente. Ciclabili e sterrati lungo fiumi importanti. E poi nel finale, nel momento clou, abbiamo deciso di introdurre un circuito da ripetere tre volte. In questo modo anche il pubblico potrà vedere di più i corridori, senza contare che la piazza di Piazzola è enorme e lì ci saranno anche molti espositori. Speriamo che la gente sia tanta lungo il percorso».