Matilde Vitillo è nata l'8 marzo 2001. E' passata dal devo team alla formazione WT della Liv AlUla Jayco, con cui ha firmato un biennale

Vitillo e la Liv: promesse mantenute e WorldTour guadagnato sul campo

17.02.2026
6 min
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Il tempo del purgatorio è finito, anzi Matilde Vitillo lo ha fatto finire meritandosi la promozione dal devo team della Liv AlUla Jayco alla formazione WorldTour. Un contratto fino a fine 2027 ottenuto sul campo resettando tutto, anche ciò di buono che aveva fatto in passato, e sapendo mantenere le promesse fatte un anno fa.

Paradossalmente quello splendido successo di tappa conquistato nel 2022 in una gara dura come la Vuelta a Burgos le aveva consegnato consapevolezze delle quali non era ancora pronta a fare tesoro. Successivamente è uscita dai radar rischiando di restarne fuori per un po’, poi ha deciso di rientrarci per restarci. Sia l’ultimo anno in BePink che il primo nella squadra continental australiana sono stati particolarmente difficili, ma la scorsa stagione per la 24enne astigiana di Frinco è stata quella giusta.

Ci ha lavorato lei, assieme ad altre figure e come ci aveva detto l’ultima volta che l’avevamo sentita, è riuscita a «passare dall’altra parte e alzare nuovamente le mani al cielo», vincendo il Giro dell’Appennino Donne e la generale del Giro del Mediterraneo in Rosa. Il 2026 di Vitillo è già iniziato all’UAE Tour Women dove si è ritagliata un ruolo importante e proseguirà con un denso programma agonistico.

Quest'anno Vitillo correrà un calendario misto per capire meglio le proprie caratteristiche
Quest’anno Vitillo correrà un calendario misto per capire meglio le proprie caratteristiche
Quest'anno Vitillo correrà un calendario misto per capire meglio le proprie caratteristiche
Quest’anno Vitillo correrà un calendario misto per capire meglio le proprie caratteristiche
Matilde sei finalmente approdata nel WorldTour, ma che biennio è stato complessivamente quello prima?

Sono contenta che i due anni nel devo team della Liv AlUla Jayco mi siano serviti per ricominciare da zero. Ringrazio la squadra e a chi mi ha supportato per funzionare le cose anche quando non andavano, sia a livello atletico che mentale. Nella prima stagione mi sono ambientata, l’anno scorso invece ho ripreso coscienza di me stessa. Prima ho nuovamente curato le basi, poi ho raccolto i frutti riuscendo a gestirmi meglio tra allenamenti e ritiri pre-gara. Mi è piaciuto riprovare l’emozione della vittoria.

E’ stato stimolante essere in un devo team o avvertivi pressione di non poter passare in prima squadra?

In due anni ho fatto 9 gare con la formazione WorldTour su 80 giorni di corsa e respirare quella atmosfera mi ha motivato. Volevo guadagnarmi il passaggio con i risultati, ma credo di essermi garantita il posto con la prima squadra con le prestazioni.

Al UAE Tour Women com’è andata?

Mi ritengo soddisfatta per i compiti che mi avevano assegnato e che ho svolto. Dovevo fare la “body-guard” di Monica (dice ridendo e riferendosi a Trinca Colonel, ndr) controllando che stesse bene e aiutarla a non prendere “buchi” per la generale, dove poi ha fatto seconda. Nella seconda tappa, a venti chilometri dal traguardo, lei è caduta e la mia preoccupazione è stata quella di confortarla moralmente. Penso che queste accortezze possano fare la differenza e talvolta sono troppo sottovalutate. Comunque una volta constatato che non si era fatta nulla, siamo rientrate in gruppo senza patemi.

Ti hanno già detto che tipo di stagione farai quest’anno?

Principalmente dovrei correre tante gare diverse per capire soprattutto che tipo di corridore sono. Di base dovrei essere di supporto alle compagne che puntano alle gare a tappe o a corse piuttosto dure. Ad esempio mi è piaciuto molto svolgere quel tipo di ruolo negli Emirati per Monica. Eravamo in camera assieme e ci siamo conosciute meglio. Lei è stata molto carina con me nell’aiutarmi e darmi consigli.

