Olivo: il talento e le mille strade tra cui scegliere

24.03.2025
6 min
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Il percorso di Bryan Olivo tra gli under 23 sembrava avviato verso più rosei destini. Per il tre volte campione italiano nel ciclocross, prima nella categoria esordienti e poi anche tra negli allievi e juniores, la strada era spalancata. L’approdo nel Cycling Team Friuli di Renzo Boscolo, nel 2022, era la ciliegina sulla torta per un talento da scartare e consegnare al mondo dei grandi.

Invece la sfortuna ci ha messo del suo, dalla sua stagione d’esordio tra gli under 23 il friulano ha fatto fatica a mettere insieme un numero di gare accettabile. A inizio 2022 fu un problema al ginocchio a fermarlo per un po’, l’anno successivo si inserì un problema intestinale nel mese di maggio. Per concludere la collezione di episodi sfortunati nel 2024 è arrivato il carico da novanta con un’infiammazione al miocardio che lo ha tenuto fermo per due mesi. 

Per Bryan Olivo l’esordio stagionale è arrivato con la formazione WT del Bahrain Victorious, alla Volta ao Algarve
Per Bryan Olivo l’esordio stagionale è arrivato con la formazione WT del Bahrain Victorious, alla Volta ao Algarve

Qualità

A fronte di tutti questi episodi Renzo Boscolo ha deciso di portare con sé Olivo nel progetto del devo team Bahrain Victorious. Il quarto anno da under 23 non è nelle corde del tecnico triestino ma il talento di Olivo meritava di essere accompagnato ancora, nel tentativo di farlo sbocciare.

«Per il momento – racconta Renzo Boscolo – i due passaggi che Olivo ha fatto con la formazione WorldTour sono andati bene. Nelle gare di Rodi ha avuto un po’ di influenza, lui come altri del team, però si è ripreso bene. Ha lavorato tanto quindi speriamo abbia superato tutti i problemi di salute perché le qualità sono buone».

Finite le gare a Rodi con il devo team per il friulano rotta verso Nord, qui alla Nokere Koerse
Finite le gare a Rodi con il devo team per il friulano rotta verso Nord, qui alla Nokere Koerse
Quando è stato bene i risultati sono arrivati…

Oltre ai risultati nel ciclocross Olivo è andato forte sia a cronometro che in pista. Ha vinto il titolo nazionale under 23 nelle prove contro il tempo nel 2023. Mentre su pista nel 2021 ha conquistato l’argento nell’inseguimento a squadre juniores. Il suo problema sono i guai fisici che gli hanno tolto una grande fetta di attività e di crescita. 

Pensi abbia le qualità per emergere comunque?

Sì, indubbiamente. Un ragazzo come Olivo merita di stare al piano superiore, quello dei professionisti. 

In un mondo che va sempre più veloce con lui serve pazienza, tanto che anche voi siete andati oltre il vostro credo di non lavorare con ragazzi al quarto anno da U23.

Per il fatto di avere appeal tra i professionisti non posso negare quello che ho sempre detto, ai ragazzi viene chiesto sempre di più e poco importa delle problematiche che ci sono dietro al percorso di ognuno di loro. Un esempio che mi viene in mente in questo senso è quello di Pietrobon. Lui è rimasto fermo per due mesi, è ripartito dalla continental di Basso e Contador per poi entrare nella professional l’anno successivo. 

Olivo nel 2024 aveva iniziato la stagione alla grande con la vittoria alla San Geo
Olivo nel 2024 aveva iniziato la stagione alla grande con la vittoria alla San Geo
Il percorso di crescita non può essere lineare per tutti.

Diventa più difficile, ma non impossibile, lui è uno che può scalare questo muro e passare tra i grandi. Magari lo farà più piano, ma quando lo chiameranno sarà pronto. Poi credo che questa tendenza a prendere gli juniores e farli passare direttamente nel WorldTour si esaurirà. E ce ne sono altri di atleti che hanno avuto un percorso non lineare, ad esempio Malucelli.

Dopo il caso Gazprom sembrava tutto finito.

Invece si è messo in gioco ed è tornato a un buonissimo livello, tanto da essere rientrato nel WorldTour. Se ci è riuscito lui a trent’anni non vedo perché non debba farlo un ragazzo di ventidue. La cosa importante è che il lavoro dietro sia fatto bene, con una struttura che segua il ragazzo. A mio avviso c’è ancora spazio per Olivo. 

Che tipo di percorso c’è ora per lui?

Siamo stati chiari fin dall’inizio del progetto devo team. Dopo quattro anni da under 23 l’obiettivo deve essere fare determinate esperienze e correre gare di un certo livello. La cosa più importante è farsi trovare pronti quando il WorldTour chiama. Olivo fino a qui lo ha fatto, alla Volta ao Algarve

La sensazione negli anni è di aver avuto davanti agli occhi un corridore in grado di fare bene ovunque ma senza aver capito che strada può intraprendere, ce lo dici?

Per quanto mi riguarda Olivo è un croman e un pistard di valore. Un ragazzo in grado di dare un grande supporto alla squadra e capace di lavorare per i capitani. La sua forza in questo caso è sul passo e sull’affidabilità in corsa. 

Su pista lo si è visto poco.

Dopo quell’europeo al Cairo di quel gruppetto juniores (formato da Mion, Delle Vedove, Violato, Nicolisi e Olivo, ndr) in pochi sono stati portati avanti nel percorso con la pista. Al di là di questa considerazione Olivo ha portato avanti la disciplina, correndo i campionati italiani e andando spesso a girare a Montichiari. 

Olivo si è dedicato anche alla pista, qui in azione in maglia Cycling Team Friuli
Olivo si è dedicato anche alla pista, qui in azione in maglia Cycling Team Friuli
Può trasportare a tutti gli effetti queste qualità anche su strada diventando un vincente anche lì?

Alla San Geo del 2024 ha vinto e una settimana dopo sono iniziati gli ennesimi problemi. Lui è un corridore che ha bisogno di una corsa molto dura per emergere, però su strada può dire la sua. Il ragionamento è che tra gli under 23 potrebbe essere un vincente, ma non è detto che poi sali di categoria e continui ad esserlo. E’ un percorso di crescita da fare con calma perché da U23 sei forte fisicamente ed emergi, ma una volta che sei nei professionisti sono tutti forti a livello fisico. 

Forse un percorso di crescita in un devo team può fargli bene, ma non passare direttamente nel WorldTour, vista la poca possibilità di mettersi in mostra. 

Ognuno ha il suo cammino. Tanti ragazzi che sono passati da noi, ancora quando eravamo CTF, hanno poi avuto carriere diverse. Pietrobon è un esempio, ma pensate anche a De Cassan o ai gemelli Bais. Penso che un corridore come Olivo possa trovare la sua dimensione, dipenderà anche da quali offerte arriveranno. Per ora ha una stagione sulla quale puntare tanto e nella quale migliorare ancora.