Milesi: gioventù ed esperienza il mix giusto per una continental?

14.02.2022
5 min
Salva

Di Andrea Garosio al Team Biesse Carrera vi abbiamo parlato la scorsa settimana. Un bresciano in una squadra bresciana. Chiaramente l’ex Bardiani Csf Faizanè è in una continental con l’intento di rilanciarsi. E il suo diesse, Marco Milesi lo sa bene.

Tuttavia quello di Garosio non è un caso isolato. Quest’anno sono diversi i ragazzi che dalle professional sono passati alle continental. Un qualcosa che va analizzato. Proviamo a farlo con l’esempio appunto di Garosio e della Biesse-Carrera.

Marco Milesi, direttore sportivo della Biesse Carrera, fu tra i primi ad operare in una continental in Italia
Milesi, diesse della Biesse Carrera, fu tra i primi ad operare in una continental in Italia

Esperienza e gioventù

«Già in passato avevo “fatto il filo” a Garosio – racconta Milesi – lo cercai quando eravamo tra gli under 23, poi lui prese altre strade e okay così… ma nessun problema.

«Essendo lui di Brescia ed essendo il nostro team bresciano, così come le nostre bici, era bello che continuasse e che continuasse qui, specialmente dopo il bel finale di stagione dello scorso anno. Se lo meritava».

«Per noi Andrea è l’uomo giusto. Un corridore di calibro. Io avevo bisogno di un uomo di esperienza, uno che aiutasse anche gli altri ragazzi a crescere. E tutto ciò mi era già capitato con Mauro Finetto (all’epoca Milesi era alla Trevigiani, ndr). Lui successivamente ripassò professionista. Anche Andrea può fare una bella stagione».

Andrea Garosio è stato anche alla Bahrain (team WordlTour): a 28 anni può dare un bel contributo ai suoi compagni
Andrea Garosio è stato anche alla Bahrain (team WordlTour): a 28 anni può dare un bel contributo ai suoi compagni

Garosio ds in gruppo

Milesi dunque sa bene di cosa sta parlando e della sfida che lo aspetta. Anzi, che aspetta lui e Garosio. Parla di esperienza al servizio dei giovani, ma in concreto cosa s’intende quando si parla di esperienza in una situazione del genere?

«L’esperienza al servizio dei ragazzi – riprende Milesi – nel caso di Garosio io la vedo in gara. Nei movimenti del gruppo in corsa. In certe gare importanti alle quali prenderemo parte il modo di correre è diverso. Avere in squadra chi ci è abituato è un aiuto per noi. Prendere la salita in una certa posizione, farsi trovare in una determinata posizione. Noi dobbiamo farci vedere».

«Con Mauro (Finetto, ndr) facemmo bene alla Coppi e Bartali, correndo per lui. Un corridore che ha corso a certi livelli può trasmettere piccoli segreti, far anticipare un po’ i tempi, nella gara e nella crescita. Abbiamo ragazzi dal buon potenziale e cerchiamo di sfruttarlo».

Garosio si è integrato bene, già nel primo ritiro, nonostante si sia aggregato in un secondo momento. E’ esperto, ma non un “vecchio”. Alcuni compagni già li conosceva. Con Belleri e Bonelli, anche loro bresciani, si allenava insieme. Mentre gli altri essendo molto giovani lo hanno subito visto come un faro.

«Andrea in questo gruppo ha il suo carisma. Io parlavo con lui, gli dicevo cosa volevo fare. Lui diceva qualche parola ai ragazzi e subito partivano per l’allenamento alla sua ruota. Uno così fa squadra. Gli dicevo chiaramente: Dammi una mano».

«Avere tra i ragazzi un corridore così è importante. Lo vedo anche io quelle poche volte che riesco ad andare in bici con loro: si aprono di più, è un un altro rapporto. Non è come quando gli parlo in camera o dall’ammiraglia».

La Biesse Carrera in Spagna per il ritiro invernale. La loro stagione inizierà alla San Geo a fine mese (foto Instagram)
La Biesse Carrera in Spagna per il ritiro invernale. La loro stagione inizierà alla San Geo a fine mese (foto Instagram)

Questione di feeling 

Ma perché un Garosio della situazione può trarre dei vantaggi nel ripartire da una continental? Abbiamo visto cosa può dare lui al team: e il contrario? Cosa può dare il team a lui? 

«Da quello che ho capito – spiega Milesi – Garosio ha avuto poca fiducia nelle squadre in cui era stato ultimamente, mentre da parte nostra avrà la massima fiducia. A Laigueglia o alla Coppi e Bartali sarà il nostro capitano. E lui che deve fare la corsa, e correre per il risultato. Deve avere questa scintilla nella testa. Sono gli altri che devono attaccare, farsi vedere e magari aiutarlo».

 

«E questo è molto buono. Poter aiutare, poter avere un obiettivo concreto è importate per gli altri. Quando hai un compagno davanti raddoppi le forze. Mi ricordo quando al Giro under 23 avevamo Conca e Colleoni nella top 5, anche gli altri andavano forte per tenerli davanti, proteggerli».

Coppi e Bartali 2016, Finetto fu secondo (tra Firsanov e Moscon) nella generale. Era stato anche alla Liquigas e poi passò alla Delko
Coppi e Bartali 2016, Finetto fu secondo (tra Firsanov e Moscon) nella generale. Era stato anche alla Liquigas e poi passò alla Delko

Formula continental

La formula perfetta delle continental è quindi questa? Giovani con uno o due uomini esperti al loro fianco. Il tutto accompagnato da un calendario importante (sempre in relazione alla categoria chiaramente).

«Per fare una continental – riprende Milesi – per me serve l’uomo di esperienza. Okay i giovani, ma spesso sono spaesati, soprattutto in certe corse. Avere un riferimento in gruppo è importante. Un traino… Poi magari le prendi visto il livello, ma anziché averne davanti uno ne hai tre».

«Sono anni che lavoro con le continental. Siamo stati tra i primi con Mirko Rossato. Ricordo le parole di Finetto, quando mi diceva che i ragazzi andavano forte, che li motivava. Quindi per me sì: questa è una buona formula. Poi ognuno fa le sue scelte, io parlo secondo la mia esperienza».