Matteo Jacopo Gualtieri, ciclocross, Overijse, Grenke Auto Eder, corsa juniores 2026 (foto telenetsuperprestige)

Matteo Gualtieri: il nuovo talento della Grenke, tra strada, cross e mtb

01.11.2026
6 min
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Matteo Jacopo Gualtieri risponde con l’energia e l’adrenalina di un ragazzo di sedici anni che si diverte, un tono squillante e la voce arriva chiara. Si trova al Vittoria Park in attesa di correre al Trofeo Mamma e Papà Guerciotti, ha appena finito la prova percorso. A Brembate, in provincia di Bergamo, ha già corso gli altri anni e un po’ di ricordi li conserva ancora. Il terreno è asciutto, molto asciutto ci dice. La gara di ciclocross inizierà alle 19 e fino a quando riusciamo gli chiediamo curiosi tutto quello che ci viene in mente. 

Il suo nome è arrivato alla ribalta da tempo, la categoria allievi ha presentato questo ragazzino di Monza capace di vincere in ogni disciplina: mountain bike, ciclocross e strada. Ora la stagione su strada da allievo è finita e inizia quella da juniores nel ciclocross. Matteo Gualtieri ha corso per la prima volta all’estero, al Superprestige Overijse qualche giorno fa e ha conquistato un quinto posto (in apertura foto Telenet Superprestige Overijse). 

Matteo Jacopo Gualtieri, mountain bike, Salus Seregno (foto Instagram)
Matteo Gualtieri ha iniziato a correre in mountain bike, quando era G5 (foto Instagram)
Matteo Jacopo Gualtieri, mountain bike, Salus Seregno (foto Instagram)
Matteo Gualtieri ha iniziato a correre in mountain bike, quando era G5 (foto Instagram)

Il debutto vicino ai grandi

Una trasferta in Belgio fatta con la Grenke Auto Eder, la formazione juniores di sviluppo legata alla Red Bull-BORA-hansgrohe. Insieme ai compagni di squadra è andato al Nord debuttando in una delle tappe più belle e difficili del calendario. 

«Rispetto al Trofeo Guerciotti – ci racconta a un’ora e mezza dal via – in Belgio c’era più fango, qui non avendo piovuto sembra di girare su un’autostrada, liscia e veloce. Overijse è stata la mia seconda gara all’estero, la prima sono stati i campionati europei di ciclocross dello scorso anno nella categoria allievi».

Quando gli chiediamo cosa vuol dire correre nella patria del ciclocross la sua voce si accende ancora di più: «E’ stupendo, tutta un’altra cosa rispetto al resto delle gare. Il clima, il pubblico, il percorso e tutto il contorno. Siamo anche andati a vedere la corsa degli elite, che spettacolo».

Matteo Jacopo Gualtieri, strada, campionato italiano allievi (foto Instagram)
Matteo Gualtieri ha imparato in fretta anche su strada (foto Instagram/Girobar Cycling)
Matteo Jacopo Gualtieri, strada, campionato italiano allievi (foto Instagram)
Matteo Gualtieri ha imparato in fretta anche su strada (foto Instagram/Girobar Cycling)
Che effetto fa vederli da così vicino?

Bellissimo, ha vinto Michael Vanthourenhout e vederlo in azione ti fa capire quanto vanno forte. Mancano in fenomeni come Van Aert, Pidcock, Nys o Van Der Poel, però pensavo a come affrontavo io quei tratti e poi ho visto loro.

C’è tempo, del percorso cosa dici?

Sono mondi diversi, a Overijse utilizzano un campo fuori dalla città e lo sfruttano per intero. Inoltre fanno dei passaggi all’interno del centro abitato, poi passi in un parco e si affronta uno strappo in mezzo al bosco. Dicono che è uno dei più duri del calendario, ci credo. 

Rispetto a quelli su cui corri di solito è tanto diverso?

Sì, ma ad esempio il dislivello è simile a quello che avevamo a Tarvisio. Solamente è distribuito in maniera differente, le salite sono più pedalabili e fai la differenza con il passo. Inoltre in Belgio mettono dei rettilinei dritti lunghissimi nei quali devi spingere al massimo. Di solito corrono su tracciati con tante curve strette dove guidi in maniera differente. 

