In qualche modo, Fausto Scotti l’aveva anticipato alla vigilia: il Giro delle Regioni avrebbe portato grandi novità perché è il ciclocross stesso, il suo movimento nazionale a proporle. E’ chiaro ormai che sono sempre meno i nomi di spicco che sono disponibili a dedicarsi alla stagione invernale: l’Italia dei prati di stelle ne ha, vedi Viezzi o Agostinacchio iridati in tempi recenti, ma la strada ne assorbe ormai quasi tutte le energie e anche nei mesi freddi c’è da lavorare e preparare la nuova stagione, quindi al di là di qualche sporadica apparizione non c’è da attendersi tanto altro.
Le crisi però, si sa, sono anche opportunità e il Giro delle Regioni può essere ideale per presentare alla ribalta volti nuovi. E’ stato così a Corridonia, sede della prova inaugurale di un pokerissimo di gare che andrà avanti da qui a fine ottobre senza soste, per poi regalare l’ultimo evento nel pieno della stagione internazionale. Gare intense, senza un favorito d’obbligo che hanno messo in luce nuovi nomi.


Cao manda in crisi i vecchi campioni
Tale è ad esempio Pietro Cao, vincitore della gara Open maschile mettendo in fila anche gente con un certo pedigrèe internazionale Cristian Cominelli, 3° e Antonio Folcarelli, 5°. Pordenonese appena diciannovenne, il portacolori del GS Sorgente Pradipozzo racconta così la sua performance: «Siamo partiti non troppo forte, ci siamo controllati tanto tutta la gara. Sapevamo di star bene, ma nessuno voleva esagerare. L’ultimo giro si è accesa la corsa, ha attaccato Tommaso (Tabotta, ndr) e ho cercato di non farlo andar via. Alla fine, prima delle ultime due curve, sono riuscito a saltarlo e vincere la volata».
Anche per Cao iniziare la stagione che conta a fine settembre non è semplice per chi finora gareggiava su altre bici: «Io ho corso in mountain bike fino alla settimana scorsa, quindi sicuramente bisogna gestirlo bene, il cross quand’è così presto e bisogna prenderlo un po’ come preparazione, ma già dalla settimana prossima iniziano le gare internazionali dove bisogna fare bene per il proseguo dell’annata. Bisogna andare forte fin da subito, quindi bisogna sapersi organizzare anche durante l’estate con un po’ di recupero».


Coluccini, nome da seguire fra le donne
Cao, che abbina il ciclismo all’università appena iniziata, proprio pensando al fatto che questo è un anno un po’ di rifondazione anche in casa della nazionale, fa un pensierino a una maglia azzurra: «Sicuramente quello è un po’ l’obiettivo di quest’anno. Siamo partiti bene, ora cerchiamo di portare a casa qualche altra bella gara, così che possa arrivare anche la comunicazione tanto attesa…».
Nella prova femminile tutti nomi nuovi emersi dalla tappa marchigiana dove ha sorpreso favorevolmente Azzurra Rizzi, junior del Jam’s Bike Team Buja che pur gareggiando disgiunta dalle più grandi come classifica le ha messe tutte in fila. Fra le Open Angelica Coluccini ha completato la grande giornata del team, svettando nella categoria più attesa. La storia della sua venuta nel mondo del ciclocross è piuttosto curiosa.


Strada e ciclocross, senza interruzione
«Al ciclocross mi sono avvicinata nella categoria G6, grazie a dei miei amici che già lo praticavano nella mia Cecina, in Toscana. Al ciclismo però mi sono avvicinata guardando nel mio paese una squadra che faceva allenamenti dentro una pista, ho iniziato da lì e non ho più smesso».
A differenza di Cao, la ciclista toscana è più dedita alla strada: «Io mountain bike l’ho fatta solo nelle categorie giovanili, poi mi son dedicata completamente alla strada e infine al ciclocross. Principalmente faccio strada d’estate e poi d’inverno ciclocross, senza soluzione di continuità, non mi fermo praticamente mai».


Ora tanto lavoro sulla tecnica
Coluccini, che sta studiando per diventare poliziotta, racconta così il suo successo: «Per me è stata un test per vedere la mia condizione e anche per provare i mezzi nuovi. E’ stato un percorso molto veloce, non c’era fango e c’era molto da spingere sui rettilinei, quindi sono riuscita a cavarmela bene sin dall’inizio. Mi sono portata subito in testa e poi ho perso un attimo nella parte più tecnica, ma sono riuscita comunque a supplire con la potenza».
Proprio la tecnica è la parte dove pensa di dover lavorare di più: «A me piacciono i percorsi duri, dove c’è tanta salita e dove c’è da spingere. Sento che devo migliorare un po’ la tecnica rispetto agli altri anni e grazie appunto al mio allenatore Roby Urzella conto di fare un vero salto di qualità».


La speranza di un mondiale da azzurra
Anche l’atleta livornese guarda a un futuro azzurro: «Vorrei diventare una professionista. Sono riuscita già ad andare in nazionale di ciclocross, spero di fare almeno un mondiale o comunque vestire di nuovo la maglia azzurra e poi trovare un ingaggio da pro’, perché se c’è da aiutare la squadra, lo faccio volentieri».
Anche se non c’erano nomi di immediato richiamo, la tappa iniziale del Giro delle Regioni ha funzionato, portando nel piccolo centro marchigiano oltre 500 corridori: «Portare numeri così alti richiede un lavoro lungo e magari sotterraneo – è la chiosa del presidente del comitato organizzatore Francesco Baldoni – Bike Italia Tour, Ciclo Club Corridonia, Corridomnia e l’ASD Romano Scotti hanno lavorate come una sola squadra per onorare anche quest’anno l’appuntamento con il ciclocross nazionale e la risposta popolare è la dimostrazione che abbiamo operato bene, ma è anche lo stimolo a crescere ancora e non fermarci ai limiti raggiunti».