Search

Hagos Berhe, dalla guerra al WorldTour. Una storia tosta

25.10.2022
4 min
Salva

In sella per fuggire dai problemi che affliggono il suo Paese, l’Etiopia. Welay Hagos Berhe indossa la nuova divisa della BikeExchange-Jayco, con cui ha firmato un triennale, ed è pronto a tuffarsi in una nuova avventura: l’esordio nel WorldTour è ormai dietro l’angolo.

Ventun anni compiuti sabato scorso e un finale di stagione in crescendo per il corridore africano: l’ultimo graffio con il team development della Education First-Nippo è stato il quarto posto ottenuto a inizio di questo mese al Piccolo Lombardia, la corsa under 23 che ricalca la classica monumento delle foglie morte, un’altra dimostrazione del suo talento.

Welay Hagos Berhe ha compiuto 21 anni pochi giorni fa. Ha un contratto con la BikeExchange fino a tutto il 2025
Welay Hagos Berhe ha compiuto 21 anni pochi giorni fa. Ha un contratto con la BikeExchange fino a tutto il 2025

Ecco il WT

L’emozione traspare negli occhi di Welay che, con qualche frase in inglese, prova a trasmettercela. «Sono davvero eccitato. Il Piccolo Lombardia è stata davvero una bella corsa, il clima era fantastico e sono felicissimo di essere riuscito a chiudere tra i primi con il mio quarto posto».

Negli ultimi anni, il movimento africano sta vivendo una vera e propria esplosione, offrendo stelle del calibro di Biniam Girmay, che nel corso del 2022 ha tagliato due traguardi storici. E’ diventato il primo corridore africano a imporsi in una classica del World Tour, ovvero la Gand-Wevelgem, e ha conquistato un successo di tappa al Giro d’Italia, con i tifosi che ricordano ancora il suo spunto vincente nella decima frazione da Pescara a Jesi per piegare la resistenza di un colosso quale Mathieu Van der Poel.

«Spero di riuscire a ottenere almeno i suoi risultati. Come minimo», ribatte con un sorriso ambizioso Hagos Berhe.

Hagos Berhe ha corse le ultime due stagioni alla EF Education-NIPPO Development Team
Hagos Berhe ha corse le ultime due stagioni alla EF Education-NIPPO Development Team

Fuga… dalla guerra

Oltre a rappresentare un modello per tanti ragazzini che sognano di arrivare in Europa e muovere le prime pedalate nel gotha del ciclismo, per tante persone lo sport rappresenta anche un’occasione di rivalsa sulla vita.

E questo è il caso di Welay che per qualche secondo nasconde il suo sorriso, torna serio e spiega: «Il ciclismo mi ha permesso di scappare nel vero senso della parola. Purtroppo, a casa mia c’è la guerra da novembre 2020 e dopo più di due anni non accenna a smettere.

«Non sono mai più tornato in patria da allora e non ho nessun contatto con la mia famiglia che è rimasta lì, in Tigray, la regione afflitta da questa tragedia. Oltre a non aver nessuna connessione con i miei cari, la situazione ha complicato le cose anche con il visto. Questo lo scorso anno mi ha impedito di correre perché non c’era la possibilità di andare lì e aggiornarlo. Finalmente quest’anno abbiamo risolto questa pratica burocratica e per fortuna sono tornato a correre».

Hagos Berhe ha vinto una corsa in Svizzera il Grand Prix Crevoisier. Ha buone doti di passista: è stato campione nazionale a crono
Hagos Berhe ha vinto una corsa in Svizzera il Grand Prix Crevoisier. Ha buone doti di passista: è stato campione nazionale a crono

Idolo Froome

Il suo modello nel ciclismo è un pezzo di storia recente dello sport globale.

«Chris Froome – dice Hagos Berhe – l’ho visto in tv e mi sono detto che avrei voluto essere come lui. Così ho cominciato a pedalare nella mia terra. Il processo va avanti e spero di diventare come lui, me lo auguro. L’ho incontrato una volta in allenamento quest’anno ed è stato qualcosa di unico per me perché Chris rappresenta così tanto».

I sogni a due ruote? «Vincere in un grande Giro e magari un giorno indossare la maglia gialla del Tour de France. Non so ancora che tipo di corridore sono, ma so che adoro le salite.

«Non ho ancora sperimentato la mia resistenza in una corsa di tre settimane, ma spero di riuscirci al più presto possibile. Per il momento non ci sono ancora piani e devo cominciare gradualmente con una corsa di una settimana. Voglio migliorare in fretta e regalare bei risultati alla Bike Exchange per ripagarli della loro fiducia».

Quest’anno Hagos Berhe si è allenato tra la Svizzera e Calpe, in Spagna, ma la sua salita preferita è dalle nostre parti: «Lo Stelvio è fantastico, ci sono andato in raduno prima del Tour de l’Avenir. Ma comunque, a dirla tutta, adoro qualunque salita, non importa la pendenza, ma l’importante che siano lunghe».

La speranza per ora è di abbracciare presto la propria famiglia: «Non so quando accadrà, soltanto Dio lo sa».