Boucles de la Mayenne 2026, Vincenzo Albanese

Albanese sta tornando, ora che il cuore non fa più i capricci…

11.06.2026
5 min
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Voce un po’ più bassa e rauca del solito, retaggio dei cambi di temperatura in Francia e Belgio, con il grande caldo in gara e l’aria condizionata in albergo. Vincenzo Albanese non se ne cruccia più di tanto, in fin dei conti sono i rischi del mestiere. La sua stagione sta entrando nel vivo solo ora e infatti, alla Boucles de la Mayenne, è arrivato il suo primo podio stagionale con annessa Top 10 nella classifica generale.

Benoit Cosnefroy si aggiudica la terza tappa alla Boucles de la Mayenne. Albanese, a sinistra, è 3°
Benoit Cosnefroy si aggiudica la terza tappa alla Boucles de la Mayenne. Albanese, a sinistra, è 3°
Benoit Cosnefroy si aggiudica la terza tappa alla Boucles de la Mayenne. Albanese, a sinistra, è 3°
Benoit Cosnefroy si aggiudica la terza tappa alla Boucles de la Mayenne. Albanese, a sinistra, è 3°

«Ho avuto un sacco di problemi quest’anno – racconta – sono partito male a marzo, già mi ero rotto la mano in Belgio e quindi ero stato un mese fuori dalle gare. Ero tornato il primo maggio in gara a Francoforte ma ho avuto una tachicardia e diversi problemi al cuore: prima di ritornare alle gare ho dovuto fare un sacco di visite e controlli. Per questo, dopo tutto quello che ho passato, essere lì davanti anche solo per giocarsi una gara comunque è stato bello».

Che tipo di gara era e che concorrenza hai trovato?

Era la terza volta che la facevo e la conoscevo abbastanza bene. Sapevo che c’era il giorno più adatto a me, la tappa più dura su un percorso che conoscevo. C’era un bel livello, non esageratamente alto, con corridori abbastanza importanti, quindi essere lì, avere quella sensazione di giocarsi la vittoria con gente come Pedersen e Cosnefroy (poi vincitore di tappa, ndr) fa sempre piacere.

Albanese aveva iniziato la stagione nei tempi giusti, ma a marzo è arrivato il primo stop
Albanese aveva iniziato la stagione nei tempi giusti, ma a marzo è arrivato il primo stop
Albanese aveva iniziato la stagione nei tempi giusti, ma a marzo è arrivato il primo stop
Albanese aveva iniziato la stagione nei tempi giusti, ma a marzo è arrivato il primo stop
Arrivato a questo punto della stagione, con i problemi che tu hai avuto, è un vantaggio o uno svantaggio? In fin dei conti potresti essere un po’ più fresco degli altri…

Credo che quello ormai sia un retaggio di un ciclismo del passato. Tutti corrono a blocchi, quindi in qualunque periodo trovi gente fresca. Questo discorso forse 10 anni fa, quando sono passato professionista, si poteva anche fare, ma adesso non cambia niente.

Tutti ricordano quando esordisti al Giro d’Italia a 20 anni, adottato come il ragazzino del gruppo. Adesso sei uno dei più esperti nella squadra, che effetto ti fa?

Effettivamente noi siamo la squadra WorldTour più giovane, con un’età media di circa 22 anni. Io appunto sono tra i più vecchi, ma le basi da seguire più o meno sono sempre quelle. Devo però dire che in tanti ragazzi mi ci rivedo, in certe situazioni, anche in certe paure normali a quell’età, dettate dall’incertezza. E poter dare un contributo mi piace, dà senso a quello che faccio.

Per Albanese finora 24 giorni di gara. Il podio in Francia è il primo risultato di peso
Per Albanese finora 24 giorni di gara. Il podio in Francia è il primo risultato di peso
Per Albanese finora 24 giorni di gara. Il podio in Francia è il primo risultato di peso
Per Albanese finora 24 giorni di gara. Il podio in Francia è il primo risultato di peso
Sei stato quasi un precursore, passando professionista a 19 anni quando non era propriamente comune…

Sì, prima a 19 anni ti sentivi veramente giovane a essere già lì, adesso sembra diventato quasi un obbligo, quindi si sente questa differenza. Io saltai quasi a pié pari la categoria under 23, oggi lo fanno in tanti e sembra quasi la normalità. Penso che dipenda molto dalle storie personali, non debba essere una sorta di legge non scritta, ma si debb a guardare alle caratteristiche e all’evoluzione di ognuno.

La squadra ti ha dato supporto nel fatto che in questi mesi che poi erano importanti per te, visti gli appuntamenti che c’erano, hai dovuto marcar visita?

Sì, ho saltato tutte le classiche che erano le mie gare, quelle a cui tenevo di più – ammette Albanese – quindi non è stato facile, poi il problema al cuore ha anche aggiunto preoccupazione. La squadra mi ha appoggiato, mi ha dato tranquillità nel prendermi i dovuti tempi per assicurarmi che fossi a posto per tornare alle corse senza rischiare la vita e per me è stato molto importante.

Al Giro della Svizzera 2025 la sua ultima vittoria. Proverà a ripetersi quest'anno?
Al Giro della Svizzera 2025 la sua ultima vittoria. Proverà a ripetersi quest’anno?
Al Giro della Svizzera 2025 la sua ultima vittoria. Proverà a ripetersi quest'anno?
Al Giro della Svizzera 2025 la sua ultima vittoria. Proverà a ripetersi quest’anno?
E adesso che cosa ti aspetta?

La Copenhagen Sprint di sabato prossimo e dal giorno dopo andrò al Giro della Svizzera dove lo scorso anno ho vinto una tappa, poi il campionato italiano e a luglio farò un po’ di altura per cercare di essere al meglio per agosto e settembre.

Niente Tour quindi, la Vuelta invece è nelle tue possibilità?

Non credo, nel mio programma ci sono molte gare tra agosto e settembre, tra cui anche quelle italiane che mi si addicono molto. E’ vero, per tornare al discorso di prima, che la mia storia inizialmente è legata a un Grande Giro, ma non è quella la mia dimensione ideale. I Grandi Giri non è che proprio mi piacciano più di tanto: se c’è da farli li faccio, ma mi trovo meglio in altre situazioni.

Albanese con Carapaz alla Tirreno-Adriatico. Le piccole corse a tappe sono la sua dimensione ideale
Albanese con Carapaz alla Tirreno-Adriatico. Le piccole corse a tappe sono la sua dimensione ideale
Albanese con Carapaz alla Tirreno-Adriatico. Le piccole corse a tappe sono la sua dimensione ideale
Albanese con Carapaz alla Tirreno-Adriatico. Le piccole corse a tappe sono la sua dimensione ideale
Quali?

Facendo gare brevi di una settimana o 3-4 giorni o anche gare singole riesco ad esprimere meglio il mio potenziale e infatti i miei risultati migliori sono arrivati tutti da prove simili. Per questo il mio calendario è costruito apposta per poter estrarre il meglio.

C’è un obiettivo specifico che ti sei posto da qui alla fine della stagione?

Considerando il periodo dal quale vengo, spero di trovare buone sensazioni come è stato in Francia, senza avere problemi fisici. Poi chiaramente l’obiettivo è vincere una gara all’anno, non importa quale, ogni stagione mi prefiggo di avere almeno un’occasione per poter alzare le braccia al cielo.