Nicola Zumsteg, Biesse Carrera Premac (foto Xpix)

Zumsteg: lo scalatore svizzero che cresce in fretta

03.08.2026
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Il primo successo stagionale con la maglia della Biesse-Carrera-Premac, per Nicola Zumsteg, arriva in cima al Monte Grappa al termine di una corsa ideale per il giovane scalatore svizzero. Alla sua seconda stagione tra gli under 23 è arrivata finalmente una giornata che tanto aspettava, la vittoria dove le sue caratteristiche da scalatore sono venute a galla in maniera naturale ma non è stato semplice. Nicola Zumsteg ha attraversato una prima parte di stagione complicata, nella quale ha dovuto adattarsi a un ciclismo veloce ed esigente. Dove nulla viene lasciato al caso, lo aveva capito prima al Giro Next Gen e poi al Giro della Valle d’Aosta quanto sarebbe stato difficile alzare le braccia al cielo. 

«Lo aspettavamo da qualche mese – dice ancora felice e soddisfatto il suo diesse Marco Milesi – perché faticava a ingranare e non riuscivamo a capire il motivo. Già dalle ultime tappe del Giro della Valle d’Aosta si era visto che qualcosa stesse cambiando, lui stesso ci aveva detto di sentirsi meglio. Nei giorni precedenti era uscito di classifica ma avevamo battezzato l’ultima tappa come possibile occasione da cogliere».

Nicola Zumsteg, Biesse Carrera Premac (foto Xpix)
Nicola Zumsteg ha trovato la sua prima vittoria con la Biesse Carrera Premac alla Bassano-Monte Grappa (foto Xpix)
Nicola Zumsteg, Biesse Carrera Premac (foto Xpix)
Nicola Zumsteg ha trovato la sua prima vittoria con la Biesse Carrera Premac alla Bassano-Monte Grappa (foto Xpix)

Rincorrere

«Invece una caduta nella parte iniziale della tappa ci aveva costretto a rincorrere tutto il giorno – racconta ancora Milesi – lui stava bene però, davvero. Ogni volta che in salita rientrava su un gruppetto di corridori li staccava immediatamente. La gamba c’era, così è tornato a casa e ha recuperato bene prima della Bassano-Monte Grappa. Lì poi stava bene, è andato davvero forte e ha vinto. Non che negli appuntamenti precedenti sia andato piano, però mancava qualcosa».

La storia di Nicola Zumsteg in bicicletta è breve, affonda le radici in appena due anni (sta vivendo ora il terzo). Lo scalatore svizzero è arrivato al ciclismo per gioco e per passione, poi ha capito che le gambe giravano e la voglia di mettersi alla prova ha preso il sopravvento. Al primo anno da under 23, corso con il Velo Club Mendrisio, ha vinto la Zanè-Monte Cengio

Nicola Zumsteg, Biesse Carrera Premac (foto Camilla Santaromita)
Nicola Zumsteg è un classe 2006, quest’anno è al secondo anno da under 23 (foto Camilla Santaromita)
Nicola Zumsteg, Biesse Carrera Premac (foto Camilla Santaromita)
Nicola Zumsteg è un classe 2006, quest’anno è al secondo anno da under 23 (foto Camilla Santaromita)
Come è arrivato da voi?

Dario Nicoletti è spesso nella zona di Mendrisio, da dove arriva Zumsteg, e tutti ne parlavano un gran bene. Ci dicevano di tenerlo d’occhio perché aveva dei grandi numeri, la prima volta che abbiamo parlato con lui è stata la mattina della Zanè-Monte Cengio. Qualche ora dopo ha vinto.

Poi?

Ha continuato ad andare forte, alla Coppa Dalfiume è arrivato terzo dietro Tommaso Dati. Per essere un primo anno era decisamente forte. Inoltre fino al 2025 andava anche a scuola, faceva un istituto professionale per muratori in Svizzera. Quindi è da una stagione sola che si sta allenando a tempo pieno. 

