Morte Francesco Mazzoleni, 15 febbraio 2026, Team Goodshop Yoyogurt

EDITORIALE / L’indifferenza uccide più della velocità

16.02.2026
4 min
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L’arco dell’amore di Melendugno. La valanga e i tre morti della Val Veny. Il tentativo di rapimento al supermercato di Bergamo. Il secondo oro di Federica Brignone e quello di Lisa Vittozzi nel biathlon. Il bambino cui hanno trapiantato il cuore “bruciato”. L’interrogatorio dei coniugi di Crans Montana. Persino il diciottenne investito a Roma dal referente di Elon Musk. Ma di Francesco Mazzoleni nei telegiornali nazionali di ieri sera e quelli del mattino non c’era traccia. Se ammazzano un ciclista non fa notizia?

La vita spezzata

La storia probabilmente l’avete già letta. Francesco Mazzoleni, under 23 della Goodshop Yoyogurt di Torino, stava rientrando da un allenamento quando è stato investito da un’auto che proveniva dalla direzione opposta lungo la provinciale 175 nella bergamasca. Strada dritta, doppia striscia nel mezzo. Non si sa molto sulla dinamica. Quel che resta è la morte di un ragazzo del 2007 che sognava di fare il corridore e intanto preparava la maturità.

L'incidente è avvenuto lungo la provinciale 175 nel territorio di Barzana (foto Michele Meraviglia/L'Eco di Bergamo)
L’incidente è avvenuto lungo la provinciale 175 nel territorio di Barzana (foto Michele Meraviglia/L’Eco di Bergamo)
L'incidente è avvenuto lungo la provinciale 175 nel territorio di Barzana (foto Michele Meraviglia/L'Eco di Bergamo)
L’incidente è avvenuto lungo la provinciale 175 nel territorio di Barzana (foto Michele Meraviglia/L’Eco di Bergamo)

La bici spezzata in due e l’auto dell’investitore sono state poste sotto sequestro. Non si sa molto sulla dinamica, si diceva, ma per spezzare a quel modo il telaio della sua bici l’urto deve essere stato violentissimo, la velocità sostenuta. Per Francesco non c’è stato nulla da fare, ma la notizia non è uscita dal ristretto ambito del ciclismo, seguita con grande tempismo dal comunicato della Lega e del presidente Pella. Ma i comunicati non bastano più.

La violenza di Stato

Stando ai dati del Ministero dell’Interno, nel 2025 i femminicidi sono stati 97: uno ogni tre giorni e mezzo. Secondo l’osservatorio ASAPS.IT, i ciclisti uccisi sono stati 222: uno ogni giorno e mezzo. La risposta dei media è semplicemente scandalosa: ai primi viene concessa la necessaria attenzione, i secondi vengono ignorati. Quanto allo Stato, è difficile trovare la parola giusta senza cadere nel turpiloquio: forse disarmante è il termine giusto.

Giusto ieri, per una drammatica ironia della sorte, è capitato di scrivere di sicurezza per bici.STYLE, commentando un’iniziativa nata nel Comune di Tivoli.

«Le trattative estenuanti per riconoscere la distanza del metro e mezzo nel Codice della Strada – abbiamo scritto – sono state pari a quelle altrettanto disarmanti sul consenso nella Legge sulla violenza sessuale. Il primato del maschio che non accetta limitazioni, il primato del motore che non accetta di rallentare. Si parla in entrambi i casi di soggetti deboli, resi tali da una cultura sbagliata e violenta, che il sistema non riesce o non vuole riconoscere come tali».

E' difficile spiegarsi l'indifferenza o l'incapacità della politica di fronte alla mattanza sulle strade
E’ difficile spiegarsi l’indifferenza o l’incapacità della politica di fronte alla mattanza sulle strade
E' difficile spiegarsi l'indifferenza o l'incapacità della politica di fronte alla mattanza sulle strade
E’ difficile spiegarsi l’indifferenza o l’incapacità della politica di fronte alla mattanza sulle strade

La legge esiste già

Mentre tanti si riempiono la bocca della parola sicurezza pensando di mascherare la loro palese inadeguatezza, sulle strade si continua a morire con una regolarità imbarazzante e drammatica: dal primo gennaio, sempre secondo l’osservatorio ASAPS.IT, i ciclisti morti sono stati 15.

Nel 2001, quando il doping dilagava nel ciclismo, il presidente federale Ceruti propose di fermare il gruppo per un mese. Che cosa si dovrebbe fare oggi, davanti alla mattanza dei ciclisti sulle strade? Bisogna arrendersi alla violenza della velocità? Bisogna vietare l’uso della bicicletta? E’ così difficile ottenere il rispetto della legge, fare multe e ritirare patenti? E’ difficile o non interessa? C’è dietro la stessa aberrante logica per cui se una donna ha detto di no in realtà voleva dire di sì?

Nella ZTL di Roma è stato imposto il limite dei 30 all’ora. Siamo ciclisti, sappiamo bene che cosa significhi andare a 30 di media: se trovi una salita oppure ti fermi, la media va giù. Si ha un bel dire che la media nel centro di Roma si aggira fra i 16 e i 20 all’ora, ma vogliamo andare a vedere cosa accade alla partenza dei semafori e fra un ingorgo e l’altro, quando per tenere la media si sfreccia a 90 all’ora su strade piene di auto, motorini, bici e pedoni?

Silvia Piccini fu uccisa nel 2021 a 17 anni. L’automobilista patteggiò la pena (sospesa) di un anno e 4 mesi e perse la patente per 3 anni. Può bastare per chiamarla giustizia?
Silvia Piccini fu uccisa nel 2021 a 17 anni. L’automobilista patteggiò la pena (sospesa) di un anno e 4 mesi e perse la patente per 3 anni. Può bastare per chiamarla giustizia?

Politici senza vergogna

Ancora una volta siamo qui a chiedere di sopravvivere a un allenamento o una semplice passeggiata, atterriti dalla prospettiva che lo smarrimento e l’indignazione per la morte di uno di noi durino per il tempo della sepoltura e poi vengano dimenticati.

Da Silvia Piccini a Francesco Mazzoleni, passando per Matteo Lorenzi e Sara Piffer, Scarponi e Rebellin e nell’impossibilità di ricordarli tutti, riteniamo sia giunto il momento che i signori Ministri e a caduta tutti quelli che si nutrono dei nostri tributi nella catena alimentare dello Stato diano un senso ai loro stipendi. Altrimenti chiedano scusa e tornino a casa: quelli che governano e quelli che si oppongono. Sono tutti uguali e sono ingrassati abbastanza grazie ai nostri soldi e ai nostri morti. L’incompetenza e la superficialità dovrebbero essere bandite da ogni contesto professionale. L’indifferenza uccide più della velocità.