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Lavori in corso per i ragazzi di Coppolillo…

27.01.2023
5 min
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«Abbiamo una squadra nuova per il 70 per cento». Michele Coppolillo ci porta subito nel cuore del discorso. Il suo Team Technipes #inEmiliaRomagna quest’anno ha fatto il grande salto, da under 23 a continental. L’asticella si è alzata, le prospettive anche.

Il “Coppo” è uno dei diesse storici di questa squadra. Può valutare le differenze con il passato. La fotografia è quella di un team motivatissimo, giovane e già in pieno lavoro. In questi giorni la Technipes #inEmiliaRomagna è in Spagna, a Calpe, per affilare le lame in vista delle prime gare.

Uno dei nuovi acquisti, Gidas Umbri, tra Chicchi (a sinistra) e Coppolillo (a destra)
Uno dei nuovi acquisti, Gidas Umbri, tra Chicchi (a sinistra) e Coppolillo (a destra)
Michele, si parte dunque con una nuova sfida…

Una squadra – come detto – rinnovata in gran parte. Adesso siamo in Spagna per il primo vero grande ritiro dell’anno, quello in cui si gettano le basi per la stagione e ci resteremo fino ai primi di febbraio. Ne avevamo fatto anche un altro a dicembre di 4-5 giorni, ma più che altro per conoscerci, per i materiali. Qui invece si fanno volumi importanti e lavori specifici.

Quali sono le prime impressioni?

Credo sia una squadra molto equilibrata. Abbiamo 12 corridori: sei under 23 e sei elite. E i più vecchi – ma vecchi mettilo tra virgolette – possono fare da traino ai più giovani, grazie alla loro esperienza. Da quel poco che ho visto sin qui mi è sembrato così.

Le impressioni dal punto di vista tecnico invece?

Per ora non abbiamo fatto dei programmi definitivi e faccio fatica a fare una valutazione tecnica dei corridori, anche perché non abbiamo corso, ed è la corsa che conta. In più abbiamo fatto prevalentemente fondo, neanche dei lavori specifici. Magari già a fine ritiro avrò qualche idea più chiara.

Con l’arrivo dei nuovi direttori sportivi cambia il tuo ruolo? Sarai più un manager?

No, no… io sono un diesse, mi viene male solo a pensare ad altro! Sono qui da quattro anni, da quando è nato questo progetto, e mi sono trovato bene in questo ruolo. Da quest’anno sono affiancato da Francesco Chicchi e Mario Chiesa, il quale ha anche un ruolo più gestionale. Ma io resto un tecnico, uno da ammiraglia. Tra di noi c’è un ottimo rapporto, anche di amicizia. E poi sono due personaggi che hanno esperienza da vendere. Credo che anche in questo caso ci sia il mix perfetto.

In Spagna tanti chilometri e parecchi lavori specifici, anche sul Coll de Rates, ormai palestra per la quasi totalità dei pro’
In Spagna tanti chilometri e parecchi lavori specifici, anche sul Coll de Rates, ormai palestra per la quasi totalità dei pro’
Chiesa, Coppolillo, Chicchi… un parterre di diesse gigantesco per una continental. E Cassani alle spalle. È uno staff già in proiezione per qualcosa di più grande?

Andiamoci piano. Intanto quest’anno siamo diventati una continental e serviva una squadra più strutturata per poter fare le gare con i professionisti. Servivano persone di una certa esperienza e le abbiamo inserite, ma i primi attori restano gli atleti.

E a proposito di atleti, dando uno sguardo ai nomi stimola curiosità quell’Andrea Innocenti. Al netto del suo incidente di percorso si dice abbia un motore importante…

Ho trovato un ragazzo determinato, che ha una gran voglia di fare. La prima impressione è stata buona. Ha le idee chiare, sa bene che deve scalare una montagna… No, no: è un bravo ragazzo.

Quanto tempo gli servirà per ritrovarsi o essere pronto per i primi risultati?

Immagino che le prime corse gli serviranno per ritrovare un po’ di ritmo gara dopo tanti anni fermo. Ma credo che già da aprile, maggio possa andare meglio. E poi qui gli anni passano (Innocenti è un classe 1999, ndr) e non è che Andrea abbia tutto questo tempo, però neanche gli vogliamo mettere pressione. 

E poi c’è Matteo Montefiori, ragazzo cresciuto bene, ottimo cronoman. E’ il secondo anno che è con voi. Può essere un leader?

Matteo è un ragazzo che ha grandi margini, ma le sue belle caratteristiche non vanno ridotte solo alla crono. Può andare oltre. Non dico che possa fare classifica nelle gare a tappe, perché ha una struttura fisica importante, ma nelle corse di un giorno, anche ondulate, credo possa fare bene. Poi è chiaro che con lui crediamo particolarmente al discorso crono.

Dodici atleti: undici italiani e uno spagnolo, Romaric Forques. Tra i ragazzi di Coppolillo c’è un bel clima
Dodici atleti: undici italiani e uno spagnolo, Romaric Forques. Tra i ragazzi di Coppolillo c’è un bel clima
Cosa ti aspetti da questo passaggio a continental?

Io non credo che alla fine cambierà tantissimo. Di certo faremo un’attività più strutturata con i pro’, ma le nostre belle corse con gli under 23 non mancheranno. Mi aspetto di lavorare bene, di affrontare corse dure per noi e che non sarà facile cogliere dei risultati. Questo però non significa che partiremo battuti, ma chiaramente siamo consapevoli. E poi abbiamo 12 atleti e dobbiamo ponderare bene l’attività, altrimenti la stagione non la finisci.

Specie in caso di doppia attività. Voi la farete?

Sì, sì… elite da una parte e under da un’altra. E questo vale anche per noi diesse: ci scambieremo. Di base io sarò più con gli under 23 e Chicchi con gli elite.

Ponderare bene l’attività significa non correre di continuo stile under 23 (mercoledì, sabato, domenica), ma calibrare gli obiettivi facendo pause e periodi di “picco”…

Per forza, altrimenti vai incontro ad un calo fisiologico e non arrivi neanche a giugno, non a fine stagione come ho detto prima. Quindi sì: correremo meno, ma correremo meglio. Potrà capitare di stare anche 10-15 giorni senza fare gare. Poi a voce tutto sembra facile, conteranno i fatti, ma intanto l’idea è questa.