NEGRAR DI VALPOLICELLA (VR) – Lorenzo Finn conquista anche il Palio del Recioto, la corsa che l’anno scorso gli era sfuggita per poco a favore di un altro Lorenzo: Nespoli. Al suo ritorno tra gli under 23 dopo le esperienze tra i professionisti arrivano anche le prime due vittorie stagionali. Come a dire che la maglia di campione del mondo di categoria non la indossa per caso (in apertura foto Camilla Santaromita).
Alle spalle del corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies arriva Matteo Scalco, che regola in volata il danese Biehl della General Store. Quando Lorenzo Finn ha accelerato, sull’ultima salita di giornata, di chilometri all’arrivo ne mancavano poco meno di trenta. L’ultimo a mollare il colpo è stato Juan Diego Quintero, con Scalco che ha deciso di tenere il suo passo e provare a rientrare grazie alla sua costanza.


Il piano di Scalco
Anche per Matteo Scalco questo lungo fine settimana di Pasqua è coinciso con il ritorno delle gare under 23, con Trofeo Piva e Palio del Recioto che hanno dato seguito alle buone prestazioni fatte in Grecia.
«Il piano di questa mattina era di mandare in fuga Negrente – racconta Scalco – per lasciare tutto il carico della corsa alla BORA. Erano i più forti e hanno fatto un grandissimo lavoro anche oggi. Quando Finn è partito ho provato a tenerlo vicino per poi tentare di rientrare in discesa o in un tratto favorevole, ma è andato davvero forte».




I suggerimenti di Negrente
«Mercoledì sono andato a fare un giro di ricognizione – dice Negrente – e sapevo che Scalco sarebbe stata la nostra punta, quindi ho cercato di spiegargli ogni dettaglio, curva, tratto di salita, tutto. Ho cercato di dargli più informazioni possibili anche se ora ci sono tutte le applicazioni possibili».
«Mi ha anche suggerito di avere buone gambe – gli replica scherzando Scalco – ma tra il dire e il metterlo in pratica cambia un po’».


Cosa vuol dire seguire Lorenzo Finn quando attacca in salita?
Non so che numeri ho fatto, sicuramente non avevo le migliori sensazioni vista la settimana travagliata che ho passato in avvicinamento a queste gare, tanto da essere in dubbio se poi partecipare. Sono molto contento di questo secondo posto.
Quanto è difficile seguire il campione del mondo?
E’ partito davvero forte all’inizio dell’ultima salita, e non c’è stato nulla da fare. Allo stesso modo credo sia una cosa sulla quale si possa lavorare, soprattutto in vista del Giro Next Gen.
Gli hai preso le misure?
Quando il livello è così alto correre diventa bello, stimolante e senti di voler fare tirare fuori il meglio.


Cosa senti di aver tirato fuori in più oggi?
Essere forte di testa, credere in me stesso. Nonostante le sensazioni dei giorni scorsi sono comunque arrivato tranquillo e fiducioso, la squadra ha creduto in me e la serenità di affrontare queste gare da leader.
Qual è il punto in cui hai sentito di essere stato più vicino a lui?
Mi piacciono molto le salite lunghe, infatti non ho avuto problemi oggi. Magari mi manca il cambio di ritmo, quindi sullo scatto lui ha fatto la differenza.
Con quali sensazioni esci da queste due gare under 23?
Eravamo venuti qui con l’obiettivo di fare podio o di provare a vincere. Penso sia andata benissimo vista anche la base di partenza, prendiamo quello che viene e andiamo avanti.


Quanto è importante aver corso queste gare?
Il Piva mi ha dato davvero tanta fiducia, perché sono riuscito a stare davanti anche se nel finale mi erano venuti i crampi. In settimana mi ero allenato poco, inoltre il primo caldo ha giocato la sua parte. Però mi ha dato fiducia in vista di oggi.
Che obiettivo ti poni ora?
Tutte le energie verranno incanalate verso il Giro Next Gen, sarà l’ultima volta che potrò farlo. Non possono nascondere di voler partire con in testa il podio.