L’inizio della stagione 2026, la prima come elite, per Gabriel Fede è coincisa con due podi nelle prime uscite in maglia Rostese. Un esordio, alla Coppa San Geo condito con un terzo posto e poi ancora una volta sul gradino più basso del podio la settimana successiva, al GP La Torre.
«Tutto sta procedendo nella maniera giusta – racconta Gabriel Fede – sabato e domenica correremo in Francia, al Tour de Quatre Cantons e alla Classique Jean-Paul Taillon. Due corse con percorsi ondulati, non troppo dure ma che possono diventare parecchio impegnative a causa del vento. La prima, il Tour de Quatre Cantons, l’ho corsa anche al primo anno da under 23 con l’AG2R Citroen U23. E’ una classica del calendario francese, e dopo il buon inizio è meglio sfruttare la gamba».


La Rostese per ripartire
La Ciclistica Rostese per Gabriel Fede, uno dei primi atleti italiani under 23 ad andare a correre all’estero, è la squadra con la quale ripartire. I quattro anni precedenti sono stati diversi e hanno influenzato in altrettanti modi il suo cammino.
«L’occasione della Rostese – riprende a dire Gabriel Fede – è arrivata nel mese di gennaio. Avevo un accordo con una squadra professional, ma nel mese di dicembre è saltato tutto e sono rimasto a piedi. Ho iniziato a chiamare qualche team continental, ma tutti mi rispondevano che non avevano spazio, li capisco perché a gennaio è difficile trovare. Allora sono andato da Beppe Da Milano, ho parlato con la squadra ed eccomi qui. Mi sto trovando molto bene, riesco a gestire i periodi di gare e allenamento».


Che inverno è stato?
Buono, alla fine mi sono allenato bene e con i giusti carichi. Volevo arrivare pronto all’esordio stagionale, la San Geo, e così è stato. Con il prossimo fine settimana chiudo un periodo di corse, poi andrò in Costa Azzurra, a Mentone e farò un altro periodo di carico in vista di aprile.
Mentalmente, invece?
Frustrante, perché quando ho saputo di non avere più spazio tra i professionisti ci sono rimasto male. In Beltrami avevo detto che sarei andato via, quindi loro si erano mossi di conseguenza. Ma comunque, detto sinceramente, non sarei rimasto. Con Matteo Provini (arrivato nel team a metà 2025, ndr) non mi sono trovato bene. Abbiamo due modi diversi di pensare e vedere le cose.


Hai avuto paura di smettere?
No, anche se non avessi trovato nulla non avrei comunque smesso. Ero pronto anche ad andare a correre in un team gravel, con il mio passato nel ciclocross è una disciplina che in qualche modo mi ha sempre incuriosito.
Come ti stai trovando nella categoria elite?
Al momento non sento molta differenza rispetto agli anni scorsi. Forse perché siamo a inizio stagione e le gare che sto facendo sono le stesse, vedremo come andrà quando arriveranno le classiche under 23 e non potrò correrle. Magari lì sentirò un po’ di più il colpo.


Chiusi questi quattro anni, in che modo valuti il tuo percorso tra gli under 23?
Avrei potuto ottenere molto di più. I primi due anni all’AG2R La Mondiale U23 mi sono trovato molto bene. Era una squadra diversa, dove vivevamo tutti insieme e passavamo tanto tempo ad allenarci e vivere negli stessi luoghi. Quando il team è passato in mano a Decathlon cambiando gestione mi sono trovato a dover cercare una squadra nuova anche io. Sono arrivato alla Beltrami ma il contraccolpo si è fatto sentire, non sono mai riuscito ad esprimermi.
Poi c’è stato il quarto anno…
La passata stagione sentivo un miglioramento costante, anche nelle gare con i professionisti avevo trovato un buon colpo di pedale. Nel 2025 ho imparato tanto e ho fatto un bel passo in avanti, a mio modo di vedere.


Sei stato uno dei primi under 23 ad andare all’estero, un salto troppo grande?
Non direi, penso di aver fatto la scelta giusta al tempo. Con l’AG2R ho imparato tanto sulla gestione degli allenamenti, dei periodi di carico e su molti aspetti della vita del ciclista. Cosa che mi sono portato dietro e che ancora mi aiuta nel programmare gli impegni e i periodi di gare. Purtroppo quel capitolo si è chiuso in maniera inaspettata.
E’ mancato qualcosa per fare il salto definitivo nel professionismo?
Qualche risultato. Ma l’obiettivo rimane entrare nel ciclismo dei grandi e quest’anno voglio continuare a migliorare e maturare. Vorrei riuscire a ritagliarmi un posto per uno stage nella seconda parte di stagione, per dimostrare il mio valore.