Il passaggio in una formazione continental non deve essere stato semplice…

Si vede che non ha esperienza in corsa, alla fine sono tre anni che va in bici. E’ un aspetto sul quale lavoriamo e abbiamo lavorato, ma la verità è che si migliora solamente andando alle gare e mettendosi alla prova

Nicola Zumsteg, Biesse Carrera Premac (foto Camilla Santaromita)
Nicola Zumsteg, svizzero, è alto 173 centimetri e pesa 54 chilogrammi (foto Camilla Santaromita)
Nicola Zumsteg, Biesse Carrera Premac (foto Camilla Santaromita)
Nicola Zumsteg, svizzero, è alto 173 centimetri e pesa 54 chilogrammi (foto Camilla Santaromita)
Qui entra in gioco una squadra come la vostra, che lavora per far crescere i ragazzi.

Siamo partiti tranquilli, senza pressioni ma con delle aspettative concrete. Sapevamo che sarebbe servito del tempo e infatti da metà stagione in poi si è visto un miglioramento importante. Lui sta bene, si allena e il colpo d’occhio in gara sta arrivando.

L’aiuto dei compagni è importante?

Molto, Zumsteg non ha esperienza su come si sta in gruppo e sta imparando. All’inizio, ma anche ora, è difficile lasciarlo da solo. Serve sempre mettergli uno o due compagni di squadra accanto. Il margine di crescita è ampio.

Tutti guardano ai numeri, ma come si lavora per trasformarli in risultati?

Con il tempo e la pazienza, a volte in corsa basta poco per essere tagliati fuori e perdere le ruote giuste. Più corre e maggiore sarà l’esperienza accumulata e la crescita. Speriamo solo di tenerlo con noi un altro anno, sarebbe importante.

Come mai?

Anche i devo team e le squadre WorldTour guardano i numeri e prendono i corridori migliori, con la speranza poi di riuscire a metterli nelle condizioni giuste. Ma il salto a mio avviso per Zumsteg sarebbe troppo grande, restare da noi gli permetterebbe di fare ancora esperienza.

Nicola Zumsteg, Velo Club Mendrisio (foto Instagram)
Zumsteg ha corso il suo primo anno da under 23 al Velo Club Mendrisio e in quell’anno ha vinto alla Zanè-Monte Cengio (foto Instagram)
Nicola Zumsteg, Velo Club Mendrisio (foto Instagram)
Zumsteg ha corso il suo primo anno da under 23 al Velo Club Mendrisio e in quell’anno ha vinto alla Zanè-Monte Cengio (foto Instagram)
E di avere un supporto quotidiano, cosa che nel WorldTour o nei devo team è difficile avere…

Zumsteg vive a cinquecento metri da casa mia, nella casetta che la squadra ha e dove stanno i corridori che vivono lontani. Ora ci sono lui e Slesarenko, in passato ci ha abitato anche Foldager. Averlo così vicino permette di parlarci praticamente ogni giorno, di confrontarmi con lui. 

Quest’anno con voi ha corso il Giro Next Gen, un’altra esperienza importante.

Doveva essere il nostro secondo uomo di classifica, il primo sarebbe dovuto essere Bicelli. Poi quest’ultimo si è infortunato e Zumsteg è diventato il nostro riferimento. Probabilmente ha sentito un po’ la pressione e ha faticato più di testa che di gambe. Ma credo sia stata una bella esperienza e mi piacerebbe averlo anche il prossimo anno per tornarci in vesti diverse.

Il cammino di crescita è quello di un corridore da corse a tappe?

Sicuramente la salita è il suo terreno, inoltre ha un ottimo recupero. Manca l’esperienza, quindi trovare la posizione in gruppo e risparmiare quelle energie che sono fondamentali nell’arco di una corsa di più giorni. Adesso avrà davanti un bel calendario, con Poggiana, Capodarco, Giro del Friuli e Giro di Slovacchia che sarà la sua prima gara con i professionisti.