Il ritorno da Shanghai per Ivan Quaranta non è stato dei più semplici e non per problemi di coincidenze di voli… In una spedizione italiana ai mondiali su pista foriera di soddisfazioni e di ottime prospettive olimpiche per l’endurance, non altrettanto si può dire per la velocità. Quello che doveva essere il primo atto non solo della qualificazione olimpica, ma anche di un generale nuovo posizionamento azzurro nelle gerarchie internazionali ha fatto registrare un sostanziale passo indietro.
E’ vero, tante erano le aspettative, ma forse in sede di bilancio qualcuno è stato troppo severo e lo stesso Quaranta ammette che a Shanghai molti musi lunghi sono sembrati eccessivi. Primo, perché il tecnico aveva messo le mani avanti visti i problemi di preparazione in estate. Secondo, perché il cammino di qualificazione è appena iniziato.


Tutto è iniziato con la mancata qualificazione del Team Sprint maschile per il primo turno e quindi fra le migliori 8 squadre: «Quando ti mancano due dei tre elementi che hanno vinto la Coppa del Mondo, le possibilità si riducono. A noi sono venuti meno Minuta e Napolitano, due fra i quattro titolari, poi Bianchi ha vissuto una giornata a Shanghai non al suo top. Noi abbiamo chiuso a meno di mezzo secondo dai settimi, ma in quelle gare basta un dettaglio per cambiare tutto, questo è il team sprint. Predomo il suo l’ha fatto, la sua è stata la terza miglior frazione finale».
Proprio Predomo è stato anche sfortunato nella prova individuale…
Ha perso di misura con il polacco Ruzyk per un colpo di reni, un soffio ed era fra i migliori otto, oltretutto in qualifica ha chiuso 12° ma a mezzo secondo dal sesto, significa che sta crescendo bene. Se dovesse arrivare sesto alle Olimpiadi, alla sua età, metterei la firma. Adesso è ben posizionato nella qualificazione olimpica, quindi non è del tutto negativa, la trasferta di Shanghai.


Ci si attendeva molto dalla Vece…
Ha fatto una settimana di antibiotici prima di partire. Nelle sue condizioni, non poteva fare molto di più, il settore femminile ha ancora gli elementi contati, era già importante esserci.
Minuta, come mai non l’hai potuto schierare com’era nelle previsioni?
E’ caduto quest’estate al campionato italiano, ha fatto quasi un mese fermo, ha lavorato ma non è riuscito ad arrivare al top, gli ultimi test ci dicevano di puntare su Cusumano che ha fatto il suo ma è giovanissimo. Siamo a livelli dove è tutto programmato, se perdi già solo un giorno di allenamento conta, figurati perdere quasi un mese. Sono cose che possono capitare nello sport, magari dopo un mese riuscivamo a recuperare.


Ora qual è la situazione?
Siamo piazzati al decimo posto nel team sprint, siamo a 50, 60 punti dall’ottava squadra, ma la qualifica è appena iniziata, mancano sei coppe del mondo, 22 europei e un altro mondiale. Quindi tutta questa tragedia non la vedo, abbiamo tempo per recuperare.
La domanda che ci si pone però è se questo cambi un po’ l’approccio alle prossime prove, dagli europei d’inizio 2027 alle prime prove di Coppa del Mondo, perché chiaramente adesso ci sarà un po’ di pressione in più.
Un po’ ci sarà, sappiamo che dobbiamo fare bene perché ci siamo già giocati un bonus, per così dire. Ma sono contento di Predomo che comunque si è piazzato bene, abbiamo un corridore che può entrare negli otto a un mondiale e non dimentichiamoci che è ancora Under 23. C’è da lavorare e soprattutto sperare che vada tutto bene e non ci siano più casi così sfortunati che mi costringano a portare una squadra rimaneggiata.


Tra le ragazze avevi detto la cosa importante era comunque riuscire a partire per poter avere quel minimo di punti…
Lì la qualificazione per noi deve ancora iniziare. Siamo giunte sedicesime, ma almeno qualche punto l’abbiamo preso, tra quelli e non prendere proprio nulla ce ne corre… Adesso ci proveremo già con il campionato europeo a vedere a che punto arriviamo.
A tal proposito, in previsione del prossimo febbraio qual è la situazione degli infortunati?
La Trevisan che aveva avuto la rottura dei legamenti alla spalla recupera. Napolitano ha fatto un’operazione delicata ai testicoli, sta riprendendosi piano pian, nel suo caso vedremo, invece Minuta certamente recupera. Stiamo già pensando al cammino di avvicinamento e credo che quest’inverno qualcosina faremo, penso una gara a Grenchen di sicuro ai primi di dicembre, ma anche quale altra. L’europeo è il 10 di febbraio, sembra lontano ma non lo è…


Italia a parte, questi mondiali ti hanno detto qualcosa di nuovo?
Lavreysen ha portato a casa altre tre medaglie d’oro e non era neanche al top, è finito secondo in qualifica, Predomo gli è arrivato a un decimo e mezzo. Figurati quindi chi abbiamo davanti. Ma per il resto i colombiani sono stati inesistenti e Ortega e Quintero sono due campioni. Yakovlev, il russo che è diventato israeliano, è andato male. Il Canada non ha neanche superato il turno. Con Elia (Viviani, ndr) stiamo già pianificando tutto il programma di sviluppo, i nuovi materiali, i ritiri, tutti i miglioramenti che si possono fare. L’obiettivo è sempre la qualificazione olimpica, non lasceremo nulla d’intentato, ma siamo solo agli inizi.