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Biagio Conte, Remo Cordioli, Vicenza-Bionde 2020

Biagio Conte ci guida nella Work Service 2021

07.01.2021
4 min
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Biagio Conte, professionista fino al 2003 e poi tecnico dalla Marchiol e a salire fino alla Cannondale, è uno dei direttori sportivi della Work Service-Vega continental. Il gruppo padovano ha ramificazioni in tutta Italia. Perciò se per gli juniores è ben nota l’affiliazione plurima con la toscana Romagnano, la continental nata nel 2020 ha la base nelle Marche, con il vecchio nucleo della Vega di Demetrio Iommi che a buon titolo ne fa ancora parte. Il fatto di aver messo il piede nel professionismo con la Androni, completa idealmente il quadro, pur in assenza di un contratto che offra alla Androni una forma di prelazione. La definizione di “accademia del ciclismo” che compare nella pagina introduttiva del sito internet del gruppo calza perfettamente alla situazione.

«Se fai bene- dice Conte – sai che puoi ambire a continuare il cammino. Non ci sono elementi tecnici in comune con l’Androni, lo dico per un fatto di buon senso. E in qualche modo questo offre la possibilità di completare il percorso iniziato con gli juniores».

Giacomo Garavaglia, tricolore professionisti Cittadella, 2020
Giacomo Garavaglia, un rinforzo per Conte in arrivo dalla Polartec Kometa
Giacomo Garavaglia, tricolore professionisti Cittadella, 2020
Garavaglia, in arrivo dalla Polartec Kometa
Quanto lavoro c’è dietro questa struttura?

Davvero tanto, con tante persone che ruotano attorno allo stesso progetto. Si comincia con gli juniores. In Toscana c’è il gruppo di Matteo Berti con il suo personale e i suoi mezzi. Poi c’è il gruppo padovano. In tutto parliamo di 18 atleti juniores, con la struttura per fare due attività.

Dove sta la forza di questa società?

Nel valore tecnico. Da quando sono qua, non ho mai visto né sentito parlare di atleti portati via ad altre squadre con i soldi. Il motivo che li spinge a venire sono i risultati della strada. I ragazzi hanno voglia di farne parte e arrivano. Anche perché con i regolamenti che ci sono non puoi fare incetta di atleti con i punteggi più alti, puoi prenderne due al massimo. E’ chiaro che avendo la plurima, si cerca di sfruttare al massimo il bacino delle singole regioni. Quindi sia il Veneto, sia la Toscana hanno portato ottimi corridori. La fortuna di avere uno sponsor come questo, che ti permette poi di passare in una continental, è un valore aggiunto.

Il passaggio dalle squadre juniores alla continental è dato per scontato?

Nel ciclismo di scontato non c’è nulla, in ogni caso il posto bisogna meritarselo, va costruito. Così come non è detto che i ragazzi siano tenuti a continuare per forza con noi, come nel caso di Germani che ha scelto la Francia. Come Garzara che ha scelto il Ct Friuli.

Francesco Zandri, Trofeo Laigueglia 2020
Francesco Zandri, foto dal Trofeo Laigueglia 2020
Francesco Zandri, Trofeo Laigueglia 2020
Zandri, Trofeo Laigueglia 2020
Il presidente Levorato ha parlato di notevole ringiovanimento dell’organico.

Con un grande rimescolamento, è vero. Per quest’anno avremo 8 under 23, con 5 che salgono dagli juniores e 2 di secondo anno. Confermati Colombo, Mentil e Zecchin, Fra gli under, è arrivato anche Bobbo dalla Ntt. In più ci sono gli elite, per i risultati che potranno dare e perché siano di riferimento per gli altri.

Cinque primi anni sono un bel contingente di freschezza…

Sono Marco Cao, Eric Montagner, Danilo Pase, cui si aggiungono il friulano Giovanni Bortoluzzi e il marchigiano Danilo Dignani.

Quali sono i… vecchietti?

Uno è Garavaglia, che era alla Polartec-Kometa e probabilmente sperava di continuare con loro. Poi c’è il gradito ritorno di Marchetti, dopo la stagione fatta alla Casillo, che si sta allenando davvero bene. Quindi tra i confermati, Burchio e Zandri. E poi c’è una scommessa…

Michael Zecchin, Vicenza-Bionde 2020
Michael Zecchin è stato confermato: foto della Vicenza-Bionde 2020
Michael Zecchin, Vicenza-Bionde 2020
Zecchin confermato, qui alla Vicenza-Bionde 2020
Una scommessa personale di Conte?

Un ragazzo del 1998 che secondo noi può dare tanto e si chiama Stefano Di Benedetto, che era al Pedale Scaligero. Ha fatto belle cose, è stato campione regionale. Può dire la sua.

Perché la base nelle Marche?

Perché Demetrio Iommi aveva già la sua struttura ed era molto meglio appoggiarsi a qualcosa di già collaudato. E poi, vista la collaborazione con la Marchiol, nello staff dei direttori sportivi ci sono anche Emilio Mistichelli nelle Marche e Mirko Lorenzetto in Veneto, che seguirà in modo più diretto gli under 23.

Farete attività mista, fra professionisti e gare U23/elite?

Esatto. Per quelle tra i grandi, abbiamo già ricevuto inviti dalla Croazia e probabilmente partiremo da Laigueglia. Tutto sperando che la situazione Covid permetta che si possa correre. Noi abbiamo fatto la nostra parte. Siamo pronti per i tamponi e tutto quello che servirà, in attesa magari del vaccino, che sarà la vera liberazione.