Matilde è molto legata alla compagna olandese Noä Jansen, con cui ha condiviso due anni nel devo team e il passaggio nella WT
Matilde è molto legata alla compagna olandese Noä Jansen, con cui ha condiviso due anni nel devo team e il passaggio nella WT
Matilde è molto legata alla compagna olandese Noä Jansen, con cui ha condiviso due anni nel devo team e il passaggio nella WT
Matilde è molto legata alla compagna olandese Noä Jansen, con cui ha condiviso due anni nel devo team e il passaggio nella WT
L’inserimento nella formazione WorldTour com’è stato?

Mi sono trovata e mi sto trovando benissimo con tutte. Siamo in tre italiane e naturalmente oltre a Monica, ho legato anche con Letizia (Paternoster, ndr). Tuttavia la compagna con la quale mi sento più a mio agio è Noä Jansen, la ragazza olandese con cui ho condiviso tantissimi momenti, compreso il percorso dei due anni nel devo team fino al passaggio alla WorldTour.

Quanto e in cosa è cambiata Matilde Vitillo dalla vittoria di Burgos ad oggi?

Mi sento un’altra atleta, più matura. Ho sviluppato una migliore visione tattica. Prima andavo sempre in fuga, sapendo di non arrivare in fondo il più delle volte. Ora ragiono di più, in base anche ai compiti di squadra. Su questo aspetto non ci ho lavorato da sola.

Al recente UAE Tour, Vitillo ha avuto il compito di "scortare" Trinca Colonel in ogni fase di gara in funzione della generale
Al recente UAE Tour, Vitillo ha avuto il compito di “scortare” Trinca Colonel in ogni fase di gara in funzione della generale
Al recente UAE Tour, Vitillo ha avuto il compito di "scortare" Trinca Colonel in ogni fase di gara in funzione della generale
Al recente UAE Tour, Vitillo ha avuto il compito di “scortare” Trinca Colonel in ogni fase di gara in funzione della generale
Chi ti ha aiutata?

Mi sono affidata a Moreno Biscaro, un mental coach veneto che collabora con diversi atleti. Ho cominciato l’anno scorso proprio perché sentivo che quello era un aspetto che avevo sempre accantonato. Moreno mi ha aiutata tantissimo in questo percorso. Mi ha aiutata ad avere più consapevolezza e penso sia stato proprio lui a permettermi di migliorare l’ottica di gara, approcciandola in maniera più tranquilla e gestendola passo per passo.

Il tuo calendario cosa prevede prossimamente?

Il 7 marzo correrò la Strade Bianche Women, poi il Trofeo Binda a Cittiglio la settimana dopo ed una gara in Belgio. Ad ora sono riserva per la Sanremo Women, mentre il 22 marzo sarò al via del Giro dell’Appennino Donne. Mi piacerebbe rivincere, ma non credo che sarò la prima punta. Poco male, perché prima viene la squadra e sono ben felice di supportare le mie compagne.

Nella crescita psico-tattica di Matilde è stata fondamentale la figura di Moreno Biscaro, il suo mental coach
Nella crescita psico-tattica di Matilde è stata fondamentale la figura di Moreno Biscaro, il suo mental coach
Nella crescita psico-tattica di Matilde è stata fondamentale la figura di Moreno Biscaro, il suo mental coach
Nella crescita psico-tattica di Matilde è stata fondamentale la figura di Moreno Biscaro, il suo mental coach
E’ prevista la tua partecipazione ad un Grande Giro?

Dovrei correre sicuramente la Vuelta dal 3 al 10 maggio. Prima però farò quasi tre settimane di altura a Sierra Nevada tra fine marzo ed inizi aprile in preparazione delle Ardenne. In programma ho la Freccia del Brabante e la Freccia Vallone. Dopo la Vuelta ragioneremo sul resto del calendario.

Obiettivi te ne sei posti?

A parte cogliere una vittoria che non guasta mai (sorride, ndr), non me sono fissati tanti. Mi basterebbe semplicemente sentirmi bene in bici. Essere realmente consapevole di me stessa e magari nel 2027 impostare un calendario con le gare che più mi si addicono.