Matteo Jacopo Gualtieri, strada, campionato italiano allievi (foto Instagram)
La vittoria del campionato italiano allievi di questanno ha mostrato tutto il talento di Matteo Gualtieri (foto Instagram/Girobar Cycling)
Matteo Jacopo Gualtieri, strada, campionato italiano allievi (foto Instagram)
La vittoria del campionato italiano allievi di questanno ha mostrato tutto il talento di Matteo Gualtieri (foto Instagram/Girobar Cycling)
Meno tecnico?

No, è diverso. Trovi passaggi sulle assi, dei tratti in contropendenza, strappi, rettilinei lunghi…

Ci racconti come sei arrivato fino a qui, come hai iniziato ad andare in bici?

La prima bicicletta che ho preso in mano è stata una mountain bike, mio padre correva nel downhill e mi è venuto naturale. Ho iniziato a correre in un team a Brugherio, vicino a casa, ero G5. Ho iniziato perché con il Covid avevano chiuso le palestre, facevo judo. 

Inutile dire che la bici ti ha rapito subito?

Vero, perché al primo anno da esordiente ho aggiunto anche strada e ciclocross. Ho sempre fatto tutte e tre le discipline, tosta, perché si corre molto ma mi diverto tanto e ogni attività mi aiuta a sviluppare qualità utili per le altre. 

Matteo Jacopo Gualtieri, ciclocross, Overijse, Grenke Auto Eder, juniores 2026 (foto Alessandro Billiani)
E’ arrivata la chiamata del Team Grenke, con il quale correrà da juniores, qui durante le prime gare di cross (foto Alessandro Billiani)
Matteo Jacopo Gualtieri, ciclocross, Overijse, Grenke Auto Eder, juniores 2026 (foto Alessandro Billiani)
E’ arrivata la chiamata del Team Grenke, con il quale correrà da juniores, qui durante le prime gare di cross (foto Alessandro Billiani)
Il primo impatto con il cross te lo ricordi?

Ho iniziato perché me lo ha proposto mio padre, mi è piaciuto subito e ho proseguito. Correvo nelle gare regionali, poi però sono stato convocato al campionato nazionale esordienti. La squadra con cui correvo era la CX Devo Academy, che poi ha cambiato nome in Salus Seregno. 

La strada invece?

Ho provato alla fine del secondo anno da esordiente, ero curioso di come avrei reagito nel muovermi in gruppo. E’ tanto diverso, perché so guidare bene la bicicletta ma imparare a gestire una corsa su strada era una cosa nuova. 

Hai imparato, visto che quest’anno sei diventato campione italiano allievi…

Sì (ride, ndr) era un obiettivo che avevo, ovvero salire sul podio di tutte e tre le prove dei titoli nazionali. Ci sono riuscito e posso dire di essere parecchio orgoglioso. Non è facile, perché tra la scuola e i vari impegni serve tanta organizzazione. Da questo punto di vista il liceo dove studio: il Liceo di Scienza Applicate Guastalla a Monza mi dà una grande mano. So di essere fortunato in un certo senso, perché altri ragazzi non hanno tutto questo sostegno da insegnanti e preside. 

Matteo Jacopo Gualtieri, Team Salus Seregno (foto Instagram)
Matteo Jacopo Gualtieri, Team Salus Seregno (foto Instagram)
Matteo Jacopo Gualtieri, Team Salus Seregno (foto Instagram)
Matteo Jacopo Gualtieri, Team Salus Seregno (foto Instagram)
Vinci e vai forte ovunque, tanto che la Grenke ti ha preso con sé.

Sinceramente mai ci avrei sperato e pensato, però dopo il campionato italiano allievi il mio procuratore mi ha detto di questa proposta. Era impossibile non accettare, il progetto è interessante e ho già avuto modo di conoscere i miei compagni di squadra. 

Che progetto c’é?

La Grenke mi permette di correre in tutte e tre le discipline e non sarò l’unico. Oltre a me altri quattro ragazzi faranno parte della stagione di mountain bike e con alcuni siamo andati a correre a Overijse. Fa un certo effetto andare alla gara con il camper e lo staff del team, come lo è il fatto di avere una figura come quella di Sven Vanthourenhout come diesse.  

Tutto così grande o ci si abitua?

Devo dire che secondo me aiuta, avere riferimenti importanti con i quali parlare e confrontarsi è bello. Adesso abbiamo appena iniziato, a novembre andremo a correre insieme ancora e poi prepareremo la stagione su strada. Ma ci sarà tempo. Adesso vado, tra poco si corre.