Nicolò Arrighetti è nato il 23 dicembre 2004 ed è al primo anno con la General Store (foto photors.it)

Arrighetti, il tris a Briga Novarese per finire in crescendo una buona stagione

13.08.2026
6 min
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Non poteva che essere il traguardo di Briga Novarese a dargli quel meritato riconoscimento che stava inseguendo da inizio anno. Il Muro di San Colombano per Nicolò Arrighetti è diventato ormai come il giardino di casa sua: una settimana fa il passista della General Store-Essegibi-F.lli Curia ha vinto per il terzo anno consecutivo la classica piemontese per elite/U23 (un piccolo record nel panorama della categoria), cogliendo il suo secondo successo stagionale dopo la San Geo di febbraio.

Nel mezzo Arrighetti ci ha messo molta qualità, tanti buoni piazzamenti internazionali, talvolta sfiorando il colpo grosso per una manciata di centimetri. Se le vittorie a Briga Novarese negli ultimi due anni (in maglia Biesse-Carrera) avevano riequilibrato un bilancio agrodolce, quella di stavolta ha confermato l’alto rendimento costante mantenuto dal 21enne bergamasco (in apertura foto photors.it). Ora sta ultimando la condizione per il Tour de l’Avenir (in programma dal 20 al 26 agosto) che correrà con la maglia della nazionale U23 con l’obiettivo di migliorare il secondo posto al fotofinish a Bacoli nella quinta frazione del Giro Next Gen.

Nicolò com’è andata la “tua” gara a Briga?

Il canovaccio è stato quello degli altri anni con una fuga ripresa nel finale. Quest’anno il percorso era diverso dal solito, con un ultimo giro più lungo e più duro prima del muro conclusivo. Alla fine erano quasi 180 chilometri e questo probabilmente può avere influito rispetto al passato. Tuttavia i fuggitivi sono andati veramente forte, soprattutto Anastasia, prendendo 5’ di vantaggio. E’ stato veramente complicato andare a chiudere, ma i miei compagni hanno fatto un super lavoro. Anche la Swatt Club ha contribuito in questo.

Hai chiesto tu di “fare la corsa” oppure ha deciso la squadra di mettersi al tuo servizio?

In squadra sapevano che avevo già vinto la corsa due volte e nelle nostre gare, che sono spesso imprevedibili, è abbastanza inusuale che succeda questo. La squadra ha scelto che i miei compagni avrebbero lavorato per me qualora la corsa fosse andato in un certo modo, però abbiamo deciso anche di tenere aperte altre soluzioni. Quando abbiamo visto come andava il finale, ho finalizzato ciò che avevano fatto i miei compagni. E’ una vittoria che ci voleva, sia per me che per la squadra.

La nostra impressione è che tu abbia fatto un salto in avanti più mentale che fisico. Se è così di chi è merito?

E’ vero, ho cambiato marcia a livello di approccio, anche se devo dire che negli ultimi due anni sono stato piuttosto condizionato dagli infortuni, specie nel 2025, dove avevo trovato buone sensazione al Giro di Slovacchia verso il finale di stagione. Nel frattempo oltre alla squadra, ho cambiato il preparatore, Riccardo Bernabè, con cui mi trovo molto bene. Grazie ai diesse Calosso e Rosola ho anche corretto tante piccole cose che prima sbagliavo in corsa. Poi anche il mio procuratore Jacopo Guarnieri mi ha dato tanti suggerimenti.

A Bacoli al Giro NextGen, Arrighetti sfiora il colpaccio dopo quasi 120 chilometri di fuga cedendo al fotofinish a Van Kerckhove (foto Xpix.it)
A Bacoli al Giro NextGen, Arrighetti sfiora il colpaccio dopo quasi 120 chilometri di fuga cedendo al fotofinish a Van Kerckhove (foto Xpix.it)
A Bacoli al Giro NextGen, Arrighetti sfiora il colpaccio dopo quasi 120 chilometri di fuga cedendo al fotofinish a Van Kerckhove (foto Xpix.it)
A Bacoli al Giro NextGen, Arrighetti sfiora il colpaccio dopo quasi 120 chilometri di fuga cedendo al fotofinish a Van Kerckhove (foto Xpix.it)
Qualcuno in particolare?

Già quando gli avevo chiesto due anni fa se poteva seguirmi, era nata subito un grande sintonia. Jacopo ha fatto il pro’ per tantissimi anni in grandi formazioni e mi ha trasmesso tutta la sua esperienza. Ad esempio mi ha consigliato, dopo aver visto qualche mia volata, come farle meglio. Lo ringrazio perché trova sempre il tempo per me per qualsiasi cosa. In questo tipo di rapporto è importantissimo questo aspetto.

La prossima domanda quindi viene da sé: per l’anno prossimo hai già trovato squadra?

Naturalmente penso al passaggio tra i grandi. Ci sono stati diversi interessamenti a me e spero di trovare presto una conferma. Spero che possa esserci presto un annuncio, però prima ho una stagione importante da finire nel migliore modo possibile e di obiettivi ne ho ancora un po’.

Prima parlavi dei tuoi diesse. Come ti sei trovato con la General Store?

Naturalmente ci sto benissimo e mi sono inserito molto bene. C’è un ottimo ambiente, ho imparato tanto da Daniele e Paolo e il nostro team manager Beghini ci fa stare a nostro agio. E’ una squadra che continua a migliorarsi anche nel corso dell’annata stessa. C’è tanta attenzione a materiali, preparazione e alimentazione. Ad esempio, la Cervelo ha fatto arrivare la nuova bici ad ognuno di noi. Correrò il Tour de l’Avenir proprio con la bici nuova.

L’Avenir è uno di quegli obiettivi di cui parlavi prima?

Certo, vado per puntare a qualche tappa, visto che le prime quattro sono adatte alle mie caratteristiche, mentre le ultime tre sono per scalatori. Vincere una tappa in Francia è un obiettivo, visto che al NextGen ci è mancato pochissimo. Però correrò anche il Giro del Friuli, il Giro d’Abruzzo e tante altre gare dove voglio centrare un bel risultato di peso.

Hai disputato tante gare in mezzo ai pro’, ottenendo anche un paio di top 5. Come ti trovi a correre in mezzo a loro?

Di certo correre in mezzo ai pro’ accumuli grande esperienza. Mi trovo a mio agio gareggiando con loro, soprattutto per come si sviluppa la corsa. Nelle gare U23 soffro i cambi di ritmo, mentre invece con i pro’ si viaggia più forte e regolari. Più adatto al mio modo di correre. Ad esempio quest’anno al Giro di Sardegna penso di aver buttato via due volate, ma mi è servito per crescere e fare tesoro.

Potremmo vedere un Nicolò Arrighetti nuovamente con una maglia azzurra a mondiali e europei?

Non so se li correrò, credo che una parte della rosa per questi due eventi uscirà dopo l’Avenir. Ci penserò se verrò convocato, anche se spero di guadagnarmi una chiamata. Di sicuro vorrei mantenere questa continuità di condizione, dove ho alternato un paio di periodo di stacco. Ho corso tanto finora, ma abbiamo studiato bene la preparazione. Questo è un aspetto importante per finire al meglio questa stagione.